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RICEZIONE DICHIARAZIONI SPONTANEE DALL’INDAGATO

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L’art. 350 c.p.p. “Sommarie informazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini” regola le diverse modalità con le quali la polizia giudiziaria apprende informazioni dall’indagato.

La disposizione prevede 3 specifici casi di acquisizione delle stesse, che si diversificano sia per il rispetto di particolari modalità ed obblighi a carico degli organi di polizia giudiziaria operanti, sia per il tipo di qualifica che deve essere posseduta dal soggetto appartenente alla polizia giudiziaria legittimato alla acquisizione.

Specificamente:

  1. Situazione disciplinata dal comma 1 al comma 4: soggetto legittimato è l’ufficiale di p.g., deve essere invitato l’indagato a nominare un difensore di fiducia, in mancanza viene nominato un difensore d’ufficio, la assunzione di informazioni dall’indagato avviene con l’assistenza necessaria del difensore, il quale deve essere preavvertito e ha l’obbligo di presenziare al compimento dell’atto, va redatto verbale ex art. 357/2 lett. b) c.p.p. .

 

  1. Situazione disciplinata dal comma 5 al comma 6: soggetto legittimato è l’ufficiale di p.g., la assunzione di informazioni dall’indagato può avvenire anche senza la presenza del difensore e deve avvenire sul luogo o nell’immediatezza del fatto per avere notizie e indicazioni utili ai fini della immediata prosecuzione delle indagini, di tali dichiarazioni è vietata ogni documentazione (l’assenza di garanzie difensive in questa ipotesi è giustificata dalla urgente necessità dello sviluppo immediato dell’azione investigativa, il sacrificio delle esigenze della difesa è controbilanciato dalla previsione del divieto di utilizzazione delle notizie raccolte).

 

  1. Situazione disciplinata dal comma 7: soggetto legittimato è anche l’agente di p.g., la acquisizione di informazioni avviene attraverso la ricezione di dichiarazioni spontanee che l’indagato rende di sua iniziativa come mezzo di autodifesa e di collaborazione spontanea e senza che siano stimolate da domande o contestazioni, non è prevista l’assistenza del difensore, va redatto verbale ex art. 357/2 lett. b) c.p.p. .

Specificazione terminologica sulla differenza tra ASSUNZIONE e RICEZIONE:

  • la assunzione prevede la formulazione di domande, il soggetto viene “interrogato” attivamente dalla p.g.,
  • la ricezione non prevede la formulazione di domande, il soggetto fa dichiarazioni senza sollecitazioni da parte della p.g. che le registra passivamente.

Si segnala sull’argomento relativo alla ricezione di dichiarazioni spontanee la sentenza della Corte di Cassazione del 28/03/18 n° 14320 (clicca e leggi), con la quale si ribadisce che tali dichiarazioni possono essere acquisite senza garanzie difensive, in quanto si tratta di una scelta legislativa “…che trova la sua giustificazione nel fatto che le dichiarazioni spontanee non sono funzionali a raccogliere elementi di prova, ma piuttosto a consentire all’indagato di interagire con la polizia giudiziaria in qualunque momento egli lo ritenga, esercitando un suo diritto personalissimo.   “, ritenendo pertanto che “…le dichiarazioni spontanee anche se rese in assenza del difensore e senza l’avviso di poter esercitare il diritto al silenzio siano utilizzabili nella fase procedimentale, nella misura in cui emerga con chiarezza che l’indagato abbia scelto di renderle liberamente, senza alcuna coercizione o sollecitazione. …”.

Giovanni Paris

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CURE URGENTI AD ANIMALE E “STATO DI NECESSITA'”

Può essere invocato lo stato di necessità ex art. 4 L. 689/81 da parte di chi viola una o più norme di comportamento del Codice della Strada per provvedere a cure urgenti nei confronti di un animale?

La questione è stata affrontata e risolta negativamente dalla Corte di Cassazione, che con ordinanza del 01/03/18 n° 4834 (clicca e leggi) ha affermato che “…la costante giurisprudenza di questa Corte afferma che l’esclusione della responsabilità per violazioni amministrative derivante da “stato di necessità”, secondo la previsione dell’art. 4 della legge n. 689 del 1981, postula, in applicazione degli artt. 54 e 59 c.p., che fissano i principi generali della materia, una effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona, non altrimenti evitabile…” e che “…in tema d’infrazioni amministrative lo stato di necessità, contemplato dall’art. 4 della legge 24 novembre 1981 n. 689 come causa di esclusione della responsabilità, è ravvisabile solo in presenza di tutti gli elementi previsti nell’art. 54 c.p., incluso il’pericolo attuale di un danno grave alla persona’…”, pertanto, anche se il nostro ordinamento giuridico pone una serie di disposizioni a salvaguardia della salute degli animali, per quanto riguarda l’istituto giuridico dello stato di necessità non esiste una “parificazione” dell’animale all’essere umano parlando la norma di “persona”.

