Edilizia

OPERA EDILIZIA PRECARIA: CONSIGLIO DI STATO, VII, 03/01/23 N° 87

Magazzini Prefabbricati in Lamiera Parma Piacenza – Capanni box lamiera  zincata

UN’OPERA EDILIZA QUANDO PUO’ ESSERE QUALIFICATA PRECARIA? QUALI REQUISITI DEVE POSSEDERE A TAL FINE?

La sentenza del Consiglio di Stato, VII, 03/01/23 n° 87 ci ricorda quali caratteristiche e requisiti deve possedere un’opera edilizia affinché questa possa essere riconosciuta come “precaria”.

L’organo giurisdizionale rammenta come la giurisprudenza formatasi sulla questione ha previsto che “…in ordine ai requisiti che deve avere un’opera edilizia per essere considerata precaria, possono essere ipotizzati in astratto due criteri discretivi: 1) criterio strutturale, in virtù del quale è precario ciò che non è stabilmente infisso al suolo; 2) il criterio funzionale, in virtù del quale è precario ciò che è destinato a soddisfare un’esigenza temporanea.

Il carattere precario di un manufatto deve essere valutato non con riferimento al tipo di materiale utilizzato per la sua realizzazione, ma avendo riguardo all’uso cui lo stesso è destinato, nel senso che, se le opere sono dirette al soddisfacimento di esigenze stabili e permanenti, deve escludersi la natura precaria dell’opera, a prescindere dai materiali utilizzati e dalla tecnica costruttiva applicata; la precarietà non va, peraltro, confusa con la stagionalità, vale a dire con l’utilizzo annualmente ricorrente della struttura, poiché un utilizzo siffatto non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo; la precarietà dell’opera, che esonera dall’obbligo del possesso del permesso di costruire, postula, infatti, un uso specifico ma temporalmente limitato del bene: ai fini della ricorrenza del requisito della precarietà di una costruzione, suscettibile di escludere la necessità del rilascio di un titolo edilizio, dovendosi prescindere dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data al manufatto dal costruttore.

Ne consegue l’obbligo di valutare l’opera alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale: con la conseguenza che rientrano nella nozione giuridica di costruzione, per la quale occorre la concessione edilizia, tutti quei manufatti che, anche se non necessariamente infissi nel suolo o pur semplicemente aderenti a questo, alterino lo stato dei luoghi in modo stabile, non irrilevante e non meramente occasionale. …”.

Giovanni Paris

RESPONSABILITA’ PER LAVORI DI COMPLETAMENTO DI IMMOBILE: CASS. PEN. III 19/12/22 N° 47801

Costo dell'intonaco al mq – prezzo intonacatura al metro quadro

IL SOGGETTO CHE SI LIMITI A SVOLGERE LAVORI DI COMPLETAMENTO DELL’IMMOBILE HA RESPONSABILITA’ PENALE PER I LAVORI ABUSIVI?

L’art. 29 comma 1 del T.U. Edilizia D.P.R. 380/01  Responsabilità del titolare del permesso di costruire, del committente, del costruttore e del direttore dei lavori, nonché anche del progettista per le opere subordinate a segnalazione certificata di inizio attività” recita:

“Il titolare del permesso di costruire, il committente e il costruttore sono responsabili, ai fini e per gli effetti delle norme contenute nel presente capo, della conformità delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di piano nonché, unitamente al direttore dei lavori, a quelle del permesso e alle modalità esecutive stabilite dal medesimo. Essi sono, altresì, tenuti al pagamento delle sanzioni pecuniarie e solidalmente alle spese per l’esecuzione in danno, in caso di demolizione delle opere abusivamente realizzate, salvo che dimostrino di non essere responsabili dell’abuso.”.

