Mese: novembre 2016

APPARECCHIATURE CONTASECONDI AL SEMAFORO

L. 29/07/2010, n. 120 Disposizioni in materia di sicurezza stradale. Pubblicata nella Gazz. Uff. 29 luglio 2010, n. 175, S.O. CAPO IV DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CORRETTO ACCERTAMENTO DELLE VIOLAZIONI

Art. 60. (Caratteristiche degli impianti semaforici e di altri dispositivi)

In vigore dal 13 agosto 2010

1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le caratteristiche per l’omologazione e per l’installazione di dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici, di impianti impiegati per regolare la velocità e di impianti attivati dal rilevamento della velocità dei veicoli in arrivo.

Le apparecchiature che visualizzano il tempo residuo di accensione delle luci semaforiche prima che lanterna semaforica passi da un colore all’altro (quindi non solo dal giallo al rosso, ma anche dal rosso al verde) sono utili? Forse sì, forse no: forse sì per colui che responsabilmente vedendo l’approssimarsi del passaggio dalla luce gialla alla rossa si ferma per tempo, forse no per chi vedendo l’approssimarsi della luce rossa da gas al veicolo per tentare il transito prima del rosso, senza pensare all’ipotesi, non remota, che l’utente preso dal guardare l’apparecchiatura contasecondi presti minore attenzione alla guida del veicolo e a ciò che gli succede intorno, con possibilità che avvengano sinistri stradali.

Ecco perchè la questione non può essere risolta in maniera “istinitiva” e non ponderata ed ecco perchè la normativa prevede che tali apparecchiature devono essere omologate e gli enti non possono decidere di installarle se non sono omologate.

Questo sembra molto chiaro ed è stato ribadito, se ancora ce ne fosse stato bisogno,  in un parere del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti n° 3805 del 28/07/15 (clicca QUI per scaricarlo e leggerlo) nel quale chiaramente risponde che le apparecchiature devono essere omologate e fintanto che non vengono rilasciate le omologazioni queste non possono essere installate.

Giovanni Paris

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OMICIDIO STRADALE – LE CIRCOLARI DELLE PROCURE E MATERIALE DI STUDIO

omicidio-stradale

La legge 23 marzo 2016 n°41 entrata in vigore il 25 marzo 2016 introduce la nuova disciplina dell’omicidio stradale e delle lesioni stradali innovando in modo significativo alcune disposizioni sia di carattere sostanziale che di carattere processuale. L’intervento del legislatore si ispira alla evidente finalità di perseguire un trattamento complessivo più rigoroso delle ipotesi di condotte colpose derivanti dalla circolazione stradale.

Diverse Procure hanno emanato linee operative/guida sull’applicazione della L. 41/16 che ha posto diverse problematiche.

PROCURA AOSTA     PROCURA BERGAMO     PROCURA BRESCIA

PROCURA FIRENZE     PROCURA GENOVA     PROCURA GROSSETO

PROCURA MACERATA     PROCURA SANTA MARIA CAPUA VETERE     PROCURA SIENA

PROCURA SONDRIO     PROCURA TRENTO     PROCURA UDINE 1

PROCURA UDINE 2     VELLETRI

MATERIALE DI STUDIO

Circolare Ministero Interni 300-a-2251-16-124-68 del 25 marzo 2016

CIRCOLARE P.M. TORINO 1         CIRCOLARE PM. TORINO 2

PROTOCOLLO INTESA PROCURA LECCE  BRUNO MALUSARDI P.M. MILANO

CATALDO LO IACONO REGIONE TOSCANA   DOMENICO NOTARO LEGISL. PEN.

ALESSANDRO ROIATI DIR. PEN. CONTEMP.   ETTORE SQUILLACI DIR. PEN. CONTEMP.

ANTONELLA MASSARO DIR. PEN. CONTEMP.   GIUSEPPE LOSAPPIO DIR. PEN. CONTEMP.

Giovanni Paris

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SANZIONI PER TICKET SCADUTO NEI PARCHEGGI A PAGAMENTO

GRATTINO

Costituisce violazione delle prescrizioni della sosta regolamentata, ai sensi dell’art. 7/15 del C.d.S., il caso di protrazione della sosta oltre l’orario per il quale è stata corrisposta la tariffa.  La sosta protratta oltre l’orario indicato nel ticket costituisce illecito amministrativo e non inadempimento contrattuale, analogamente a quanto avviene nel caso di sosta effettuata senza l’acquisto del ticket. Di conseguenza anche la mancata contestazione della stessa da parte del soggetto affidatario del servizio, configura una ipotesi di danno erariale per il Comune.

Questo è quanto statuito dalla Corte di Cassazione con sentenza del 03/08/16 n° 16258 (leggi e scarica).