Ad analoga conclusione pervenne sempre la Corte di Cassazione con  sentenza del 19/06/09 n° 14515 (clicca e leggi).

Si legga anche il seguente approfondimento riguardante VIOLAZIONI A NORME DEL CODiCE DELLA STRADA E STATO DI NECESSITA’ (clicca e leggi).

Giovanni Paris

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AVVISO ASSISTENZA DIFENSORE PROVA ETILOMETRO ANCHE IN CASO DI RIFIUTO

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In applicazione del più recente orientamento della Corte di Cassazione l’avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore, ex art. 114 disp. att. c.p.p, deve essere rivolto al conducente del veicolo nel momento in cui viene avviata la procedura di accertamento strumentale dell’alcolemia con la richiesta di sottoporsi al relativo test, anche nel caso in cui l’interessato si rifiuti di sottoporsi all’accertamento,

E’ quanto affermato nella sentenza della Corte di Cassazione del 09/02/18 n° 6526 (clicca e leggi) nella quale si afferma che “…il sistema delle garanzie, delineato dal combinato disposto degli artt. 114 disp. att. cod. proc. pen. e 354 cod. proc. pen., scatta nel momento in cui la polizia giudiziaria procede all’accertamento, per via strumentale – che ha natura indifferibile ed urgente – del tasso alcolemico, invitando il conducente a sottoporsi alle due prove spirometriche, secondo le modalità indicate dall’art. 379, reg. es . cod. strada. Tale sistema introduce, in sostanza, una verifica tecnica che prende avvio con la richiesta di sottoporsi al test strumentale e, in tale scansione, l’avvertimento del diritto all’assistenza del difensore costituisce presupposto necessario della relativa procedura, indipendentemente dall’esito della stessa e dalle modalità con le quali il test venga concretamente effettuato. …”.

Giovanni Paris

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MANCATA, ERRONEA O PARZIALE INDICAZIONE DELLA NORMA VIOLATA NEL VERBALE DI ACCERTAMENTO

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La mancata o la erronea o la incompleta indicazione della norma violata nel verbale di accertamento di infrazione determina una causa di illegittimità dello stesso e per tale motivo può essere annullato?

Per ciò che riguarda le violazioni al Codice della strada l’ art. 383 del Reg. Esec. C.d.S. “Contestazione – Verbale di accertamento”  prevede che:

“1.  Il verbale deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e della località nei quali la violazione è avvenuta, delle generalità e della residenza del trasgressore e, ove del caso, l’indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale, degli estremi della patente di guida, del tipo del veicolo e della targa di riconoscimento, la sommaria esposizione del fatto, nonché la citazione della norma violata e le eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l’inserzione. Omissis “

Il verbale può essere afflitto da vizi formali, ma non tutti i vizi formali ne determinano la annullabilità.

Possiamo dire che tale effetto si ha ogni qual volta l’errore determina una compromissione del diritto di difesa del trasgressore/sanzionato.

Ebbene, per quanto ci occupa, la recente ordinanza della Corte di Cassazione, VI, 25/01/18 n° 1930 (clicca e leggi) ha affermato che “…l’indicazione nel verbale di contestazione dell’articolo…senza specificazione del testo normativo di appartenenza (d.lgs. n. 285 del 1992) non era lesiva del diritto di difesa dell’opponente, in quanto si desumeva agevolmente dalla intitolazione del verbale stesso, recante “violazione delle norme del codice della strada”, e dalla descrizione del fatto…”, rigettando così il ricorso il quale censurava addirittura non che mancasse la indicazione dell’articolo della norma violata (che era stato invece correttamente indicato), ma il fatto che mancasse la specificazione che fosse un articolo del Codice della Strada (!!).

