Codice della Strada

RILEVAZIONI ISTAT INCIDENTI STRADALI CON LESIONI A PERSONE – ANNO 2018

L’Istat rende disponibile il testo della Circolare prot. n. 0295032 del 13 febbraio 2018 (clicca e leggi) contenente i criteri da seguire per l’esecuzione della “Rilevazione degli incidenti stradali con lesioni a persone. Anno 2018”, inserita nel Programma Statistico Nazionale (IST-00142).

Si include anche Informativa prot. n. UP/0038830 del 12 gennaio 2018 (clicca e leggi) da sottoporre all’interessato ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 196/2003.

Si allega modello di rilevazione  STAT CTT/RILEVAZIONE IST-00142 INC – Edizione 2018  (clicca e scarica).

Giovanni Paris

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ART. 126BIS C.D.S E PRESENTAZIONE DI RICORSO

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L’art. 126bis “Patente a punti” del Codice della Strada prevede che all’atto del rilascio della patente viene attribuito un punteggio di venti punti e che tale punteggio, annotato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, subisce decurtazioni, nella misura indicata nella tabella allegata al medesimo art. 126bis, a seguito della comunicazione all’anagrafe di cui sopra della violazione di una delle norme per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente ovvero di una tra le norme di comportamento di cui al titolo V, indicate nella tabella medesima. La comunicazione all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida avviene da parte dell’organo da cui dipende l’agente che ha accertato la violazione che comporta la perdita di punteggio, entro trenta giorni dalla definizione della contestazione effettuata,

Il comma 2 dell’art. 126bis recita:

“…La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all’organo di polizia che procede. Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 286 ad euro 1.143 . …”.

La presentazione di un ricorso avverso il verbale di accertamento per la violazione che comporta la decurtazione dei punti dalla patente di guida determina la sospensione dei termini previsti dal comma 2 dell’art. 126 bis o un giustificato motivo per la omissione della prevista comunicazione?

La norma nulla dice.

Ecco però un caso, non l’ultimo, per il quale si assiste ad un contrasto interpretativo tra organi amministrativi e organi giurisdizionali, con conseguente incertezza operativa da parte degli organi di controllo e confusione per gli utenti cittadini.

Sulla questione il Ministero dell’Interno, nell’ambito dei poteri di coordinamento attribuiti allo stesso dall’art. 11, comma 3, del C.d.S. ha emanato la circolare n° 300/A/3971/11/109/16 del 29/04/11 (clicca e leggi) con la quale “…si ritiene che la presentazione di un ricorso avverso il verbale di contestazione costituisca un giustificato e documentato motivo di omissione dell’indicazione delle generalità del conducente. …”, avviso ribadito con ulteriore circolare n° 300/A/7157/11/109/16 del 05/09/11 (clicca e leggi).

Di diverso e contrario parere la giurisprudenza, in primis la Corte Costituzionale che con ordinanza del 13/07/11 n° 210 (clicca e leggi) sostanzialmente afferma che, nel caso di presentazione di ricorso, questo fatto non può determinare la conseguenza di non dover comunicare le generalità di chi si trovasse alla guida, con conferma interpretativa da parte della Corte di Cassazione con diversi pronunciamenti, da ultimo con ordinanza del 24/11/17 n° 28136 (clicca e leggi) laddove si osserva che:

  • la circolare ministeriale non è atto normativo e quindi non innova la disciplina in materia, essa costituisce atto amministrativo che offre una “interpretazione” della normativa esprimendo un parere dell’Amministrazione centrale che è privo di valore vincolante ed è inidoneo a fondare l’affidamento dell’utente della strada,
  • la giurisprudenza della Suprema Corte è orientata nel senso dell’autonomia delle due condotte sanzionabili, quella relativa all’infrazione presupposta e quella attinente all’omessa o ritardata comunicazione delle generalità del conducente,
  • l’obbligo di comunicazione sancito dalla norma in esame è indipendente dagli esiti di una concorrente impugnativa attinente alla legittimità dell’accertamento dell’illecito presupposto, con la conseguenza che il termine per la comunicazione delle generalità del conducente decorre dal momento della richiesta dell’autorità.

