Procedura Penale e Polizia Giudiziaria

IL REGISTRO DELLE NOTIZIE DI REATO

procura

Il registro delle notizie di reato è previsto e disciplinato dall’art. 335 c.p.p. rubricato “Registro delle notizie di reato”.

In questo registro il P.M. iscrive immediatamente ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa.

Esistono diversi modelli del registro delle notizie di reato:

  • Il modello 21, il registro delle notizie di reato a carico di persone note, quando viene individuato il nome del possibile autore del reato.
  • Il modello 44, il registro delle notizie di reato a carico di persone ignote, quando non è ancora individuata la persona alla quale possa essere addebitato il reato.
  • Il modello 21-bis, il registro delle notizie di reato per i reati attribuiti alla competenza del giudice di pace.
  • Il modello 45, il registro degli atti non costituenti notizia di reato, atti che si trovano in una situazione di “limbo” di non accertata definibilità, per i quali necessitano    che  postulano  una fase  di accertamenti   “preliminari”.
  • Il modello 46, il registro delle notizie anonime.

Si propone la lettura del seguente materiale didattico, utile anche per gli organi di polizia giudiziaria, relativo:

  • al Corso di Formazione per Assistenti Giudiziari “I REGISTRI PENALI” (scarica e leggi) della Dott.ssa Marilena Cerati Dirigente Amministrativo del Tribunale di Parma.
  • al Corso di formazione per assistente giudiziario “CORSO PENALE” (scarica e leggi) Docente Amministrativo – Uffici Requirenti : Dott.ssa Petitta Annarita Docente Amministrativo – Uffici Giudicanti : Dott.ssa Benedetti Roberta.

Giovanni Paris

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LINEE GUIDA DELLE PROCURE SU ESTINZIONE REATI AMBIENTALI EX ARTT. 318-BIS/318-OCTIES D.LGS. 152/06 – PARTE TERZA

FORESTALE E GDF

La L. 68/15 “Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente” ha introdotto nel D.Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale” gli articoli da 318-bis a 318-octies (scarica e leggi).

Le nuove disposizioni hanno posto problemi interpretativi e fatto sorgere la necessità di specifiche indicazioni per la loro applicazione.

Per tali motivi diverse Procure della Repubblica hanno emanato in proposito dettagliate linee guida ed indirizzi operativi (alcune prevedendo e allegando specifica modulistica).

Concludiamo la pubblicazione delle suddette indicazioni, la prima e la seconda sono avvenute in due articoli del 05 e 08/06/16, secondo l’ordine alfabetico delle Procure emittenti (la data indica il giorno della loro emissione).

TERZA PARTE

PROCURA ROMA 12-10-15

PROCURA SANTA MARIA CAPUA VETERE 13-11-15

PROCURA SAVONA 23-11-15

PROCURA SAVONA VERBALE RIUNIONE 30-07-2015

PROCURA SIENA 26-06-15

PROCURA TRENTO 04-06-15

PROCURA TRIESTE 01-03-16

PROCURA UDINE 23-10-15

PROCURA VELLETRI 15-09-15

PROCURA VERBANIA 15-07-15

PROCURA VERCELLI 10-08-15

PROCURA VIBO VALENTIA 24-11-15

ORGANI DI P.G. A COMPETENZA “SPECIFICA” O “LIMITATA”

polizia_giudiziaria

Sono diverse le classificazioni esistenti e riguardanti gli organi/soggetti di polizia giudiziaria.

Una di queste è relativa alla competenza ed abbiamo la distinzione in organi/soggetti a competenza: 

GENERALE                                   

Soggetti che svolgono funzioni di p.g. con potere di intervento riconosciuto in via generale (tutti i reati) (art. 57/1 e 2 c.p.p.).

Gli appartenenti alla Polizia Municipale e alla Polizia Provinciale sono soggetti di p.g. a competenza generale.

SPECIFICA O LIMITATA

Soggetti ai quali le leggi assegnano le funzioni di p.g. nei limiti del servizio a cui sono destinati e secondo le relative attribuzioni (specifici reati) (art. 57/3 c.p.p) (Vigili del Fuoco, verificatori pesi e misure, funzionari ANAS, funzionari IMCTC, ispettori ASL, ispettori doganali, ecc).

VIGILI DEL FUOCO

Tra gli organi a competenza specifica o limitata vi sono gli appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che hanno specifica competenza, ad esempio, in materia riguardante gli incendi.