Sulla medesima questione diversi sono stati i pronunciamenti in tal senso della suprema corte, vedi:

  • Cass., I, 24/07/03 n° 11475
  • Cass. I, 08/08/03 n° 11968
  • Cass., II, 23/01/07 n° 1414
  • Cass., II, 14/04/09 n° 8885
  • Cass., I, 18/05/09 n° 11421
  • Cass., II, 15/09/09 n° 19906

Concludendo, nel caso di mancata, erronea o parziale indicazione nel verbale di accertamento di infrazione della norma violata dal trasgressore, il diritto di difesa di costui non viene in concreto menomato dalla conseguente mancata o parziale conoscenza della norma che sanziona il comportamento illecito, purchè nel verbale sia indicata con precisione la condotta materiale che integra la violazione e il fatto sia compiutamente descritto.

Giovanni Paris

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FOGLIO DI VIA A PROSTITUTA

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IN UN ARTICOLO DEL 17/07/14 LA PROSTITUTA CHE ESERCITA IN STRADA E’ PERSONA PERICOLOSA? PER LA CASSAZIONE NO. (clicca e legggi) SI SEGNALO’ CHE LA CORTE DI CASSAZIONE CON LA SENTENZA N° 28226 DEL 01/07/14 AVEVA ANNULLATO LA CONDANNA PENALE INFLITTA A UNA PROSTITUTA PER VIOLAZIONE AL “FOGLIO DI VIA OBBLIGATORIO”. PER LA SUPREMA CORTE NON ERA POSSIBILE INCLUDERE TALE SOGGETTO NELLA CATEGORIA DELLE PERSONE PERICOLOSE PER L’ORDINE PUBBLICO SOLO PERCHÉ TROVATA A PROSTITUIRSI IN STRADA.

SI SEGNALA ORA LA SENTENZA DEL TAR CAMPANIA 17-01-18 N° 82 (clicca e leggi) CON LA QUALE E’ STATO RITENUTO LEGITTIMO IL PROVVEDIMENTO DI DIVIETO DI RITORNO IN UN COMUNE IN QUANTO IL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO RIENTRA TRA LE MISURE DI CARATTERE DISCREZIONALE, CHE NON RICHIEDONO LA COMMISSIONE DI VERI E PROPRI REATI MA CHE SI GIUSTIFICANO CON RIGUARDO ALLA COMPLESSIVA CONDOTTA E STILE DI VITA DEL SOGGETTO CHE NE È DESTINATARIO E CHE RIVELINO, OGGETTIVAMENTE, UNA APPREZZABILE PROBABILITÀ DI COMMISSIONE DI CONDOTTE PENALMENTE RILEVANTI .”.

Giovanni Paris

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IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA PRIVATI/DOMESTICI.

Quali sono i limiti e le condizioni per la installazione di un sistema di videosorveglianza ad uso domestico da parte di privati?

Il Provvedimento del Garante Privacy del 08/04/10 in materia di videosorveglianza prevede a proposito quanto segue:

“6.1. Trattamento di dati personali per fini esclusivamente personali

L’installazione di sistemi di videosorveglianza -come si rileva dall’esame di numerose istanze pervenute all’Autorità- viene sovente effettuata da persone fisiche per fini esclusivamente personali. In tal caso va chiarito che la disciplina del Codice non trova applicazione qualora i dati non siano comunicati sistematicamente a terzi ovvero diffusi, risultando comunque necessaria l’adozione di cautele a tutela dei terzi (art. 5, comma 3, del Codice, che fa salve le disposizioni in tema di responsabilità civile e di sicurezza dei dati). In tali ipotesi possono rientrare, a titolo esemplificativo, strumenti di videosorveglianza idonei ad identificare coloro che si accingono ad entrare in luoghi privati (videocitofoni ovvero altre apparecchiature che rilevano immagini o suoni, anche tramite registrazione), oltre a sistemi di ripresa installati nei pressi di immobili privati ed all’interno di condomini e loro pertinenze (quali posti auto e box).

Benché non trovi applicazione la disciplina del Codice, al fine di evitare di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.), l’angolo visuale delle riprese deve essere comunque limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza (ad esempio antistanti l’accesso alla propria abitazione) escludendo ogni forma di ripresa, anche senza registrazione di immagini, relativa ad aree comuni (cortili, pianerottoli, scale, garage comuni) ovvero ad ambiti antistanti l’abitazione di altri condomini.”.

L’art. 615-bis c.p. sopra richiamato recita:

“615-bis. Interferenze illecite nella vita privata.

Chiunque mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell’articolo 614, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo.

I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d’ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.”.