Dobbiamo registrare infine la recente presentazione del disegno di legge s 3017 (clicca e leggi) da parte del Senatore Remigio Ceroni e che ha per oggetto una serie di modifiche alle norme del Codice della Strada relative all’accertamento delle violazioni in tema di velocità mediante sistemi elettronici, il quale rileva, per quanto stiamo trattando, perché tra le varie modifiche proposte (vedi pag. 3) vi è quella di prevedere che l’obbligo di comunicazione dei dati del conducente regolato dall’art. 126 bis resti sospeso nei termini in caso di presentazione di ricorso, ipotesi modificativa avente portata ovviamente generale e non limitata alle violazioni in materia di velocità, e che rileva perchè con essa si riconosce indirettamente che la interpretazione giuridica corretta per ciò che ci occupa è quella giurisprudenziale e la soluzione opposta, auspicata, va perseguita mediante un espresso intervento legislativo.

Proprio un bel pasticcio……

Giovanni Paris

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PARCHEGGI A PAGAMENTO E DIRETTIVE MINISTERIALI

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L’art. 7  del Codice della Strada “Regolamentazione della circolazione nei centri abitati.” prevede:

“1.  Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco:

omissis

f)  stabilire, previa deliberazione della Giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le aree urbane;
omissis”.
Le direttive ministeriali sono state emanate? In effetti no. E allora sorge la conseguente domanda se possono comunque essere stabilite aree di sosta e parcheggio a pagamento pur mancando le suddette direttive o se tali determinazioni sono illegittime e con esse i conseguenti provvedimenti sanzionatori adottati.
Per il Ministero dei Trasporti la mancanza delle direttive non è ostativa alla adozione di provvedimenti istitutivi di aree di sosta e parcheggio a pagamento con determinazione di tariffe e condizioni, nè sono illegittimi i relativi verbali di accertamento di violazioni, queste le conclusioni a cui giunge nel parere del 18/02/10 n° 14298 (clicca e leggi).
 
I Ministero osserva, tra l’altro, che :
 
  • non è giuridicamente proponibile sostenere che la mancata emanazione di una “disposizione” secondaria possa produrre la inapplicabilità e la inefficacia di una “norma primaria”;
  • anche in assenza della emanazione delle specifiche direttive gli enti proprietari della strada sono comunque tenuti all’applicazione del dettato normativo con l’obbligo di conformarsi alle direttive solo qualora queste fossero emanate;
  • si ritiene che le direttive in discussione non possano essere più emanate in quanto la riforma costituzionale intervenuta con la Legge Costituzionale 18/10/01 n° 3 ha riconosciuto ai Comuni una piena autonomia in materia di  determinazione delle proprie entrate, tra le quali rientrano anche quelle derivanti dai parcheggi a pagamento, pertanto l’eventuale emanazione delle direttive in discussione potrebbe essere intesa come una ingerenza da parte dello Stato nei confronti delle autonomie locali;
  • la tesi relativa alla mancanza dei “criteri direttivi” non è corretta perchè questi si possono ricavare agevolmente dal complesso delle disposizioni contenute nella Direttiva del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/04/95 recante direttive per la redazione, adozione e attuazione dei piani urbani del traffico e precisamente nel paragrafo 3.2  .

Giovanni Paris

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LOCAZIONE VEICOLI E RESPONSABILITA’ SOLIDALE

Formule leasing auto e noleggio a lungo termine: vantaggi e svantaggi

Nel caso di locazione di un veicolo senza conducente il proprietario è responsabile in solido con l’autore della violazione a una norma del Codice della Strada per il pagamento della sanzione pecuniaria?

Lart. 196 “Principio di solidarietà” del Codice della Strada prevede al comma 1 che Per le violazioni punibili con la sanzione amministrativa pecuniaria il proprietario del veicolo ovvero del rimorchio, nel caso di complesso di veicoli, o, in sua vece, l’usufruttuario, l’acquirente con patto di riservato dominio o l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, è obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questi dovuta, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà. Nelle ipotesi di cui all’art. 84 (locazione senza conducente) risponde solidalmente il locatario e, per i ciclomotori, l’intestatario del contrassegno di identificazione.”