Giovanni Paris

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OBBLIGO ESIBIZIONE CERTIFICATO DI ASSICURAZIONE

Risultati immagini per ESIBIZIONE CERTIFICATO ASSICURAZIONE

Ministero dell’Interno Circolare prot. n. 300/A/5931/16/106/15 del 01/09/16 “Esibizione del certificato di assicurazione ai sensi dell’art. 180, comma 1, lettera d), del Codice della Strada. Provvedimento IVASS n. 41 del 22 dicembre 2015”.

Circolare prot. n. 300/A/5931/16/106/15 del 01/09/16

REGOLAMENTO IVASS N. 34 DEL 19 MARZO 2010

PROVVEDIMENTO  IVASS °_N° 41 DEL 22/12/15

PRODOTTI ALIMENTARI IN CATTIVO STATO DI CONSERVAZIONE

 

Risultati immagini per cattivo stato di conservazione pesce

L’art. 5 lett. b) della L. 283/62 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande) prevede quale ipotesi di reato contravvenzionale il fatto di  “…impiegare nella preparazione di alimenti o bevande, vendere, detenere per vendere o somministrare come mercede ai propri dipendenti, o comunque distribuire per il consumo sostanze alimentari: … b) in cattivo stato di conservazione;”,

Quando si verifica tale situazione? E’ necessario che l’alimento sia effettivamente posto in vendita, venga consumato o è sufficiente la semplice offerta in vendita o la detenzione per la sua vendita”?

Nel solco di un consolidato orientamento giurisprudenziale la Corte di Cassazione con sentenza del 26/10/16 m° 45229 (scarica e leggi) ha statuito che “La detenzione per la vendita o per il consumo di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione, punita dall’art. 5, lettera b), della legge 30 aprile 1962, n. 283, è reato di pericolo per la consumazione del quale non è necessario che vi sia un effettivo atto di cessione o che sia effettivamente danneggiata la salute, essendo sufficiente che il prodotto sia nella materiale disponibilità dell’operatore commerciale (grossista o dettagliante) che lo fornirà ai consumatori. Il reato, pertanto, si consuma anche con la semplice detenzione delle sostanze nel frigorifero posto nel luogo di vendita o di somministrazione: indipendentemente dalla possibilità di un eventuale controllo sullo stato di conservazione al momento dell’impiego.”.

Il reato in discussione è reato di pericolo e specificamente di pericolo presunto, ma in cosa si caratterizza tale categoria di reati?

Per rispondere dobbiamo introdurre il concetto di DANNO in ambito penalistico, il danno criminale.

Esso è l’offesa (evento giuridico) al bene giuridico tutelato dalla norma e può assumere due forme:

  • la LESIONE, quando il bene giuridico viene realmente leso (es. omicidio consumato),
  • la MESSA IN PERICOLO, quando il bene tutelato è solo messo in pericolo, minacciato (es. omicidio tentato).

Il PERICOLO consiste nella probabilità che un evento temuto accada ed è un giudizio che si basa sull’esperienza di casi simili.

In relazione all’offesa i reati quindi si distinguono in :

  • reati di DANNO,
  • reati di PERICOLO.

I reati di pericolo a loro volta si distinguono in :

  • reati di PERICOLO CONCRETO, nei quali il giudice deve accertare in concreto la avvenuta messa in pericolo del bene giuridico (es. strage art. 422 c.p.);
  • reati di PERICOLO PRESUNTO, nei quali vi è una presunzione di pericolosità senza la necessità di sua dimostrazione e di accertamento da parte del giudice (es. associazione per delinquere art. 416 c.p.).

SEQUESTRO PROBATORIO E MOTIVAZIONE

Interessante e importante ordinanza del Tribunale di Pescara, 09/09/16 n° 25 (scarica e leggi) emessa in sede di ricorso avverso sequestro probatorio adottato dal P.M. e con la quale è stato annullato il provvedimento; nell’ordinanza si afferma che “…il sequestro probatorio mira ad assicurare al procedimento quelle res necessarie per l’accertamento dei fatti. Ciò posto, anche nel caso in cui il sequestro probatorio abbia ad oggetto res qualificabili come corpo del reato e/o pertinenti al reato, il pubblico ministero è tenuto a specificare le finalità probatorie che intende garantire attraverso il mantenimento del sequestro medesimo. …”

E ancora, che non è sufficiente la adozione di una formula di stile “…ritenuto che occorre procedere al sequestro dei beni sopraindicati, trattandosi di corpo del reato o comunque di cose pertinenti ai reati per i quali si procede e la cui acquisizione è assolutamente necessaria anche per la prosecuzione delle indagini. …”.

Il caso trattato non coinvolge direttamente la Polizia Giudiziaria, ma la questione discussa ed il principio espresso si ritiene abbia rilevanza nello svolgimento della attività di P.G. di iniziativa, quando si procede ad un sequestro probatorio, per il quale, nella redazione del relativo verbale si è soliti in effetti riferirsi solo a formule di stile senza null’altro aggiungere per motivare più efficacemente il provvedimento; è vero che lo stesso dovrà essere inviato al P.M. per l’esame e la convalida, ma si palesa la opportunità (con dimostrazione anche di maggiore professionalità) dell’inserimento di specificazioni motivazionali a fondamento del sequestro.

