Segnaletica stradale

“SEMAFORI INTELLIGENTI” LIMITATORI DELLA VELOCITA’

Segnaletica

E’ POSSIBILE LA INSTALLAZIONE DEI COSIDDETTI “SEMAFORI INTELLIGENTI” DESTINATI A LIMITARE LA VELOCITA’ DEI VEICOLI?

Moltissimi sono i comuni che hanno installato quelli che sono stati definiti “semafori intelligenti” e che hanno lo scopo di limitare la velocità dei veicoli attivandosi nel momento che rilevano il superamento di un preimpostato limite.

A parte il fatto che non si comprende il perché vengano definiti “intelligenti”, in quanto tali apparecchiature non possiedono particolari  “qualità intellettive”, infatti se queste esistono vanno riconosciute allora a qualsiasi impianto e dispositivo elettronico/informatico che funziona mediante apposita programmazione, ma questo poco importa, la questione fondamentale è altra e cioè se la loro collocazione sia legittima, perché in merito esistono dei problemi; è vero che, come detto, moltissimi comuni li hanno installati, altri continuano ad impiantarli, ma è vero anche che molti altri li hanno disattivati o convertiti.

Come contenersi nel caso in cui l’Amministrazione Comunale di appartenenza formuli la richiesta di impianto di tali apparecchiature, magari motivando che questi esistono da tempo in altri comuni e che risultano utili per la sicurezza stradale (aspetto questo che potrebbe anche starci)? Purtroppo quando viene fornita una risposta sulla impossibilità a procedere nel senso richiesto, quella viene presa negativamente e chi la formula viene etichettato (tristemente) come incapace, incompetente, financo di “mettere i bastoni tra le ruote” (sic!) su scelte buone e giuste. 

Ma andiamo con ordine, verificando il dato normativo esistente e come nel frattempo si è espresso il ministero competente.

L’art. 60Caratteristiche degli impianti semaforici e di altri dispositivi” della L. 29/07/10 n° 120 “Disposizioni in materia di sicurezza stradale” recita:

“1.  Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le caratteristiche per l’omologazione e per l’installazione di dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici, di impianti impiegati per regolare la velocità e di impianti attivati dal rilevamento della velocità dei veicoli in arrivo.

2.  Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano decorsi sei mesi dall’adozione del decreto di cui al medesimo comma 1.”

In attuazione di tale disposizione è stato emanato il D.M. 27/04/17, n° 164 “Caratteristiche per l’omologazione e per l’installazione di dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici” ( i cosiddetti “countdown”), ora sostituito dal D.M. 05/09/22 “Disciplina dei dispositivi countdown da applicare ai semafori stradali”.

Non sono invece stati adottati atti per gli impianti impiegati per regolare la velocità e per gli impianti attivati dal rilevamento della velocità dei veicoli in arrivo.

Per quanto riguarda gli impianti attivati dal rilevamento della velocità dei veicoli in arrivo bisogna sottolineare che da sempre il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti (dal 2005) ha ritenuto che non sono conformi alle disposizioni normative vigenti gli apparecchi semaforici dotati di sistemi che determinano le fasi semaforiche in base alla velocità dei veicoli in avvicinamento, dichiarando altresì che sono anche pericolosi per la circolazione stradale.

L’art. 158 del Reg. di Esec. al Codice della Strada prevede che le lanterne semaforiche servono per regolare nel tempo l’avanzamento delle correnti di traffico (veicolare o pedonale) in una intersezione o in un tronco stradale, conseguentemente l’azionamento del dispositivo semaforico in base alla velocità dei veicoli in arrivo, piuttosto che in base a cicli temporali calcolati sulla scorta dei dati di traffico, non risponde alla previsione normativa.

Tali strumentazioni non sono omologate per regolare i tempi in base alla velocità dei veicoli, quindi come strumenti di limitazione della velocità, di conseguenza sia la produzione che il loro utilizzo risultano in violazione di legge e addirittura sanzionabili ai sensi dell’art. 45, commi 7 e 9 del Codice della Strada.

Il Ministero inoltre sottolinea come l’ente che impiega tali dispositivi si assume ogni responsabilità civile e penale derivante da eventuali incidenti stradali legati al funzionamento degli stessi.

Si riportano a seguire una serie di pareri del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti nel senso sopra illustrato:

Si aggiunge anche il punto 8.8 ” Semafori “intelligenti” “ della “II° DIRETTIVA SULLA CORRETTA ED UNIFORME APPLICAZIONE DELLE NORME DEL CODICE DELLA STRADA IN MATERIA DI SEGNALETICA E CRITERI PER L’INSTALLAZIONE E LA MANUTENZIONE” n° 777 del 27/04/06 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Infine a conferma della tesi ministeriale si legga la sentenza della Cass. Civ., II , 04-12-07 n. 26359 con la quale si afferma la illegittimità dell’uso dei semafori attivati dalla velocità dei veicoli in avvicinamento.