Tutti i soggetti che svolgono funzioni di p.g. ovviamente al di là della loro competenza generale o specifica quando agiscono lo fanno applicando le norme del c.p.p. relative alla attività di p.g., quindi la normativa da rispettare, i principi che guidano l’attività di p.g. e le metodologie da osservare sono i medesimi, qualsiasi sia il tipo di reato commesso, specialistico o meno.

Riguardo le funzioni di p.g. svolte dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco segnalo ed allego utile materiale didattico sulla attività di p.g. (accompagnato da modelli di verbale) del Comando Provinciale del Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno realizzato dal Comandante Ing. Mauro Malizia.

L’ATTIVITA’ DI P.G. NEI VIGILI DEL FUOCO – SLIDES

L’ATTIVITA’ DI P.G. NEI VIGILI DEL FUOCO – DISPENSA

Giovanni Paris

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LINEE GUIDA DELLE PROCURE SU ESTINZIONE REATI AMBIENTALI EX ARTT. 318-BIS/318-OCTIES D.LGS. 152/06 – PARTE SECONDA

NOE

La L. 68/15 “Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente” ha introdotto nel D.Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale” gli articoli da 318-bis a 318-octies (scarica e leggi).

Le nuove disposizioni hanno posto problemi interpretativi e fatto sorgere la necessità di specifiche indicazioni per la loro applicazione.

Per tali motivi diverse Procure della Repubblica hanno emanato in proposito dettagliate linee guida ed indirizzi operativi (alcune prevedendo e allegando specifica modulistica).

Proseguiamo la pubblicazione delle suddette indicazioni, la prima è avvenuta nell’ambito di un articolo del 05/06/16, secondo l’ordine alfabetico delle Procure emittenti (la data indica il giorno della loro emissione).

La pubblicazione completa avverrà in tre parti.

SECONDA PARTE

PROCURA GROSSETO 22-12-15

PROCURA IMPERIA 30-11-15

PROCURA IVREA 27-11-15

PROCURA LA SPEZIA 19-10-15

PROCURA LIVORNO 20-07-15

PROCURA MILANO 09-07-15

PROCURA MODENA 19-10-15

PROCURA NAPOLI 16-12-15

PROCURA PISA 19-10-15

PROCURA RAVENNA 15-01-16

PROCURA RIETI 03-09-15

PROCURA RIETI MODELLO VERBALE

Giovanni Paris

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LINEE GUIDA DELLE PROCURE SU ESTINZIONE REATI AMBIENTALI EX ARTT. 318-BIS/318-OCTIES D.LGS. 152/06 – PARTE PRIMA

ambiente

La L. 68/15 “Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente” ha introdotto nel D.Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale” gli articoli da 318-bis a 318-octies (scarica e leggi).

Con tali nuove disposizioni il legislatore ha previsto per le contravvenzioni in materia ambientale contemplate dal D.Lgs 152/06 che non hanno cagionato danno o pericolo concreto ed attuale di danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche protette, una speciale causa di estinzione del reato, a condizione che il responsabile dell’illecito penale adempia alle prescrizioni imposte dall’organo di vigilanza o dalla polizia giudiziaria e effettui il pagamento di una sanzione pecuniaria amministrativa sostitutiva dell’ammenda prevista per la contravvenzione.

In costanza degli elementi sopra indicati si viene a “sanare” il comportamento illecito e si evita il procedimento penale.

Il compito in materia che deve svolgere la polizia giudiziaria risulta delicato e pretende particolare e specifica professionalità:

  • nella valutazione se il fatto reato non abbia cagionato danno o pericolo concreto ed attuale di danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche protette,
  • nell’impartire al contravventore un’apposita prescrizione, anche se con il supporto dell’ente specializzato competente nella materia trattata,
  • nella verifica se la violazione è stata eliminata secondo le modalità e nel termine indicati dalla prescrizione.

Le nuove disposizioni hanno posto problemi interpretativi e fatto sorgere la necessità di specifiche indicazioni per la loro applicazione.

Per tali motivi diverse Procure della Repubblica hanno emanato in proposito dettagliate linee guida ed indirizzi operativi (alcune prevedendo e allegando specifica modulistica).

Vengono di seguito riportate le suddette indicazioni con una pubblicazione delle stesse secondo l’ordine alfabetico delle Procure emittenti (la data indica il giorno della loro emissione).

La pubblicazione completa avverrà in tre parti.