La risposta è affermativa, come deciso dalla Suprema Corte con la sentenza Cass. Pen. III, 19/12/22 n° 47801 (scarica e leggi) per la quale “…Secondo quanto disposto dall’art. 29 d.P.R. n. 380 del 2001, anche l’assuntore dei lavori, indicato come costruttore, è responsabile della conformità delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di piano nonché, unitamente al direttore dei lavori, a quelle del permesso e alle modalità esecutive stabilite dal medesimo. …”, specificando che “…il costruttore, quale diretto responsabile dell’opera, prima di iniziare i lavori, ha il dovere di controllare che siano state richieste e rilasciate le prescritte autorizzazioni, con la conseguenza che risponderà a titolo di dolo, se darà inizio alle opere nonostante l’accertamento negativo ed a titolo di colpa, nell’ipotesi in cui ometta tale accertamento, perché la responsabilità del costruttore trova il suo fondamento nella violazione dell’obbligo, imposto dalla legge, di osservare le norme in materia urbanistica-edilizia…si è anche precisato che è responsabile del reato di costruzione abusiva non solo l’esecutore dei lavori che collabori all’edificazione delle opere principali ma anche quello che si limiti a svolgere lavori di completamento dell’immobile (quali la pavimentazione, l’intonacatura, gli infissi), sempre che sia ravvisabile un profilo di colpa collegato alla mancata conoscenza del carattere abusivo dei lavori…”.

Giovanni Paris

ORDINANZA DI RIMESSA IN PRISTINO DI ABUSO EDILIZIO E OBBLIGO DI COMUNICAZIONE AVVIO PROCEDIMENTO: CONSIGLIO DI STATO, VI, 07/10/22 N° 8613

24/09/2020 - La legge 241/1990 dopo le modifiche della Legge  Semplificazioni — Segretari Comunali Vighenzi

LA EMISSIONE DI ORDINANZA DI RIMESSA IN PRISTINO DI ABUSO EDILIZIO DEVE ESSERE PRECEDUTA DALLA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO EX ART. 7 L. 241/90?

L’art. 7  “Comunicazione di avvio del procedimento” della L. 241/90 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” recita:

“1.  Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento, l’avvio del procedimento stesso è comunicato, con le modalità previste dall’articolo 8, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, l’amministrazione è tenuta a fornire loro, con le stesse modalità, notizia dell’inizio del procedimento.

2.  Nelle ipotesi di cui al comma 1 resta salva la facoltà dell’amministrazione di adottare, anche prima della effettuazione delle comunicazioni di cui al medesimo comma 1, provvedimenti cautelari.”.

La risposta è NEGATIVA, stante il carattere DOVEROSO e VINCOLATO del provvedimento emesso ed è stata fornita dal CONSIGLIO STATO, VI, 07/10/22 N° 8613  il quale, riportando con dovizia numerose precedenti pronunce, sottolinea come “…la giurisprudenza amministrativa interpreta le norme in materia di partecipazione procedimentale, non in senso formalistico, bensì avendo riguardo all’effettivo e oggettivo pregiudizio che la sua inosservanza abbia causato alle ragioni del soggetto privato nello specifico rapporto con la pubblica amministrazione.

Ne deriva che l’omissione della comunicazione di avvio del procedimento non cagiona l’automatica illegittimità del provvedimento finale qualora possa trova applicazione l’art. 21-octies, comma 2, della stessa legge, secondo cui non è annullabile il provvedimento per vizi formali non incidenti sulla sua legittimità sostanziale e il cui contenuto non avrebbe potuto essere differente da quello in concreto adottato, poiché detto art. 21-octies, attraverso la dequotazione dei vizi formali dell’atto, mira a garantire una maggiore efficienza all’azione amministrativa, risparmiando antieconomiche ed inutili duplicazioni di attività, laddove il riesercizio del potere non potrebbe comunque portare all’attribuzione del bene della vita richiesto dall’interessato (cfr., tra le tante, Cons. Stato, Sez. II, 18 marzo 2020 n. 1925, 12 febbraio 2020 n. 1081 e 17 settembre 2019 n. 6209; Sez. III, 19 febbraio 2019 n. 1156; Sez. IV, 11 gennaio 2019 n. 256 e 27 settembre 2018 n. 5562).

Delineato tale quadro generale, si rileva che il diniego di sanatoria è atto vincolato, cosicché la mancata comunicazione del preavviso di diniego non comporta, in base al principio di cui al su citato art. 21-octies, comma 2, primo periodo, effetti vizianti ove il Comune non avrebbe potuto emanare provvedimenti differenti (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 10 maggio 2012 n. 2714).

