Mese: maggio 2019

LA RICEVUTA DI RICHIESTA DI CARTA IDENTITA’ ELETTRONICA E’ DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO?

In un articolo pubblicato il 21/02/18 (clicca e leggi) fu affrontata la questione se potesse essere riconosciuto il valore di documento di riconoscimento alla ricevuta della richiesta di carta d’identità elettronica denominata “Riepilogo dati per accettazione pratica”.

Partiamo dal dato normativo.

L’art. 1 comma 1 “Definizioni” del D.P.R. 445/00 dà queste definizioni:

c)  DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO ogni documento munito di fotografia del titolare e rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, da una pubblica amministrazione italiana o di altri Stati, che consenta l’identificazione personale del titolare;

d)  DOCUMENTO D’IDENTITA’ la carta d’identità ed ogni altro documento munito di fotografia del titolare e rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, da una pubblica amministrazione competente dello Stato italiano o di altri Stati, con la finalità prevalente di dimostrare l’identità personale del suo titolare;

L’art. 35 “Documenti di identità e di riconoscimento” del D.P.R. 445/00 prevede:

  1. In tutti i casi in cui nel presente testo unico viene richiesto un documento di identità, esso può sempre essere sostituito dal documento di riconoscimento equipollente ai sensi del comma 2.
  2. Sono equipollenti alla carta di identità il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d’armi, le tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciate da un’amministrazione dello Stato

La risposta che si diede fu positiva anche a seguito della circolare del Ministero dell’Interno n° 2/2018 del 14/02/18  (clicca e leggi), la quale riconobbe al documento la qualità di documento di riconoscimento ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. c) del D.P.R. 445/2000 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”, in quanto munita della fotografia del titolare, dei relativi dati anagrafici e del numero della carta di identità elettronica cui si riferisce. Tale conclusione fu confermata con la circolare del Ministero dell’Interno n° 5/2018 del 27/02/18 (clicca e leggi)

Ma, come spesso accade nel mondo giuridico della applicazione delle norme e della loro interpretazione da parte dei molti attori istituzionali, quando si ritiene di avere raggiunto una certezza, questa svanisce facendo ritornare dubbi ed incertezze agli operatori del diritto.

Si è dovuta però registrare sull’argomento la emissione della nota prot. n° 24224 del 05/10/18 della Direzione Generale per la Motorizzazione (clicca e leggi) con la quale si ritiene di NON poter utilizzare la ricevuta di richiesta di carta di identità elettronica come idoneo documento di identificazione dei candidati in sede di esame per il conseguimento della patente di guida e ciò in attesa della formale risposta del Ministero dell’Interno, stante anche il fatto che “…Informalmente funzionari..del predetto ministero hanno dichiarato che la ricevuta della richiesta di carta di identità elettronica non costituisce valido documento di identificazione personale. …   (!!!???, quante “anime” ha il Ministero dell’Interno se lo stesso con la circolare n° 2/2018 ci dice il contrario???).

Sta di fatto che sulla base di tale nota gli uffici delle Direzioni Generali Territoriali del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti hanno disposto di conseguenza, prevedendo che ogni altro eventuale precedente provvedimento di contrario contenuto deve esse considerato sospeso (clicca e leggi DIREZIONE TERRITORIALE NORD EST, DIREZIONE TERRITORIALE DEL CENTRO, DIREZIONE TERRITORIALE DEL NORD-OVEST).

Tale situazione però non ha (e non può non avere) conseguenze limitate al caso dell’esame per il conseguimento della patente di guida, ma il principio espresso va applicato ogni volta che un procedimento amministrativo preveda l’esibizione di un valido documento di riconoscimento, con il determinarsi di evidenti difficoltà da parte del cittadino, come nel caso, di cui giungono segnalazioni, relativo allo smarrimento o sottrazione della patente di guida per cui si procede secondo le modalità previste dal D.P.R. 09/03/00 n° 104 con la denuncia   ad un organo di polizia e alla compilazione dell’apposito modulo che verrà trasmesso all’Ufficio Centrale Operativo della Motorizzazione ai fini del rilascio del duplicato.

Ebbene, il cittadino deve presentare una fotografia da apporre sul permesso provvisorio di guida da inviare alla Motorizzazione, fotografia che deve essere autenticata mediante la esibizione di idoneo documento di riconoscimento, e l’organo di polizia (anche se volesse procedere diversamente non potrebbe) non può accettare come valido documento di riconoscimento la ricevuta della richiesta di carta d’identità elettronica denominata “Riepilogo dati per accettazione pratica”, perché il procedimento in atto deve portare al rilascio da parte della Motorizzazione del duplicato della patente di guida, istituzione che non ritiene valido il suddetto documento.

La conseguenza è che chi ha smarrito o subito il furto della patente di guida, ma anche della carta di identità, nell’attesa che gli venga recapitata la nuova carta di identità elettronica e non sia in possesso di altro documento di riconoscimento, non potrà ottenere il permesso provvisorio di guida.

Rimaniamo in attesa che il Ministero dell’Interno risponda sollecitamente e soprattutto non si contraddica.

Giovanni Paris

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