Giovanni Paris

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INOTTEMPERANZA AD ORDINANZA SINDACALE: VIOLAZIONE ART. 650 C.P.?

La violazione di una ordinanza sindacale viene perseguita penalmente e costituisce reato ex art. 650 c.p.?

Non sempre, l’ipotesi contravvenzionale sopra indicata si configura solo quando si tratti di provvedimento contingibile ed urgente, mentre in caso di inottemperanza di provvedimenti diretti a dare esecuzione a leggi o regolamenti la violazione sarà perseguita quale illecito amministrativo con applicazione delle specifiche sanzioni amministrative previste dalla legge o la applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’art. 7-bis D.L.gs 267/00.

Questo il principio espresso e ribadito dalla Corte di Cassazione con sentenza 03/11/16 n° 46212 (scarica e leggi).

Giovanni Paris

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DIVIETO DI SOSTA PER AUTOCARAVAN

 

E’ risaputo che, stante le diverse e molteplici indicazioni impartite dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e dal Ministero degli Interni, non possono essere emesse e ritenute legittime ordinanze di disciplina della circolazione stradale che prevedano la imposizione di un generico divieto di sosta per le autocaravan, determinandosi in tal modo, essendo queste ai sensi dell’art. 185/1 C.d.S. equiparate agli altri veicoli, una ingiustificata disparità di trattamento, a meno che la imposizione sia motivata da particolari esigenze di circolazione connesse alle caratteristiche strutturali della strada,

Si segnala la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE, VI,, 14/10/16 N° 20842 (scarica e leggi), con la quale si conferma la validità di un verbale di accertamento di violazione ad un divieto di sosta e con essa dell’ordinanza di previsione del divieto in quanto motivata da particolari esigenze di circolazione connesse alle caratteristiche strutturali della strada, non comportante una ingiustificata disparità di trattamento delle autocaravan con altri veicoli.

Pertanto non tutte le ordinanze che prevedano un divieto in tal senso devono essere necessariamente illegittime.

Giovanni Paris

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VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE E ATTIVITA’ DI POLIZIA STRADALE

Sappiamo tutti quanto sia importante ed essenziale la attività dei volontari della protezione civile, anche in occasioni non necessariamente tragiche e drammatiche di emergenza e calamità, quali manifestazioni e gare ciclistiche.

Ma qual è il loro ruolo in tali occasioni e che limiti hanno (anche per la loro tutela) nello svolgimento di attività di regolazione del traffico?

A tal proposito si segnala il chiarimento fornito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, con circolare n. 32320 del 24/06/16 (scarica e leggi).

Giovanni Paris

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LINEE OPERATIVE PROCURA MACERATA SU OMICIDIO STRADALE

L’Omicidio stradale: ecco tutte le novità

La legge 23 marzo 2016 n°41 entrata in vigore il 25 marzo 2016 introduce la nuova disciplina dell’omicidio stradale e delle lesioni stradali innovando in modo significativo alcune disposizioni sia di carattere sostanziale che di carattere processuale. L’intervento del legislatore si ispira alla evidente finalità di perseguire un trattamento complessivo più rigoroso delle ipotesi di condotte colpose derivanti dalla circolazione stradale.

La Procura della Repubblica di Macerata ha emanato in data 09/06/16  “Linee—guida sull’applicazione della L. 23.3.2016 n. 41 “Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali nonché disposizioni di coordinamento al Decreto legislativo 30.4.1992 n. 285 e al Decreto legislativo 28.8.2000 n. 274”,pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24.3.2016 ed entrata in vigore il giorno successivo—protocollo operativo a seguito di accordo con l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di MACERATA”.

Per leggere le linee operative cliccare QUI

Giovanni Paris

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MANCATA OTTEMPERANZA ALL’ALT DELLA POLIZIA: ART. 650 C.P. O ART. 192/1 C.D.S.?

Il mancato adempimento da parte del conducente di un veicolo all’obbligo di fermarsi imposto da funzionari, ufficiali e agenti cui spetta la prevenzione e l’accertamento dei reati in materia di circolazione stradale integra gli estremi anche del reato ex art. 650 c.p. o vi è solo la violazione dell’art. 192/1 C.d.S., costituente illecito amministrativo?

Sulla questione si è espressa la Corte di Cassazione che con sentenza del 14-10-16 N° 42591  (scarica e leggi) ha affermato che il comportamento determina la applicazione del solo art. 192/1 C.d.S., in quanto in tale caso opera la disciplina del concorso apparente di norme, e perciò il principio di specialità, di cui all’art. 9 della L. 689/81 quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa,

Giovanni Paris

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