Trattasi di coordinate ermeneutiche incentrate sul carattere doveroso e vincolato della sanzione edilizia, conseguente alla realizzazione di opere eseguite in assenza o in difformità del titolo edilizio, che è stato definitivamente riconosciuto dalla Adunanza plenaria del Consiglio di Stato nella sentenza 17 ottobre 2017 n. 9, sicché, proprio in ragione di tale caratteristica è stato ancora, recentemente, esclusa la necessità di comunicare l’avvio del relativo procedimento al destinatario (cfr., ancora e tra le molte, Cons. Stato, Sez. VI, 27 gennaio 2022 n. 1953 e 18 gennaio 2022 n. 311). …”

Giovanni Paris

PROVA DOCUMENTALE E IMMAGINI DA “GOOGLE EARTH”: CASS. PEN., III, 17/10/22 N° 39087

Valle dei Casali - Roma: Abusi edilizi in grande stile nella Valle dei  Casali

LE IMMAGINI TRATTE DA “GOOGLE EARTH” COSTITUISCONO PROVA DOCUMENTALE IDONEA E UTILIZZABILE AI FINI DELL’ACCERTAMENTO DELLA REALIZZAZIONE DI UN ABUSO EDILIZIO?

Il Codice di Procedura Penale in tema di prove prevede

all’art. 189 “Prove non disciplinate dalla legge”

“1. Quando è richiesta una prova non disciplinata dalla legge, il giudice può assumerla se essa risulta idonea ad assicurare l’accertamento dei fatti e non pregiudica la libertà morale della persona. Il giudice provvede all’ammissione, sentite le parti sulle modalità di assunzione della prova.”

e all’art. 234 “Prova documentale”

“1. E’ consentita l’acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo.

2. Quando l’originale di un documento del quale occorre far uso è per qualsiasi causa distrutto, smarrito o sottratto e non è possibile recuperarlo, può esserne acquisita copia.

3. E’ vietata l’acquisizione di documenti che contengono informazioni sulle voci correnti nel pubblico intorno ai fatti di cui si tratta nel processo o sulla moralità in generale delle parti, dei testimoni, dei consulenti tecnici e dei periti.”.

Cosa è un DOCUMENTO?

Esso non è costituito solo da un atto scritto, ma è documento una foto, un filmato, una riproduzione sonora, ecc., documento è tutto ciò che incorpora una attività svolta o un fatto, è la veste esterna di un atto o un fatto, la forma tangibile che assume il compimento di un atto e offre la rappresentazione di fatti, persone e cose.

Il caso è stato affrontato da Cass. Pen., III, 17/10/22 n° 39087 (scarica e leggi) per la quale “…i rilievi di Google Earth rappresentano solo uno degli elementi della complessiva valutazione del Tribunale, deve osservarsi che il richiamo valorizzato dai giudici dell’impugnazione cautelare appare legittimo, avendo questa Corte precisato (Sez. 3, n. 48178 del 15/09/2017, Rv. 271313) che, in tema di prove, i fotogrammi scaricati dal sito internet “Google Earth”, costituiscono prove documentali pienamente utilizzabili ai sensi dell’articolo 234, comma 1, cod. proc. pen. o 189 cod. proc. pen., in quanto rappresentano fatti, persone o cose, essendo ben diversa, ovviamente, la questione relativa alla valutazione del loro contenuto e alla corrispondenza al vero di quanto in essi rappresentato…”.

Si leggano nello stesso senso anche Cass. Pen., III, 20/10/20 n° 37611  e  Cass. Pen., II, 26/10/21 n° 45900.

Quindi le immagini di “Google Earth” sono considerate documenti, acquisibili e valutabili dal giudice nella loro capacità di fornire certezza di un fatto e del suo modo di essere e potranno costituire “prova”, che sarà posta a fondamento del convincimento del giudice che verrà espresso nella sentenza. 

Giovanni Paris

NATURA GIURIDICA DELL’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE DI COSTRUZIONE ABUSIVA: CASS. PEN., III, 06/09/22 N° 32753

L’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE DI UN MANUFATTO ABUSIVO HA NATURA PENALE?