Giovanni Paris

MANCATA INDICAZIONE ORDINANZA SU RETRO DEL SEGNALE: CASS. CIV., II, 20/12/22 N° 37178

Multe valide anche senza ordinanza su cartello - Norme e Istituzioni -  ANSA.it

LA MANCATA INDICAZIONE SUL RETRO DEL SEGNALE STRADALE DI PRESCRIZIONE DEGLI ESTREMI DELL’ORDINANZA DI APPOSIZIONE RENDE IL SEGNALE ILLEGITTIMO E CON ESSO ANCHE IL VERBALE DI ACCERTAMENTO DI VIOLAZIONE?

L’art. 77 comma 7 del Reg. Esec. al Codice della Strada prevede che Il retro dei segnali stradali deve essere di colore neutro opaco. Su esso devono essere chiaramente indicati l’ente o l’amministrazione proprietari della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale e l’anno di fabbricazione nonché il numero della autorizzazione concessa dal Ministero dei lavori pubblici alla ditta medesima per la fabbricazione dei segnali stradali. L’insieme delle predette annotazioni non può superare la superficie di 200 cmq. Per i segnali di prescrizione, ad eccezione di quelli utilizzati nei cantieri stradali, devono essere riportati, inoltre, gli estremi dell’ordinanza di apposizione..

Ancora una volta si esprime sulla questione il Supremo Consesso in Cass. Civ, II, 20/12/22 n° 37178, il quale ricorda come  “…costituisce principio consolidato per cui “in tema di segnaletica stradale, la mancata indicazione, sul retro del segnale verticale di prescrizione, degli estremi della ordinanza di apposizione – come invece imposto dall’art. 77, comma 7, del Regolamento di esecuzione del codice della strada (d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e successive modificazioni) – non determina la illegittimità del segnale e, quindi, non esime l’utente della strada dall’obbligo di rispettarne la prescrizione, con l’ulteriore conseguenza che detta omissione non comporta l’illegittimità del verbale di contestazione dell’infrazione alla condotta da osservare…”.

Sull’argomento si legga precedente articolo MANCATA INDICAZIONE ORDINANZA SUL RETRO DI SEGNALE STRADALE  con richiamo di pronunciamenti giurisprudenziali e ministeriali.

Giovanni Paris

VIOLAZIONE ART. 157/5 C.D.S. – SOSTA FUORI DAGLI APPOSITI SPAZI: CASS. CIV., II, 06/10/22 N° 29050

Venezia, allarme parcheggio selvaggio a Tessera. Residenti furiosi:  «Abbandonano le macchine per giorni e vanno in aeroporto»

L’art. 157 del Codice della Strada Arresto, fermata e sosta dei veicoli” al comma 5 prevede che:

Nelle zone di sosta all’uopo predisposte i veicoli devono essere collocati nel modo prescritto dalla segnaletica.”.

L’art. 351 del Reg. Esec. al Codice della Strada Arresti e soste dei veicoli in generale” aggiunge che:

“Nelle zone di sosta nelle quali siano delimitati, mediante segnaletica orizzontale, gli spazi destinati a ciascun veicolo, i conducenti sono tenuti a sistemare il proprio veicolo entro lo spazio ad esso destinato, senza invadere gli spazi contigui.”.

La violazione può realizzarsi ogni qual volta la sosta è effettuata in una area appositamente predisposta, ma:

  • fuori degli appositi spazi,
  • in modo difforme da quanto previsto dalla segnaletica,
  • occupando più di uno stallo di sosta/invadendo uno stallo di sosta adiacente.

DOMANDA: La violazione si concretizza comunque ogni qual volta la sosta fuori dagli appositi spazi avvenga a causa delle dimensioni del veicolo che non sono compatibili, bensì superiori rispetto a quelle che delimitano lo stallo di sosta?

La risposta appare scontata ed è AFFERMATIVA, dal momento che se un veicolo ha un ingombro tale che non gli permette di “entrare” completamente nello stallo di sosta non può legittimamente sostare e ne subisce le conseguenze sanzionatorie, considerando altresì che potrebbe verificarsi anche una situazione di pericolo per la circolazione stradale quando il veicolo invade la carreggiata stradale destinata al transito veicolare.