PRIMA PARTE

PROCURA ALESSANDRIA 06-07-15

PROCURA ASTI 01-09-15

PROCURA AREZZO 30-10-15

PROCURA CIVITAVECCHIA 23-09-16

PROCURA FIRENZE 11-12-15

PROCURA FIRENZE 17-09-15

PROCURA FOGGIA 21-10-15

PROCURA FOGGIA 23-02-16

PROCURA FROSINONE 23-07-15

PROCURA GENOVA 02-10-15

PROCURA GENOVA ALLEGATO 02-10-15

PROCURA GORIZIA 28-01-16

 

LINEE OPERATIVE PROCURA VELLETRI SU OMICIDIO STRADALE

omicidio-stradale

La legge 23 marzo 2016 n°41 entrata in vigore il 25 marzo 2016 introduce la nuova disciplina dell’omicidio stradale e delle lesioni stradali innovando in modo significativo alcune disposizioni sia di carattere sostanziale che di carattere processuale. L’intervento del legislatore si ispira alla evidente finalità di perseguire un trattamento complessivo più rigoroso delle ipotesi di condotte colpose derivanti dalla circolazione stradale.

La Procura della Repubblica di Velletri ha emanato in data 11/05/16 “Linee guida sull’applicazione della legge n° 41/16 in materia di omicidio stradale, lesioni personali stradali e altro”.

Per leggere le linee operative cliccare QUI

Giovanni Paris

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PREAVVISO AL DIFENSORE PER LA EFFETTUAZIONE DI PROVA ETILOMETRO?

DIFENSORE

Sull’argomento ed altre questioni collegate si veda la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV, 16-05-16 N° 20132 (scarica e leggi).

Relativamente al diritto del difensore di assistere agli atti urgenti effettuati dalla P.G e, nel caso di specie, all’accertamento strumentale mediante etilometro, si è sempre affermato da parte della Corte di Cassazione che esso costituisce atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile cui il difensore può assistere senza diritto di essere previamente avvisato, dovendo la polizia giudiziaria unicamente avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere da difensore di fiducia.

Il legislatore nel contemperare le diverse esigenze, non escludendo il diritto del difensore di presenziare all’alcoltest, ha privilegiato la necessità di acquisire tempestivamente la prova del reato, che potrebbe andare dispersa se si dovesse attendere, non in un breve lasso di tempo, la presenza del difensore avvisato.

Inoltre il verbale contenente gli esiti del cosiddetto “alcooltest”, per l’accertamento della guida in stato di ebbrezza alcoolica, non è soggetto al deposito previsto dall’art. 366 comma primo cod. proc. pen., in quanto si tratta di un atto di polizia giudiziaria, urgente e indifferibile, al quale il difensore, ai sensi dell’art. 356 stesso codice, può assistere, senza che abbia il diritto di preventivo avviso.

La polizia giudiziaria quando procede ad un atto urgente ex art. 354 stesso codice ha solo l’obbligo, ai sensi dell’art. 114 disp. att. cod. proc. pen., di avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia, ma non è tenuta né a prendere notizia dell’eventuale nomina, nè a nominare un difensore d’ufficio, con conseguente inapplicabilità della procedura di deposito di cui al citato art. 366 cod. proc. pen..

Giovanni Paris

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LINEE OPERATIVE PROCURA SONDRIO SU OMICIDIO STRADALE

INCIDENTE

La legge 23 marzo 2016 n°41 entrata in vigore il 25 marzo 2016 introduce la nuova disciplina dell’omicidio stradale e delle lesioni stradali innovando in modo significativo alcune disposizioni sia di carattere sostanziale che di carattere processuale. L’intervento del legislatore si ispira alla evidente finalità di perseguire un trattamento complessivo più rigoroso delle ipotesi di condotte colpose derivanti dalla circolazione stradale.

La Procura della Repubblica di Sondrio ha emanato “Linee guida per l’applicazione della legge 23 marzo 2016 n°41 in materia di omicidio stradale, lesioni stradali e prime disposizioni operative alla Polizia Giudiziaria”.

Per leggere le linee operative cliccare QUI

Giovanni Paris

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ARRESTO DI POLIZIA GIUDIZIARIA E “QUASI FLAGRANZA”

ARRESTO P.G.