La risposta è negativa, come stabilito dal pronunciamento della Cass. Pen., III, 06/09/22 n°32753 (scarica e leggi) per il quale “…l’ordine di demolizione non riveste, nel nostro ordinamento, una funzione punitiva, quale elemento di pena da irrogare al colpevole, ma, diversamente, una funzione RIPRISTINATORIA del bene interesse tutelato. La ratio della previsione, infatti, non è quella di sanzionare ulteriormente (rispetto alla pena irrogata) l’autore dell’illecito, ma quella di eliminare le conseguenze dannose della condotta medesima, rimuovendo la lesione del territorio così verificatasi e ripristinando quell’equilibrio urbanistico-edilizio che i vari enti preposti – ciascuno per la propria competenza – hanno voluto stabilire, al punto che tale ordine, quando imposto dall’Autorità giudiziaria in uno con la sentenza di condanna, non si pone in rapporto alternativo con l’omologo ordine emesso dall’autorità amministrativa, ferma restando la necessità di un coordinamento tra le due disposizioni in sede esecutiva. …”.

L’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE E’ SOTTOPOSTA A PRESCRIZIONE?

Ugualmente il medesimo consesso stabilisce che “…Proprio perché privo di finalità punitive, l’ordine di demolizione non è soggetto dunque alla prescrizione stabilita dall’art. 173 cod. pen. per le sanzioni penali, né alla prescrizione stabilita dall’art. 28 della legge n. 689 del 1981, che riguarda soltanto le sanzioni pecuniarie con finalità punitiva (cfr. Sez. 3, n. 41475 del 03/05/2016, Rv. 267977), per cui il decorso del tempo tra la condanna della ricorrente e l’esecuzione della demolizione non è elemento di per sé decisivo. …”.

Si vedano, tra le decisioni più recenti e nel medesimo senso, per cui è costantemente affermata, infatti, la natura amministrativa di detta sanzione, che persegue una funzione ripristinatoria e non punitiva, imposta per ragioni di tutela del territorio, come tale sottratta, sia alla disciplina dell’estinzione della sanzione per il decorso del tempo ex art. 173 cod. pen., dal momento che tale norma si riferisce alle sole pene principali e non alle sanzioni amministrative, sia all’estinzione per prescrizione quinquennale ex art. 28 legge n. 689 del 1981 propria delle sanzioni amministrative, riguardante le sole sanzioni pecuniarie con finalità punitiva, anche:

Cass. Pen, III, 31/08/22 n° 31929

Cass. Pen., III, 03/08/22 n° 30601

Cass. Pen, III, 14/04/22 n° 14554

Cass. Pen., III, 13/04/22 n° 14225

Cass. Pen. , VII, 16/03/22 n° 8785

Giovanni Paris

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Abuso edilizio: è reato se il permesso edilizio c’è ma è illegittimo?

L’art. 31 del T.U. Edilizia “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali” recita:

“1. Sono interventi eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire quelli che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto del permesso stesso, ovvero l’esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile.
2. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, accertata l’esecuzione di interventi in assenza di permesso, in totale difformità dal medesimo, ovvero con variazioni essenziali, determinate ai sensi dell’articolo 32, ingiunge al proprietario e al responsabile dell’abuso la rimozione o la demolizione, indicando nel provvedimento l’area che viene acquisita di diritto, ai sensi del comma 3.
3. Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.
4. Laccertamento dell’inottemperanza alla ingiunzione a demolire, nel termine di cui al comma 3, previa notifica all’interessato, costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, che deve essere eseguita gratuitamente.
OMISSIS

 

L’accertamento di inottemperanza, che legittima l’effetto di legge di costituire titolo per l’immissione in possesso e la trascrizione nei registri immobiliari, coincide con il verbale di constatazione dell’inadempimento redatto dalla Polizia Locale?

Verrebbe da rispondere in maniera affermativa, ma così non è, i due atti sono diversi, provengono da soggetti diversi e producono effetti diversi, il primo è prodromico del secondo e con valore solo endoprocedimentale.

In cosa consiste “l’accertamento di inottemperanza” viene chiarito dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. II, 22/06/22 n° 5132 nella quale si afferma che “…seppure è vero che l’acquisizione gratuita opera di diritto a seguito dell’inottemperanza dell’ordine di demolizione – in via generale ai sensi dell’art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, e nel caso di specie ex art. art. 1, comma 1104, L. n. 296/2006 trattandosi di area naturale protetta, il titolo per l’immissione in possesso del bene e per la trascrizione nei RR.II. è costituito dall’accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione a demolire un manufatto abusivo. 