Da quanto sopra sicuramente la installazione di un sistema di videosorveglianza ad uso domestico da parte di privati non comporta l’obbligo di dotarsi di nessun tipo di autorizzazione rilasciata dal Garante o dal comune o da qualsiasi altra autorità o organo pubblico, né deve essere presentata una comunicazione alle Forze di Polizia.

Si segnala, a riguardo, il parere del Garante Privacy DREP/AC/113990 del 07/03/17 (clicca e leggi) con il quale si afferma che la installazione di un impianto domestico di videosorveglianza da parte di un privato non è sottoposto al rispetto delle norme previste dal Codice in materia di protezione dei dati personali, evitando però la ripresa di aree soggette a pubblico passaggio, altrimenti sono operativi gli obblighi e le limitazioni previsti dalla normativa, comprensivi del limite temporale massimo di conservazione delle immagini e dell’obbligo di utilizzo dei cartelli di informativa, coerentemente anche a quanto previsto nella sentenza della Corte di Giustizia Europea, quarta sezione, C-2121 del 111214 (clicca e leggi).

INTERVALLO TEMPORALE MISURAZIONI PER RILEVAMENTO TASSO ALCOOLEMICO

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Art. 379  Reg. Esec. Cod. Str. – Guida sotto l’influenza dell’alcool

  1. L’accertamento dello stato di ebbrezza ai sensi dell’art. 186, comma 4, del codice, si effettua mediante l’analisi dell’aria alveolare espirata: qualora, in base al valore della concentrazione di alcool nell’aria alveolare espirata, la concentrazione alcoolemica corrisponda o superi 0,8 (LEGGI ORA 0,5) grammi per litro (g/l), il soggetto viene ritenuto in stato di ebbrezza.
  2. La concentrazione di cui al comma 1 dovrà risultare da almeno due determinazioni concordanti effettuate ad un intervallo di tempo di 5 minuti.

OMISSIS

Il combinato disposto dei commi 1 e 2 dell’art. 379 Reg. Esec. C.d.S., sopra riportato, prevede che il soggetto viene considerato in stato di ebbrezza quando vi sono due determinazioni concordanti da effettuarsi ad un intervallo di tempo di 5 minuti, ma la norma non prevede come calcolare questa tempistica, non individua il momento dal quale far decorrere il lasso temporale dei 5 minuti.

Della questione si è occupata la Corte di Cassazione che con sentenza n° 18791 del 18/04/17 (per leggerla clicca QUI), rifacendosi e confermando un precedente pronunciamento avvenuto con sentenza n° 50607 del 05/04/13 (per leggerla clicca QUI) ha affermato che “del tutto logica la argomentazione utilizzata dalla Corte territoriale secondo la quale l’intervallo di tempo di almeno 5 minuti tra le due misurazioni può ritenersi rispettato atteso che la prima è iniziata alle 12:54 terminando alle 12:56 la seconda è iniziata alle 13:00 terminata alle 13:01. A ben vedere, infatti, l’art. 186 C.d.S., comma 2, non prescrive che la decorrenza dell’intervallo “de quo” debba conteggiarsi dal termine della prima misurazione invece che dal suo inizio e, nel silenzio della legge, è logico ritenere – per ovvie ragioni di coerenza – che suddetto intervallo debba calcolarsi considerando il momento di inizio della prima misurazione e della seconda ovvero il termine di dette misurazioni”.

Giovanni Paris

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OMICIDIO STRADALE – LE CIRCOLARI DELLE PROCURE E MATERIALE DI STUDIO

omicidio-stradale

La legge 23 marzo 2016 n°41 entrata in vigore il 25 marzo 2016 introduce la nuova disciplina dell’omicidio stradale e delle lesioni stradali innovando in modo significativo alcune disposizioni sia di carattere sostanziale che di carattere processuale. L’intervento del legislatore si ispira alla evidente finalità di perseguire un trattamento complessivo più rigoroso delle ipotesi di condotte colpose derivanti dalla circolazione stradale.

Diverse Procure hanno emanato linee operative/guida sull’applicazione della L. 41/16 che ha posto diverse problematiche.

