RICEZIONE DICHIARAZIONI SPONTANEE DALL’INDAGATO

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L’art. 350 c.p.p. “Sommarie informazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini” regola le diverse modalità con le quali la polizia giudiziaria apprende informazioni dall’indagato.

La disposizione prevede 3 specifici casi di acquisizione delle stesse, che si diversificano sia per il rispetto di particolari modalità ed obblighi a carico degli organi di polizia giudiziaria operanti, sia per il tipo di qualifica che deve essere posseduta dal soggetto appartenente alla polizia giudiziaria legittimato alla acquisizione.

Specificamente:

  1. Situazione disciplinata dal comma 1 al comma 4: soggetto legittimato è l’ufficiale di p.g., deve essere invitato l’indagato a nominare un difensore di fiducia, in mancanza viene nominato un difensore d’ufficio, la assunzione di informazioni dall’indagato avviene con l’assistenza necessaria del difensore, il quale deve essere preavvertito e ha l’obbligo di presenziare al compimento dell’atto, va redatto verbale ex art. 357/2 lett. b) c.p.p. .

 

  1. Situazione disciplinata dal comma 5 al comma 6: soggetto legittimato è l’ufficiale di p.g., la assunzione di informazioni dall’indagato può avvenire anche senza la presenza del difensore e deve avvenire sul luogo o nell’immediatezza del fatto per avere notizie e indicazioni utili ai fini della immediata prosecuzione delle indagini, di tali dichiarazioni è vietata ogni documentazione (l’assenza di garanzie difensive in questa ipotesi è giustificata dalla urgente necessità dello sviluppo immediato dell’azione investigativa, il sacrificio delle esigenze della difesa è controbilanciato dalla previsione del divieto di utilizzazione delle notizie raccolte).

 

  1. Situazione disciplinata dal comma 7: soggetto legittimato è anche l’agente di p.g., la acquisizione di informazioni avviene attraverso la ricezione di dichiarazioni spontanee che l’indagato rende di sua iniziativa come mezzo di autodifesa e di collaborazione spontanea e senza che siano stimolate da domande o contestazioni, non è prevista l’assistenza del difensore, va redatto verbale ex art. 357/2 lett. b) c.p.p. .

Specificazione terminologica sulla differenza tra ASSUNZIONE e RICEZIONE:

  • la assunzione prevede la formulazione di domande, il soggetto viene “interrogato” attivamente dalla p.g.,
  • la ricezione non prevede la formulazione di domande, il soggetto fa dichiarazioni senza sollecitazioni da parte della p.g. che le registra passivamente.

Si segnala sull’argomento relativo alla ricezione di dichiarazioni spontanee la sentenza della Corte di Cassazione del 28/03/18 n° 14320 (clicca e leggi), con la quale si ribadisce che tali dichiarazioni possono essere acquisite senza garanzie difensive, in quanto si tratta di una scelta legislativa “…che trova la sua giustificazione nel fatto che le dichiarazioni spontanee non sono funzionali a raccogliere elementi di prova, ma piuttosto a consentire all’indagato di interagire con la polizia giudiziaria in qualunque momento egli lo ritenga, esercitando un suo diritto personalissimo.   “, ritenendo pertanto che “…le dichiarazioni spontanee anche se rese in assenza del difensore e senza l’avviso di poter esercitare il diritto al silenzio siano utilizzabili nella fase procedimentale, nella misura in cui emerga con chiarezza che l’indagato abbia scelto di renderle liberamente, senza alcuna coercizione o sollecitazione. …”.

Giovanni Paris

http://www.corsidipolizialocale.it

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