Per tale atto deve intendersi non il mero verbale di constatazione di inadempienza, atteso il suo carattere endoprocedimentale, ma solo il formale accertamento compiuto dall’organo dell’ente dotato della relativa potestà provvedimentale. 

In generale, mentre il mero verbale di accertamento redatto dai vigili ha valenza endoprocedimentale ed efficacia meramente dichiarativa delle operazioni effettuate durante l’accesso ai luoghi, dal ricorso, al contrario è il formale atto di accertamento adottato dalla competente autorità amministrativa, ai sensi dell’art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, che, facendo propri gli esiti del mero verbale, sancisce l’effetto acquisitivo e costituisce, previo notifica all’interessato, titolo per l’immissione in possesso del bene e per la trascrizione nei RR.II..

Solo a seguito di quest’ultimo atto formale di accertamento di inottemperanza ed acquisizione dell’area avviene il trasferimento della proprietà dell’area. …”.

Di seguito esempio di atto di accertamento di inottemperanza: CITTA’ DI GIUGLIANO IN CAMPANIA

Giovanni Paris

REALIZZAZIONE DI RETE METALLICA

RETE METALLICA

Quale titolo edilizio bisogna ottenere o adempimento bisogna compiere per la realizzazione di una recinzione in rete metallica sorretta da pali?

Si veda il recente pronunciamento del TAR MARCHE, 21-05-16 n° 325 (scarica e leggi), con il quale l’organo giudicante dichiarato illegittima l’ordinanza di demolizione motivata sul presupposto dell’assenza di una DIA e ha ritenuto che la realizzazione di una recinzione metallica di un terreno privato costituisce attività di edilizia libera in quanto manifestazione del diritto di proprietà.

Giovanni Paris

http://www.corsidipolizialocale.it

OMESSA COLLOCAZIONE DI CARTELLO DI CANTIERE

CARTELLO DI CANTIERE

In precedente articolo del 23 novembre 2014 fu trattato l’argomento della OMESSA COLLOCAZIONE DI CARTELLO DI CANTIERE affrontando le questioni relative al fatto se l’omissione costituisce illecito, se illecito penale o amministrativo, quali sono eventualmente i soggetti responsabili.

Si segnala la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE 07-04-16 N° 13963 (scarica e leggi) nella quale si ribadiscono una serie di principi già espressi nella precedente giurisprudenza della Suprema Corte:

  • la violazione dell’obbligo di esporre il cartello indicante gli estremi del titolo abilitativo, qualora prescritto dal regolamento edilizio o dal titolo medesimo, già sanzionata sotto la vigenza dell’ormai abrogata L. n. 47 del 1985, è tuttora punita dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, lett. a), in ragione del rapporto di continuità normativa intercorrente tra le diverse disposizioni;
  • funzione del cartello è proprio quella di rendere edotti gli organi di vigilanza dell’esistenza in loco di interventi edilizi, al fine di consentire l’espletamento di tutte quelle attività di verifica dell’osservanza della normativa edilizia e di corrispondenza dell’assentito al realizzato;
  • la finalità cui assolve l’obbligo di apposizione del cartello, deve ritenersi che sia anche quella di indicare i soggetti responsabili, nel caso in cui durante lo svolgimento delle attività di cantiere derivino danni a terzi.

Giovanni Paris

http://www.corsidipolizialocale.it

PERMESSO DI COSTRUIRE IN SANATORIA E ABUSI IN MATERIA ANTISISMICA

abuso edilizio

LA RECENTE SENTENZA DELLA CASS. PEN., SEZ. III, 13/10/14, N. 42550 SI OCCUPA DEGLI EFFETTI DEL RILASCIO DEL PERMESSO A COSTRUIRE IN SANATORIA SUI REATI EDILIZI COMMESSI, RISPONDENDO ALLA QUESTIONE SE IL RILASCIO DEL PERMESSO IN SANATORIA COMPORTA L’ESTINZIONE DELLE VIOLAZIONI DELLA NORMATIVA ANTISISMICA.

PER LEGGERE UN BREVE INQUADRAMENTO DELLA MATERIA CLICCARE QUI

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GIOVANNI PARIS