PROCURA AOSTA     PROCURA BERGAMO     PROCURA BRESCIA

PROCURA FIRENZE     PROCURA GENOVA     PROCURA GROSSETO

PROCURA MACERATA     PROCURA SANTA MARIA CAPUA VETERE     PROCURA SIENA

PROCURA SONDRIO     PROCURA TRENTO     PROCURA UDINE 1

PROCURA UDINE 2     VELLETRI

MATERIALE DI STUDIO

Circolare Ministero Interni 300-a-2251-16-124-68 del 25 marzo 2016

CIRCOLARE P.M. TORINO 1         CIRCOLARE PM. TORINO 2

PROTOCOLLO INTESA PROCURA LECCE  BRUNO MALUSARDI P.M. MILANO

CATALDO LO IACONO REGIONE TOSCANA   DOMENICO NOTARO LEGISL. PEN.

ALESSANDRO ROIATI DIR. PEN. CONTEMP.   ETTORE SQUILLACI DIR. PEN. CONTEMP.

ANTONELLA MASSARO DIR. PEN. CONTEMP.   GIUSEPPE LOSAPPIO DIR. PEN. CONTEMP.

Giovanni Paris

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SEQUESTRO PROBATORIO E MOTIVAZIONE

Interessante e importante ordinanza del Tribunale di Pescara, 09/09/16 n° 25 (scarica e leggi) emessa in sede di ricorso avverso sequestro probatorio adottato dal P.M. e con la quale è stato annullato il provvedimento; nell’ordinanza si afferma che “…il sequestro probatorio mira ad assicurare al procedimento quelle res necessarie per l’accertamento dei fatti. Ciò posto, anche nel caso in cui il sequestro probatorio abbia ad oggetto res qualificabili come corpo del reato e/o pertinenti al reato, il pubblico ministero è tenuto a specificare le finalità probatorie che intende garantire attraverso il mantenimento del sequestro medesimo. …”

E ancora, che non è sufficiente la adozione di una formula di stile “…ritenuto che occorre procedere al sequestro dei beni sopraindicati, trattandosi di corpo del reato o comunque di cose pertinenti ai reati per i quali si procede e la cui acquisizione è assolutamente necessaria anche per la prosecuzione delle indagini. …”.

Il caso trattato non coinvolge direttamente la Polizia Giudiziaria, ma la questione discussa ed il principio espresso si ritiene abbia rilevanza nello svolgimento della attività di P.G. di iniziativa, quando si procede ad un sequestro probatorio, per il quale, nella redazione del relativo verbale si è soliti in effetti riferirsi solo a formule di stile senza null’altro aggiungere per motivare più efficacemente il provvedimento; è vero che lo stesso dovrà essere inviato al P.M. per l’esame e la convalida, ma si palesa la opportunità (con dimostrazione anche di maggiore professionalità) dell’inserimento di specificazioni motivazionali a fondamento del sequestro.

Giovanni Paris

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DIVIETO DI SOSTA PER AUTOCARAVAN

 

E’ risaputo che, stante le diverse e molteplici indicazioni impartite dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e dal Ministero degli Interni, non possono essere emesse e ritenute legittime ordinanze di disciplina della circolazione stradale che prevedano la imposizione di un generico divieto di sosta per le autocaravan, determinandosi in tal modo, essendo queste ai sensi dell’art. 185/1 C.d.S. equiparate agli altri veicoli, una ingiustificata disparità di trattamento, a meno che la imposizione sia motivata da particolari esigenze di circolazione connesse alle caratteristiche strutturali della strada,

Si segnala la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE, VI,, 14/10/16 N° 20842 (scarica e leggi), con la quale si conferma la validità di un verbale di accertamento di violazione ad un divieto di sosta e con essa dell’ordinanza di previsione del divieto in quanto motivata da particolari esigenze di circolazione connesse alle caratteristiche strutturali della strada, non comportante una ingiustificata disparità di trattamento delle autocaravan con altri veicoli.

Pertanto non tutte le ordinanze che prevedano un divieto in tal senso devono essere necessariamente illegittime.

Giovanni Paris

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DIVIETO DI FUMO IN AUTO – MATERIALE DI STUDIO ED OPERATIVO

DIVIETO FUMO

Il D. Lgs. n° 6 del 12-01-16 (scarica e leggi) recepisce la Direttiva europea 2014/40/UE sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati.

La Direttiva 2014/40/UE abroga la Direttiva 2001/37/CE che è stata recepita con D. Lgs. n° 184 del 24/06/03, ora abrogato dal D. Lgs. 6/16.