Questa fattispecie è stata trattata da Cass. Civ., II, 06/10/22 n° 29050 (scarica e leggi), che si è occupata del caso di una sosta fuori dagli appositi spazi realizzata da un autocaravan e chiarendo che l’adozione di un provvedimento sanzionatorio nei confronti di tale categoria di veicolo, quando si realizza la ipotesi in discussione, non determina un trattamento “discriminatorio” nei suoi confronti, possibile, in senso differenziato rispetto alle altre categorie di veicoli, solamente attraverso la adozione di provvedimenti di disciplina della circolazione stradale aventi a fondamento motivi tecnici e di sicurezza stradale, come ormai più volte affermato dai competenti ministeri.

Il Supremo Consesso procede a riassumere il quadro normativo riguardante la circolazione delle autocaravan, indicando che 

“…La normativa nazionale, ai fini della circolazione stradale (e la sosta su strada, che fa parte della stessa circolazione), equipara le autocaravan agli altri autoveicoli, pur con alcune specificità. A norma dell’art. 54, comma 1 lettera m) del C.d.S., le autocaravan sono veicoli aventi una speciale carrozzeria e attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente per essere dotate di motore e sistema di guida autonoma. La circolazione e la sosta di siffatti mezzi sono regolamentati dall’art. 185 del C.d.S., le cui disposizioni si possono così riassumere:
– le autocaravan sono equiparate agli autoveicoli di classe M, le comuni automobili, e sono pertanto soggetti agli stessi divieti e limitazioni (per la sosta il riferimento è l’art. 158 CdS);
– le stesse possono sostare ovunque sia consentito;
– per le autocaravan in sosta su strade pubbliche sono vietati tutti i comportamenti che possono ricondurre all’attività di campeggio: ancorare stabilmente il mezzo al suolo, emettere fumi e/o scarichi delle  acque, ampliare la sagoma del camper attraverso l’apertura di porte o verande, posizionare tavoli, sedie o quant’altro al di fuori del mezzo, ecc. L’attività di campeggio è ammessa solo nelle aree di sosta attrezzate per i camper;
– le autocaravan che sostano nelle strisce blu pagano una tariffa maggiorata del 50%, ma solo se lo stallo di sosta è di dimensioni maggiori rispetto agli altri stalli presenti nell’area di parcheggio.
Le amministrazioni comunali possono imporre ulteriori limitazioni alla circolazione e soprattutto alla sosta dei camper, giustificandole con “accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale” (art. 7 comma 1 lettera b) del C.d.S.). …”,

osserva poi che 

“…la questione che permane è dunque quella di individuare la facoltà di parcheggiare siffatti mezzi negli stalli predisposti dal Comune laddove la sagoma dell’autocaravan oltrepassi con le proprie dimensioni la segnaletica orizzontale, in assenza di ogni altra previsione. Orbene è evidente che l’organizzazione di un parcheggio deriva dalla progettazione del numero di stalli di sosta e dalla apposizione della relativa segnaletica stradale, soprattutto orizzontale, da cui dipende la tipologia dei veicoli che ne possono usufruire. ..”,

richiamando

…l’art. 149 del reg. att. C.d.S. che ai commi 1 e 2 stabilisce che “La delimitazione degli stalli di sosta è effettuata mediante il tracciamento sulla pavimentazione di strisce della larghezza di 12 cm formanti un rettangolo, oppure con strisce di delimitazione ad L o a T, indicanti l’inizio, la fine o la suddivisione degli stalli entro i quali dovrà essere parcheggiato il veicolo. …”,

stabilendo che

“…i provvedimenti per la regolazione della circolazione emessi dall’ente proprietario della strada ed i criteri ivi previsti per la realizzazione delle aree, fra i quali sono ricomprese le dimensioni degli stalli, costituiscono di per sé precetto per l’individuazione degli spazi entro i quali la facoltà di sosta può essere fruita e non oltre, per cui il parcheggio è consentito ed autorizzato purchè avvenga nel rispetto e con l’occupazione di un’area determinata sia che riguardi le autovetture sia le autocaravan, sempre che abbiano lo stesso ingombro. …”.

Giovanni Paris

DECRETO MINISTERIALE 05/09/22 IN MATERIA DI DISPOSITIVI COUNTDOWN SEMAFORICI

In arrivo i semafori con il conto alla rovescia anche per le auto. Ecco che  cosa cambia- Corriere.it

Firmato lo schema di decreto sui dispositivi countdown semaforici che individua le caratteristiche, i requisiti, le modalità e i termini per l’installazione dei dispositivi countdown nei semafori stradali, prevedendo i casi in cui l’installazione dei dispositivi è obbligatoria o a discrezione degli enti proprietari delle strade. 