In un precedente articolo del 29 ottobre 2014 fu trattato l’argomento dell’ARRESTO DI POLIZIA GIUDIZIARIA E “QUASI FLAGRANZA” affrontando la questione relativa alle situazioni che possano far configurare la condizione della “quasi flagranza” legittimante la esecuzione del provvedimento precautelare da parte della Polizia Giudiziaria.

Si segnala la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE 04-04-16 N° 13438 (scarica e leggi) nella quale si ribadisce che non si versa nell’ipotesi della flagranza di reato e pertanto la avvenuta esecuzione dell’arresto da parte della Polizia Giudiziaria è illegittima quando la ricostruzione del reato e l’individuazione del suo autore si desumono da informazioni raccolte da terzi immediatamente dopo il fatto, trattandosi di ipotesi non riconducibile all’art. 382, comma 1, seconda parte, c.p.p.

Ciò è in linea con la più recente giurisprudenza e la decisione della Suprema Corte in Sezioni Unite del 24/11/15, avvenuta a seguito della ordinanza della Quinta Sezione penale della Cassazione del 18/02/15 n° 12282, con la quale era stata rimessa alle Sezioni Unite la questione “Se può procedersi all’arresto in flagranza sulla base di informazioni della vittima o di terzi fornite nella immediatezza del fatto”

Giovanni Paris

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SEQUESTRO PREVENTIVO DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA E OBBLIGO DI AVVISO DI ASSISTENZA DI DIFENSORE

sequestro

In caso di sequestro preventivo effettuato da parte della Polizia Giudiziaria ex art. 321/3bis c.p.p. deve essere dato avviso all’indagato della facoltà di farsi assistere da difensore di fiducia, analogamente a quanto prevede l’art. 114 disp. att. c.p.p in caso di esecuzione di sequestro probatorio ex art. 354 c.p.p.?

La terza sezione della Corte di Cassazione con l’ordinanza  del 07/07/15 n° 39188 aveva rimesso alle Sezioni Unite la decisione sulla seguente questione: “Se l’obbligo di dare avviso all’indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia operi anche con riferimento al sequestro preventivo disposto di iniziativa dalla polizia giudiziaria” e “Se, in caso affermativo, la nullità conseguente determini anche quella dell’autonomo decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP dopo aver convalidato quello d’urgenza disposto d’iniziativa della Polizia Giudiziaria”.

Le Sezioni Unite della Cassazione con sentenza del 13/04/16 n° 15453 (scarica e leggi) hanno dato risposta negativa, affermando che “le disposizioni dettate dall’art. 114 cit. in tema di sequestro probatorio non possano essere “estese” al sequestro preventivo, eseguito di iniziativa della polizia giudiziaria a norma dell’art.321, comma 3-bis, cod. proc. pen.”

I due tipi di sequestro sono diversi, autonomi e seguono regole normative diverse.

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione ricordano “a dimostrazione di quello che è stato definito il completamento del “processo di autonomizzazione” dei due istituti, la modifica apportata all’art. 104 disp. att. cod. proc. pen. (con l’art.2, comma 9, lett. a), legge 15 luglio 2009, n. 94). La norma, nella formulazione previgente, stabiliva che per il sequestro preventivo si applicassero le disposizioni relative al sequestro probatorio contenute nel Capo VI e che si applicasse altresì la disposizione dell’art. 92. Nella riformulazione, con la legge citata, è stato eliminato ogni riferimento alle disposizioni concernenti le modalità di esecuzione del sequestro probatorio. È stata, infatti, prevista una disciplina autonoma e separata. Già nella rubrica si parla di “Esecuzione del sequestro preventivo” (e non più quindi di “Norme applicabili al sequestro preventivo”); vengono, poi, stabilite delle modalità di esecuzione, tassativamente indicate e che variano a seconda dell’oggetto su cui viene ad essere applicata la misura cautelare. Debbono quindi ritenersi, ormai, inapplicabili al sequestro preventivo le disposizioni dettate in relazione alla esecuzione del sequestro probatorio dagli artt. 81 e ss. disp. att.. Vi è, pertanto, una definitiva autonomia e distinzione delle norme di attuazione dettate in tema di “prove” (Capo VI), misure cautelari (Capo VII), indagini preliminari (Capo VIII), senza più alcuna “interferenza” o “commistione” tra le une e le altre.”