Il provvedimento prevede diverse novità e tra queste il divieto di fumo in autoveicoli in presenza di minori e donne in gravidanza, previsto dall’art. 24/2 attraverso la introduzione del comma 1-ter all’art. 51 della L. 3/03 “Tutela della salute dei non fumatori”, disposizione normativa che ha esteso il divieto di fumo a tutti i locali chiusi (compresi i luoghi di lavoro privati o non aperti al pubblico, gli esercizi commerciali e di ristorazione, i luoghi di svago, palestre, centri sportivi), con le sole eccezioni dei locali riservati ai fumatori e degli ambiti strettamente privati (abitazioni civili).

A commento e al fine di fornire indicazioni interpretative e attuative dei divieti conseguenti all’entrata in vigore del D. Lgs. 6/16 sono state emanate:

Si segnala sull’argomento:

  • l’approfondimento normativo ed operativo “DIVIETO DI FUMO IN AUTO” (scarica e leggi) del Brig. RICCA Mario – Comandante int. Capo Equipaggio Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri S. Angelo dei Lombardi (AV);
  • materiale didattico “LEGGE ANTI FUMO” (scarica e leggi) relativo alla formazione degli addetti al controllo dei divieti previsti dalla L. 3/03 realizzato dal Cap. Paolo Befera del Comando Provinciale di L’aquila- Regione Carabinieri Abruzzo.

Giovanni Paris

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AVVISO A INDAGATO DI ASSISTENZA DIFENSORE PER PRELIEVO EMATICO

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L’art 186/5 del Codice della Strada prevede che “Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l’accertamento del tasso alcoolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. …..”

Anche in questo caso però è necessario procedere ai sensi dell’art. 114 Disp. Att. c.p.p. a dare avviso all’indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, pena la inutilizzabilità del risultato delle analisi.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, Sez. IV., con sentenza del 30/05/16 n° 22711 (scarica e leggi).

Giovanni Paris

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NORMATIVA REGIONE MARCHE IN MATERIA DI TATUAGGIO E PIERCING

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E’ stato pubblicato nel B.U.R. Marche in data 26/05/16 il regolamento regionale approvato con D.G.R. n° 445 del 09/05/16 (scarica e leggi) che disciplina le attività di tatuaggio e piercing.

La Regione Marche ha altresì diramato ai comuni una NOTA TECNICA (scarica e leggi) dove sono dettagliati gli aspetti procedurali e le competenze comunali in materia.

La disciplina è importante per le caratteristiche dell’attività, che comporta il rispetto di una serie di norme igienico-sanitarie.

Il regolamento attua l’art 5 della L.R. 18/11/13 n° 38 “Disciplina dell’attività di tatuaggio e piercing”(scarica e leggi) prevedendo i requisiti minimi igienico-sanitari dei locali adibiti all’esercizio dell’attività, le apparecchiature utilizzate, le modalità di preparazione, utilizzo e conservazione, nonché le cautele d’uso delle apparecchiature e dei pigmenti colorati utilizzabili, l’individuazione delle sedi anatomiche da trattare, i percorsi formativi per l’accesso alla professione.

Inoltre si disciplina la modalità di espressione del consenso del cliente. E’ previsto infatti che prima dell’ esecuzione del trattamento, l’operatore informi sul tipo di operazioni da effettuarsi, sui rischi legati all’esecuzione, nonché sulle precauzioni da osservare dopo il trattamento. Prima dell’esecuzione del trattamento è previsto poi che l’operatore acquisisca il consenso informato del richiedente o dell’esercente la potestà genitoriale o del tutore qualora il richiedente sia minore di diciotto anni.

E’ previsto il divieto di eseguire tatuaggi e piercing sui minori di diciotto anni senza il consenso informato, in sedi anatomiche nelle quali sono possibili conseguenze invalidanti permanenti, eseguire tatuaggi  e piercing su animali, procedere all’eliminazione dei tatuaggi in strutture non sanitarie.

Gli operatori che esercitano l’attività di tatuaggio e piercing alla data di entrata in vigore del regolamento stesso sono tenuti a presentare entro trenta giorni al SUAP competente per territorio apposita SCIA in cui sono indicati i nomi dei responsabili tecnici e a frequentare entro due anni dalla suddetta data un apposito percorso formativo e ad adeguarsi entro un anno ai requisiti igienico-sanitari dei locali destinati all’impresa.

Giovanni Paris

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MATERIALE SUL “SOPRALLUOGO GIUDIZIARIO” TRATTO DAL DIPARTIMENTO DI CHIMICA DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO

SCENA DEL CRIMINE

Materiale sul SOPRALLUOGO GIUDIZIARIO tratto dal Corso di Insegnamento “Esame della scena del reato ed indagini medico-legali” del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Torino, docenti del corso Dott. Roberto Testi e Dott. Emilio Bosini.