Il Decreto contiene altresì un allegato tecnico con i requisiti funzionali dei countdown, le modalità di funzionamento e le diverse caratteristiche, le modalità di installazione.

Viene prevista infine l’installazione dei dispositivi entro due anni dall’approvazione del Programma triennale dei lavori pubblici o del Programma biennale per l’acquisizione di forniture e servizi per gli impianti semaforici esistenti, quando la installazione è obbligatoria.

D.M. 05/09/22

Giovanni Paris

MANCATA INDICAZIONE ORDINANZA SUL RETRO DI SEGNALE STRADALE

MANCATA INDICAZIONE ORDINANZA SUL RETRO DI SEGNALE STRADALE |  ....accademia.... ....polizia locale....

L’art. 77/7 del Reg. di Esec. l Codice della Strada prevede che per i segnali di prescrizione sul retro dei segnali stradali devono essere riportati gli estremi dell’ordinanza di apposizione.

La mancanza di tali indicazione rende illegittimo il segnale stradale e con esso il verbale di accertamento di violazione alla sua prescrizione?

La giurisprudenza nel tempo e gli organi ministeriale hanno concluso che la mancanza costituisce una sola irregolarità non invalidante né il segnale stradale, né il verbale di accertamento di violazione.

La sentenza della Cassazione Civile, sez. VI, 27/05/22, n. 17303 〈scarica e leggi〉 conferma che la mancata apposizione, sul retro del segnale stradale, della indicazione del relativo provvedimento amministrativo che disciplina la circolazione stradale, non determina di per sé la illegittimità del segnale stradale, ne la illegittimità del verbale di accertamento di violazione:

“…la mancata indicazione, sul retro del segnale verticale di prescrizione, degli estremi della ordinanza di apposizione – come invece imposto dall’art. 77, comma 7, del Regolamento di esecuzione del codice della strada (d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e successive modificazioni) – non determina la illegittimità del segnale e, quindi, non esime l’utente della strada dall’obbligo di rispettarne la prescrizione, con l’ulteriore conseguenza chedetta omissione non comporta l’illegittimità del verbale di contestazione dell’infrazione alla condotta da osservare…“

Di conseguenza l’utente della strada deve comunque e sempre rispettare la prescrizione contenuta nel segnale stradale.

Giurisprudenza costante, si vedano, in tal senso:

Cass. 23/03/94 n° 2763

Cass. 18/05/00 n° 6474

Cass. 22/02/06 n° 3962

Cass. 29/03/06 n° 7125

Cass. 13/04/06 n° 8650

Cass. 31/07/07 n° 16884

Cass. 06/03/08 n° 6127

Cass. 20/05/10 n° 12431

Cass. 19/05/16 n” 7709

Inoltre nello stesso senso Ministero Infrastrutture e Trasporti:

  • n° 1104/ICS del 04/10/02
  • n° 2321/Segr./3427 del 10/12/02
  • n° 3773 del 09/12/04

Giovanni Paris

SEGNALETICA ORIZZONTALE DI CANALIZZAZIONE E SEMAFORO

Valmontone, il semaforo della discordia continua a far parlare tutti

Si segnala la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI, 12/04/22 N° 11819 (scarica e leggi) con la quale si afferma che la segnaletica stradale orizzontale direzionale di corsia di marcia va sempre rispettata e ciò anche se il semaforo posto all’intersezione proietta luce verde, una volta che il veicolo si è posto in una corsia di canalizzazione non si può compiere una manovra di “salto” di corsia con svolta non consentita dalla propria posizione precedentemente scelta.