La Circolare del Ministero dell’Interno n. 300A/48507/113/2 del 15/01/94 a proposito afferma che “…l’art. 196 del Codice della Strada, nel disciplinare il principio di solidarietà, indica il locatario come responsabile in solido, con l’autore della violazione, nella ipotesi di infrazioni commesse con veicoli adibiti a locazione senza conducente (art. 84), escludendo da ogni responsabilità le imprese locatrici. …”.

Tutto chiaro, quindi…forse.

Capita che soluzioni interpretative delle norme date per assodate e modalità operative ormai consolidate da anni vengano poste in dubbio o per contrasti giurisprudenziali o per contrasti tra le interpretazioni assunte dai ministeri competenti da una parte e gli organi giurisdizionali dall’altra.

E’ il caso riguardante la domanda che ci siamo posti sopra, perchè la Corte di Cassazione con ordinanza del 25/01/18 n° 1845 (clicca e leggi) ha affermato che non è corretta l’interpretazione per cui, avendo l’ultima parte della norma di cui all’art. 196 CdS indicato il solo locatario (e non già il proprietario o i soggetti equiparati indicati nella prima parte di detta norma) quale soggetto solidalmente responsabile nel caso di cui all’art. 84 del Codice della Strada (locazione di veicolo senza conducente), si esclude la responsabilità di colui che concede in locazione (breve) il veicolo, cioè il proprietario.

La Corte osserva che “…tale interpretazione non tiene conto della ratio complessiva della norma in questione, che ha voluto prevedere soggetti diversi dal proprietario del veicolo, quali obbligati in via solidale, solo nelle ipotesi specificamente indicate come l’usufruttario, l’acquirente con patto di riservato dominio o l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria. La norma non prevede il semplice locatore del veicolo, e ciò per l’evidente ragione… dell’agevole identificabilità, negli altri casi (diversamente dalla locazione semplice), del soggetto solidalmente responsabile. La norma, infatti, intende assicurare, attraverso la titolarità di un diritto adeguatamente e agevolmente accertabile, la possibilità di ottenere il pagamento della sanzione. Nel caso della locazione del veicolo senza conducente, il rapporto di locazione riguarda solo il locatore e il locatario e il nominativo di quest’ultimo è noto al solo locatore (tranne specifici accordi tra le parti) Di qui, la ragione della mancata equiparazione del locatore alle ipotesi su indicate..”.

La conclusione è che “…l’ultima parte dell’art. 196 Codice della Strada deve interpretarsi nel senso che il locatario è un ulteriore soggetto obbligato solidamente, oltre al proprietario (o ai soggetti equiparati) ed al conducente. …” (!!!).

A dire il vero il principio ermeneutico espresso dalla Corte di Cassazione non è nuovo, infatti lo si ritrova in un precedente pronunciamento del 2015 avvenuto con sentenza del 24/09/15 n° 18988 (clicca e leggi).

Giovanni Paris

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GESTIONE VEICOLI SEQUESTRATI E CONFISCATI

Spending review: rottamazione straordinaria delle auto confiscate

Il Ministero dell’Interno – Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali – Direzione Centrale per gli Uffici Territoriali del Governo e per le Autonomie Locali ha diramato con nota prot. 1108 del 22/01/18 (clicca e leggi) una circolare avente ad oggetto “Modalità di gestione dei veicoli sottoposti a sequestro, fermo e confisca amministrativa per violazioni al codice della strada, affidati al proprietario alla scadenza del contratto con il custode-acquirente di cui all’art. 214-bis del codice della strada.”.

Giovanni Paris

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CIRCOLAZIONE CON PATTINI

Pattinaggio su strada, da moda a sport

L’art. 190 del Codice della Strada “Comportamento dei pedoni” prevede al comma 8 che “La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade.” e al comma 9 che “Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti.” .

E’ legittima la circolazione mediante pattini in un’area di parcheggio?