SOPRALLUOGO E REPERTAMENTO

Il materiale di studio è stato realizzato dal Comando Provinciale Carabinieri di Torino Reparto Operativo – Sezione Investigazioni Scientifiche della REGIONE CARABINIERI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA.

Il servizio investigazioni scientifiche dell’Arma dei Carabinieri è la struttura preposta a soddisfare le richieste di indagine tecnico-scientifiche di P.G. dei Reparti dell’Arma, della Magistratura e delle altre Forze di Polizia.

Attualmente esso si articola nel modo seguente:

  • Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.), con sede a Roma;
  • 4 Reparti Investigazioni Scientifiche (R.I.S.), con sedi in Roma, Parma, Messina e Cagliari collocati alle dipendenze del RaCIS;
  • 29 Sezioni Investigazioni Scientifiche, collocate nell’ambito dei Nuclei Investigativi dei Comandi Provinciali e collegate tecnicamente con i rispettivi R.I.S., composte da personale altamente specializzato nelle analisi di sostanze stupefacenti, negli interventi sulla scena del crimine e per il disinnesco di esplosivi.

Si sottolinea che quando si parla di SOPRALLUOGO GIUDIZIARIO la normativa da seguire (codice di procedura penale), i principi che lo reggono e le metodologie da applicare sono i medesimi, qualsiasi sia il tipo di reato commesso, dal più semplice al complesso.

Giovanni Paris

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RIFORMA PENALE – D.L.GS 7/16 ABROGAZIONE E D.L.GS 8/16 DEPENALIZZAZIONE

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IN DATA ODIERNA ENTRANO IN VIGORE:

  • D. L.gs 15 gennaio 2016 n° 7 “Disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili, a norma dell’articolo 2, comma 3, della legge 28 aprile 2014, n. 67”;
  • D. L.gs 15 gennaio 2016 n° 8 “Disposizioni in materia di depenalizzazione, a norma dell’articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67”.

SI FORNISCE IL SEGUENTE MATERIALE:

COMMENTO ALLA RIFORMA PENALE – ABROGAZIONE E DEPENALIZZAZIONE

L. 67-14-DELEGA RIFORMA PENALE

D.L.VO 7 E 8 DEL 2016

CIRCOLARE MININTERNO N° 300/A/852/16/109/33/1 DEL 05-02-16 GUIDA SENZA PATENTE

ART. 5 D.L. 78/15 E ASSUNZIONI DI VIGILI STAGIONALI

ASSUNZIONI DI VIGILI STAGIONALI
L’art. 5 del Dl 78/2015, è stato interamente riscritto nel testo del DDL di conversione approvato dal Senato.

                                                                                                                                               
ATTENZIONE!! SE IL LINK NON FUNZIONA CLICCARE QUI  

ART. 94, COMMA 4-BIS C.D.S. – INTESTAZIONE TEMPORANEA DI VEICOLI

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SI FORNISCONO LE SOTTOINDICATE CIRCOLARI DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI E DEL MINISTERO DELL’INTERNO RELATIVE ALL’ART. 94, COMMA 4-BIS C.D.S. RECANTE NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI VARIAZIONE DELLA DENOMINAZIONE O DELLE GENERALITA’ DELL’INTESTATARIO DELLA CARTA DI CIRCOLAZIONE E DI INTESTAZIONE TEMPORANEA DI VEICOLI.

NUOVI CORSI GIULIANOVA E IESI

Stanno per iniziare i corsi in aula a Giulianova e Jesi!
70 ore per n.28 serate, 13 materie di studio ed attestato valido come Titolo Formativo nei concorsi pubblici (minimo punteggio iniziale).
Costo totale di € 197,00 (circa euro 2,70 l’ora), comprensivo di tutto il materiale didattico (dispense, normative, videotutorial).

Per informazioni:
– telefono: 339 7254771
– email: polizialocaleaccademia@gmail.com

Non perdere tempo, scarica il modulo di iscrizione, stampalo, compilalo e invialo via mail a polizialocaleaccademia@gmail.com

Modulo iscrizione corso Giulianova: http://goo.gl/lRk8ag

Modulo iscrizione corso Jesi: http://goo.gl/zso46j

Oppure segui i corsi on-line sul sito: www.corsidipolizialocale.it

AUGURI VINCENZO!!

