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RIFIUTO DI ACCERTAMENTO DEL TASSO ALCOLEMICO E OBBLIGO AVVISO ASSISTENZA DIFENSORE: CASS. PEN., IV, 18/10/22 N° 39134

Misure di sicurezza, se mancano il lavoratore può rifiutare la prestazione

L’OBBLIGO DI DARE AVVISO AL CONDUCENTE DELLA FACOLTA’ DI FARSI ASSISTERE DA UN DIFENSORE PER SVOLGERE LA PROVA DI ACCERTAMENTO DEL TASSO ALCOLEMICO SUSSISTE ANCHE NEL CASO DI RIFIUTO DI SOTTOPORSI ALLO STESSO?

Sulla questione è stato pubblicato un precedente articolo dal titolo “OBBLIGO AVVISO ASSISTENZA DIFENSORE PER ACCERTAMENTO TASSO ALCOLEMICO ANCHE IN CASO DI RIFIUTO?”,

nel quale si riportavano, tra l’altro, due provvedimenti, Corte di Cassazione Penale sez. VII 15/4/2022 n. 14878 e  Corte di Cassazione Penale sez. IV 10/5/2022 n. 18404 (scarica e leggi) per le quali l’obbligo di fornire avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore per lo svolgimento dell’accertamento del tasso alcolemico non sussiste in caso di rifiuto di sottoporsi all’accertamento.

L’orientamento si conferma con la sentenza Cass. Pen., IV, 18/10/22 n° 39134. la quale ricorda che è stato “…reiteratamente ribadito, con pronunce anche recenti, che l’obbligo di dare avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore per l’attuazione dell’alcoltest non sussiste in caso di rifiuto di sottoporsi all’accertamento, in quanto la presenza del difensore è funzionale a garantire che l’atto in questione, in quanto non ripetibile, sia condotto nel rispetto dei diritti della persona sottoposta alle indagini…”,

sottolineando che

“…l’avvertimento ex art. 114 disp. att, cod. proc. pen. è previsto nell’ambito del procedimento volto a verificare la presenza dello stato di ebbrezza, e l’eventuale presenza del difensore è finalizzata a garantire che il compimento dell’atto in questione, in quanto a sorpresa e non ripetibile, venga condotto nel rispetto dei diritti della persona sottoposta alle indagini. Il procedimento, in altri termini, è certamente in corso allorquando si registra il rifiuto dell’interessato di sottoporsi all’alcoltest ma a questo punto, e nel momento stesso del rifiuto, viene integrato il fatto reato sanzionato dall’art. 186, comma 7, cod. strada. …”,

ma la sentenza si palesa di particolare interesse ed importanza per il preciso richiamo a diverse disposizioni del Codice della Strada e del suo Regolamento con loro interpretazione che depone per la tesi sostenuta, infatti si osserva che

“…l’art. 354 cod. proc. pen., riguardante gli accertamenti urgenti demandati alla polizia giudiziaria, laddove adopera la locuzione «nel procedere al compimento degli atti», indica chiaramente il momento in cui ci si accinge a compiere l’atto, nella specie di rilevazione dell’alcolennia mediante etilometro, e perciò, se ci si sta apprestando a compiere l’atto, significa che l’interessato vi abbia acconsentito. Il rifiuto eventuale – e con esso il reato istantaneo di cui all’art. 186, comma 7, cod. strada — è da considerarsi che avvenga in un momento antecedente. …”,

richiamando altresì

“…il testo dell’art. 379, comma 3, del Regolamento di esecuzione ed attuazione del codice della strada, nel quale, disponendo sull’accertamento della guida in stato di ebbrezza e sulle modalità di verbalizzazione da parte degli operanti, si prevede che «Nel procedere ai predetti accertamenti, ovvero qualora si provveda a documentare il rifiuto opposto dall’interessato, resta fermo in ogni caso il compito dei verbalizzanti di indicare nella notizia di reato, ai sensi dell’articolo 347 del codice di procedura penale, le circostanze sintomatiche dell’esistenza dello stato di ebbrezza, desumibili in particolare dallo stato del soggetto e dalla condotta di guida». …”,

concludendo che

“…La lettera della norma, che chiarisce le modalità di effettuazione del test (misurazione della concentrazione di alcool nell’area alveolare, a mezzo di due prove a distanza di almeno cinque minuti), chiarisce, altresì, attraverso l’utilizzo della congiunzione disgiuntiva «ovvero», l’alternativa fra l’ipotesi dell’accertamento e quella del rifiuto, sicché se si deve dare atto delle circostanze sintomatiche «Nel procedere agli accertamenti» ovvero in caso di «rifiuto opposto dall’interessato», significa che il rifiuto precede l’inizio del compimento dell’atto, cui è rivolto il procedimento, e per il quale deve realizzarsi la garanza difensiva prevista dall’art. 114 disp. att. cod. proc. pen. …”.