“…la luce del semaforo (per questo definito “di corsia”) non disciplina il passaggio dei veicoli in ragione dell’intenzione del conducente di effettuare una determinata manovra piuttosto che un’altra, quanto il transito delle vetture che abbiano seguito la canalizzazione cui si dirige il segnale luminoso. Se esista quindi una corsia, munita di segnaletica orizzontale, che è destinata al traffico dei veicoli che devono svoltare in una determinata direzione, la lanterna semaforica di corsia che regola il transito sull’area dell’incrocio è riservata ai veicoli che abbiano seguito la relativa canalizzazione, indicata dalla citata segnaletica orizzontale. Le altre frecce direzionali del semaforo sono invece destinate ai veicoli che percorrano la restante parte della carreggiata. La freccia direzionale del semaforo, dunque, non consentiva alcuna manovra di svolta a sinistra da parte dei veicoli che non si fossero previamente immessi nella corsia che inalveava il traffico in quella direzione: e in ragione di ciò il ricorrente doveva attendere sulla linea di arresto che il segnale luminoso gli consentire di procedere diritto. E’ facile del resto osservare come una diversa soluzione, incentrata sulla valorizzazione del proposito del conducente di effettuare la svolta consentita dalla freccia del semaforo quand’anche si trovi in una corsia diversa rispetto a quella riservata a quella manovra comporterebbe inevitabili inconvenienti per l’ordinato flusso veicolare nell’area dell’incrocio: basti pensare al caso in cui la svolta dei mezzi che transitano sulla corsia riservata sia programmata in considerazione del fatto che essi, in quanto provenienti da un lato della carreggiata, impegneranno l’intersezione senza interferire con i veicoli, provenienti dalla direzione opposta, che debbano eseguire una manovra di svolta nella direttrice contraria rispetto a quella da loro prescelta; se si ammettesse che la svolta sia consentita anche ai veicoli che, percorrendo la stessa direzione dei primi, viaggino su una diversa corsia rispetto a quella riservata, la nominata interferenza potrebbe certo determinarsi, e con essa il rischio di incidenti. Inoltre, l’opposta tesi renderebbe laboriosa e complessa la rilevazione dell’infrazione, in quanto ogni volta dovrebbe indagarsi se il conducente del veicolo che non si trova nella corsia abilitata alla svolta intendesse o meno eseguire una manovra in quella direzione: il che è contrario all’esigenza di una agevole rilevazione dell’illecito da parte dell’accertatore o dall’apparecchiatura deputata alla segnalazione di possibili infrazioni”.

La sentenza conferma quanto già espresso e deciso con precedente pronunciamento della CORTE DI CASSAZIONE DEL 27/04/16 N° 8412 (scarica e leggi)

Giovanni Paris

COLLOCAZIONE DIVIETO DI SOSTA TEMPORANEO

DIVIERTO DI SOSTA

E’ possibile la collocazione di segnali stradali che impongano un divieto di sosta temporaneo per esigenze funzionali allo svolgimento di manifestazioni, per lavori stradali, per la effettuazione di pulizia della strada o comunque per qualsiasi esigenza di carattere tecnico? E se sì con quali limiti e condizioni?

Si veda sull’argomento il recente pronunciamento avvenuto con sentenza  CASS. CIV., Sez. VI,  20-03-15 N° 5663.

Cliccare QUI per un breve approfondimento.

Giovanni Paris

http://www.corsidipolizialocale,it

SENTENZA DELLA CASSAZIONE SULLA DURATA DEL “GIALLO” SEMAFORICO

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IN UN PRECEDENTE ARTICOLO DAL TITOLO ‘LA DURATA TEMPORALE DEL “GIALLO” SEMAFORICO’ DEL 17/06/14 ERA STATA AFFRONTATA LA QUESTIONE RELATIVA ALLA DURATA TEMPORALE MINIMA DI ACCENSIONE DELLA LUCE GIALLA SEMAFORICA.

SI SEGNALA LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE 01/09/14 N° 18740 CON LA QUALE SI RIBADISCE LA MANCANZA DI UNA REGOLAMENTAZIONE IN MATERIA DA PARTE DEL CODICE DELLA STRADA, STABILENDO CHE LA DURATA NON PUO’ ESSERE INFERIORE A TRE SECONDI, CORRISPONDENTE AL TEMPO DI ARRESTO DI UN VEICOLO CHE PROCEDA AD UNA VELOCITÀ NON SUPERIORE AI 50 KM/H.

QUESTO E’ IL PRINCIPIO ESPRESSO DALLA SUPREMA CORTE:

“Questa Corte ha già avuto modo di osservare (sentenza n. 14519/12, non massimata), in relazione ai tempi di permanenza dell’illuminazione semaforica gialla, che l’automobilista deve adeguare la velocità allo stato dei luoghi e che una durata di quattro secondi dell’esposizione della luce gialla non costituisce un dato inderogabile. Infatti, la risoluzione del Ministero dei Trasporti n. 67906 del 16.7.2007, nell’accertare che il codice della strada non indica una durata minima del periodo di accensione della lanterna di attivazione gialla, regola il tempo minimo di durata di detta luce che non può mai essere inferiore a tre secondi. A tale indirizzo la Corte ritiene di dare continuità, in considerazione del fatto che tre secondi costituiscono, in base allo studio prenormativo del C.N.R. pubblicato il 10.9.2001, richiamato dalla citata risoluzione ministeriale, il tempo di arresto di un veicolo che proceda ad una velocità non superiore ai 50 kmh. Con la conseguenza che una durata superiore deve senz’altro ritenersi congrua.”

CLICCARE QUI PER LA SENTENZA.

GIOVANNI PARIS

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