Vincenzo un altro nostro Corsista, questa volta del corso di Porto Sant’Elpidio, oggi prende servizio a Grottammare come stagionale.
Siamo particolarmente contenti di questo risultato perché lui se pur non più giovanissimo ha messo nello studio la volontà e l’impegno come un ventenne.
Il nostro più grande in bocca al lupo Vincenzo e Buon Lavoro; siamo certi che saprai dimostrare il meglio di te stesso !!!!!!!
 
Foto: Vincenzo un altro nostro Corsista, questa volta del corso di Porto Sant'Elpidio, oggi prende servizio a Grottammare come stagionale.
Siamo particolarmente contenti di questo risultato perché lui se pur non più giovanissimo ha messo nello studio la volontà e l'impegno come un ventenne.
Il nostro più grande in bocca al lupo Vincenzo e Buon Lavoro; siamo certi che saprai dimostrare il meglio di te stesso !!!!!!!
 

http://www.corsidipolizialocale.it

ACCADEMIAPOLIZIALOCALE APL MARCHE DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI!!!

STEMMA APL

 

ASSOCIAZIONE APL MARCHE

http://www.corsidipolizialocale.it/

APL Marche nasce nel 2007 da un gruppo di Funzionari ed ex che operano ed hanno operato nel Settore della Polizia Municipale e qualcuno in altri settori ma sempre dell’Ente Locale (Comuni o Province).

Essi dopo un’esperienza settennale come docenti e collaboratori di una scuola di formazione professionale per la preparazione ai concorsi pubblici per l’accesso nella Polizia Municipale e Locale, nel Settembre 2013 hanno deciso, mettendosi insieme, di creare una propria Associazione avente le stesse caratteristiche di attività formativa e con gli stessi scopi.

Di fatto l’intento principale che li guida è la possibilità, con la propria esperienza e professionalità, di creare delle opportunità occupazionali negli Enti Pubblici attraverso la formazione; si tratta di preparare al meglio le persone che andranno a partecipare ai concorsi pubblici studiando in aula con l’apporto di questi docenti dell’APL anziché studiare su dei libri a casa propria.

Il concetto di opportunità per tutti viene espresso dal fatto che i corsi hanno un costo basso e quindi accessibile a chiunque ma allo stesso tempo caratterizzati da grande qualità perchè con una programmazione didattica completa ed esaustiva di tutte le materie d’esame.

I corsi sono di oltre 70 ore e vengono svolti sia in aula, nelle varie zone di tutta la Regione, oltre che on line in modalità e-learning per dare modo di frequentarlo in tutto il territorio nazionale e per chi ha problemi di orario per la frequenza in aula.

Il presidente dell’Associazione è il Magg. a r. Benedetto CRESCENZI ex Comandante della Polizia Municipale di Porto Sant’Elpidio che dal suo pensionamento avvenuto nell’anno 2008 si è dedicato alla realizzazione di questo progetto che sta portando avanti insieme a tutti gli altri colleghi dell’Associazione con grande passione; abbiamo appena terminato un corso in aula a Piediripa di Macerata che ha visto una grande partecipazione ed attualmente ne stiamo svolgendo un altro a Porto Sant’Elpidio anche questo molto partecipato; nel prossimo futuro ne saranno previsti altri nella zona della Provincia di Ancona e di Ascoli Piceno.

Con gli esperti del settore informatico stanno rinnovando il corso on line con gli aggiornamenti tecnici e normativi per renderlo sempre più professionale ed efficace.

Sulla base dei corsi tenuti in aula chi studia in modalità e-learning, per ogni materia, vedrà scorrere a video delle slides di una presentazione in power point ove in alto vedrà il docente che spiega e commenta quella slide (i filmati sono stati registrati in fase di preparazione di questo sistema di docenza).

Chi studia con questa modalità avrà comunque a disposizione tutte le dispense delle materie trattate da scaricare, ed eventualmente stampare, oltre ai testi delle normative di riferimento; all’interno saranno presenti inoltre dei videotutorial che spiegheranno passo per passo la redazione di atti tipici che generalmente vengono richiesti nelle prove pratiche dei concorsi pubblici.

Alla fine si sosterrà una prova di verifica di apprendimento (sempre on line) che consentirà il rilascio dell’attestato valido su tutto il territorio Nazionale come titolo formativo nella partecipazione ai concorsi pubblici.

Il Marchio APL Marche è stato depositato presso l’ufficio Italiano Brevetti e Marchi (21/05/2013).

http://www.corsidipolizialocale.it/