Per quanto sopra argomentato “…l’obbligo di dare avviso non ricorre allorquando il conducente abbia rifiutato di sottoporsi all’accertamento etilometrico, essendo il reato perfezionato nel momento stesso dell’espressione della volontà di sottrarsi all’atto assistito dalla garanzia dell’avviso di farsi assistere da un difensore. …”.

Giovanni Paris

OBBLIGO AVVISO ASSISTENZA DIFENSORE PER ACCERTAMENTO TASSO ALCOLEMICO ANCHE IN CASO DI RIFIUTO?

rifiutare aiuto - Cesare Lanza

L’obbligo di dare avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore per svolgere la prova di accertamento del tasso alcolemico sussiste anche nel caso di rifiuto di sottoporsi allo stesso?

“Istintivamente“ la risposta che verrebbe da dare sarebbe negativa, sul dato di fatto che la prova non avviene e di conseguenza verrebbe meno l’obbligo giuridico derivante dal combinato disposto degli artt. 356 c.p.p. e 114 disp. att. c.p.p. .

Ma la risposta non è scontata, tanto che si deve segnalare un alterno esito giurisprudenziale della Suprema Corte sulla questione.

Si legga per tutte, come indirizzo giurisprudenziale nel senso della sussistenza dell’obbligo di avvertire il soggetto della facoltà di farsi assistere da un difensore per svolgere la prova di accertamento del tasso alcolemico anche in caso di rifiuto, Cassazione Penale sez. VI 09/02/18 n. 6526, per la quale “…il sistema delle garanzie, delineato dal combinato disposto degli artt. 114 disp. att. cod. proc. pen. e 354 cod. proc. pen., scatta nel momento in cui la polizia giudiziaria procede all’accertamento, per via strumentale – che ha natura indifferibile ed urgente – del tasso alcolemico, invitando il conducente a sottoporsi alle due prove spirometriche, secondo le modalità indicate dall’art. 379, reg. es . cod. strada. Tale sistema introduce, in sostanza, una verifica tecnica che prende avvio con la richiesta di sottoporsi al test strumentale e, in tale scansione, l’avvertimento del diritto all’assistenza del difensore costituisce presupposto necessario della relativa procedura, indipendentemente dall’esito della stessa e dalle modalità con le quali il test venga concretamente effettuato. …”.

Si rileva un recente duplice pronunciamento intervenuto con le sentenze Corte di Cassazione Penale sez. IV 10/5/2022 n. 18404 (scarica e leggi) e Corte di Cassazione Penale sez. VII 15/4/2022 n. 14878  (scarica e leggi), per le quali, sottolineando come esiste ormai consolidato orientamento del giudice di legittimità e risalenti i precedenti nei quali si conclude in senso contrario, l’obbligo di fornire avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore per lo svolgimento dell’accertamento del tasso alcolemico non sussiste in caso di rifiuto di sottoporsi all’accertamento, dal momento che la eventuale presenza del difensore è motivata dalla esigenza di garantire che, realizzandosi un accertamento non ripetibile, questo venga svolto nel rispetto dei diritti della persona sottoposta alle indagini.

Cosa fare allora, come procedere? Gli ultimi pronunciamenti forniscono sufficiente sicurezza che in futuro non vengano assunte decisioni opposte, in specie da parte dei giudici di merito? Inutile arroccarsi su una posizione di principio sposando la tesi interpretativa meno restrittiva, col rischio di vedere vanificato il proprio lavoro e annullato l’atto, bensì necessita blindarlo e allora vale la pena fornire il previsto avviso, alla fine sarà stato redatto un verbale in più, ma che garantirà il buon esito dell’attività svolta.

Giovanni Paris