Giovanni Paris

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MATERIALE DI STUDIO E APPROFONDIMENTO SULLA RIFORMA PENALE DEL D.L.GS 7/16 E DEL D.L.GS 8/16

codice-penale

SI SEGNALA IL SEGUENTE MATERIALE DI STUDIO E APPROFONDIMENTO SUL D.L.GS 7/16 E SUL D.L.GS 8/16:

LE DIVERSE CIRCOLARI DELLE PROCURE DELLA REPUBBLICA EVIDENZIANO ALCUNE QUESTIONI INTERPRETATIVE DELLA NORMATIVA, FORNENDO ALTRESI’ IPOTESI DI SOLUZIONE DELLE QUESTIONI EMERSE, INDICAZIONI OPERATIVE E LINEE GUIDA.

                                                                                                                            GIOVANNI PARIS

 

 

CAUSA DI NON PUNIBILITA’ – PARTICOLARE TENUITA’ DEL FATTO

novitaMan Behind Bars

Commento al D.L.gs 16/03/15 n° 28 Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m), della legge 28 aprile 2014, n. 67.”.

CLICCARE  QUI PER IL TESTO DEL DECRETO LEGISLATIVO.

CLICCARE  QUI PER IL COMMENTO.

GIOVANNI PARIS

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PROVA ETILOMETRO ED AVVISO DI ASSISTENZA DI DIFENSORE

ETILOMETRO

NELL’ARTICOLO DEL 25/10/14 E’ STATO TRATTATO L’ARGOMENTO RIGUARDANTE LE CONSEGUENZE DEL MANCATO OBBLIGATORIO AVVISO DA PARTE DELL’ORGANO DI POLIZIA (PREVISTO DALL’ART. 114 DISP. ATT. C.C.P.), DIRETTO ALLA PERSONA NEI CUI CONFRONTI VENGONO SVOLTE LE INDAGINI E NEI CONFRONTI DELLA QUALE SI PROCEDE ALLA PROVA MEDIANTE ETILOMETRO, DELLA FACOLTÀ DI FARSI ASSISTERE DAL DIFENSORE DI FIDUCIA.

SI INDICO’ CHE IN MANCANZA DI TALE AVVISO L’ATTO È AFFETTO DA VIZIO PROCEDURALE, LA GIURISPRUDENZA DELLA CASSAZIONE INDICA L’OMESSO AVVISO DELLA FACOLTÀ DI FARSI ASSISTERE DA UN LEGALE PRIMA DEL CONTROLLO CON L’ETILOMETRO QUALE NULLITÀ DI CARATTERE “INTERMEDIO”, SANABILE SE L’INTERESSATO NON LA DEDUCE TEMPESTIVAMENTE.

SUL CONCETTO DI TEMPESTIVITÀ PERÒ SI REGISTRAVANO DUE ORIENTAMENTI:

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ARRESTO DI POLIZIA GIUDIZIARIA E “QUASI FLAGRANZA”

ARRESTO1

 

LA RECENTE SENTENZA DELLA CASSAZIONE SEZ. I PENALE, 03/10/14 N° 43394 SI OCCUPA DELL’ARRESTO DA PARTE DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA IN “FLAGRANZA” DI REATO A SEGUITO DI INSEGUIMENTO DA PARTE DELLA STESSA, DELINEANDO I CONFINI GIURIDICI DI TALE POSSIBILITA’.

PER LEGGERE UN BREVE INQUADRAMENTO DELLA MATERIA CLICCARE QUI.

CLICCARE QUI PER LA SENTENZA.

 

GIOVANNI PARIS

PROVA ETILOMETRO ED AVVISO DI ASSISTENZA DI DIFENSORE

ETILOMETRO1

 

L’ACCERTAMENTO MEDIANTE L’UTILIZZO DELL’ETILOMETRO, PER LE SUE CARATTERISTICHE E PER LA SUA FINALITÀ DI INVESTIGAZIONE E DI ASSICURAZIONE DELLE FONTI DI PROVA, SI CLASSIFICA COME CONTROLLO SULLA PERSONA E RIENTRA NELLA CATEGORIA DEGLI “ATTI DI URGENZA” O “ATTI A SORPRESA”.

DAL PUNTO DI VISTA PROCESSUALE TALE ACCERTAMENTO SI INQUADRA NELL’AMBITO DEGLI ACCERTAMENTI URGENTI SULLE PERSONE CHE, AI SENSI DELL’ART. 354, COMMA 3, C.P.P., SONO SEMPRE CONSENTITI AGLI ORGANI DI POLIZIA GIUDIZIARIA ANCHE DI INIZIATIVA.

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