La risposta ci viene data dalla sentenza della Corte di Cassazione del 19/01/18 n° 2342 (clicca e leggi), con la quale è stata annullata una sentenza di un Giuduce di Pace, avente ad oggetto il caso di persona investita mentre pattinava in un parcheggio,  laddove si escludeva che il divieto previsto dall’art. 190 del Codice della Strada riguardasse anche un’area di parcheggio, in quanto la disposizione suddetta fa divieto di pattinaggio solo sulla carreggiata delle strade che, a mente dell’art. 3 c. 1 n. 7), è la parte di strada destinata allo scorrimento dei veicoli e come tale distinta dall’area di parcheggio, ove non è previsto alcun specifico divieto di pattinaggio dal Cds. .

Contrariamente a tale assunto la Suprema Corte afferma che “in ragione della funzione cui l’area di parcheggio assolve, il divieto di pattinaggio deve ritenersi esteso a tale sito. Una diversa soluzione sarebbe irragionevolmente diversificata in presenza di situazioni di rischio omogenee; e determinerebbe l’assenza di normazione cautelare in un contesto che, come è agevole intendere alla luce della comune esperienza, mostra l’elevata possibilità di situazioni pericolose connesse anche alla velocità e difficile manovrabilità degli apparati di cui si parla.”, essendo esso un “…sito nel quale si riscontra il fisiologico transito sia di veicoli che di pedoni; e particolarmente delle persone che discendono dai veicoli o che vi si dirigono, nonché di veicoli che eseguono spesso complicate manovre. Dunque, si verificano le medesime situazioni di rischio che giustificano il divieto di transito di “acceleratori di velocità” nelle carreggiate e nei siti destinati ai pedoni.”.

Si tenga altresì presente quanto previsto dall’art. 140 del Codice della Strada  “Principio informatore della circolazione” in forza del quale Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale.”.

Giovanni Paris

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LE “HANDBIKE” SONO VELOCIPEDI?

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La Federazione Ciclistica Italiana ha rappresentato che alcuni organi di polizia hanno contestato ad alcuni loro atleti il divieto di utilizzo sulle strade della cosiddetta “Handbike“, una bicicletta a due o tre ruote, destinata ad atleti con ridotta o nulla possibilità di deambulazione, che è mossa a propulsione muscolare attraverso una pedaliera azionata con le braccia.

Queste particolari biciclette possono rientare nella categoria dei velocipedi previsti dall’art. 50 del Codice della Strada?

La risposta positiva è stata fornita dal Ministero dell’Interno con la nota n. 300/ A/9648/17/104/1 del 27 dicembre 2017 (clicca e leggi),

Giovanni Paris

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APPARECCHIATURE CONTASECONDI AL SEMAFORO

L. 29/07/2010, n. 120 Disposizioni in materia di sicurezza stradale. Pubblicata nella Gazz. Uff. 29 luglio 2010, n. 175, S.O. CAPO IV DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CORRETTO ACCERTAMENTO DELLE VIOLAZIONI

Art. 60. (Caratteristiche degli impianti semaforici e di altri dispositivi)

In vigore dal 13 agosto 2010

1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le caratteristiche per l’omologazione e per l’installazione di dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici, di impianti impiegati per regolare la velocità e di impianti attivati dal rilevamento della velocità dei veicoli in arrivo.

Le apparecchiature che visualizzano il tempo residuo di accensione delle luci semaforiche prima che lanterna semaforica passi da un colore all’altro (quindi non solo dal giallo al rosso, ma anche dal rosso al verde) sono utili? Forse sì, forse no: forse sì per colui che responsabilmente vedendo l’approssimarsi del passaggio dalla luce gialla alla rossa si ferma per tempo, forse no per chi vedendo l’approssimarsi della luce rossa da gas al veicolo per tentare il transito prima del rosso, senza pensare all’ipotesi, non remota, che l’utente preso dal guardare l’apparecchiatura contasecondi presti minore attenzione alla guida del veicolo e a ciò che gli succede intorno, con possibilità che avvengano sinistri stradali.

Ecco perchè la questione non può essere risolta in maniera “istinitiva” e non ponderata ed ecco perchè la normativa prevede che tali apparecchiature devono essere omologate e gli enti non possono decidere di installarle se non sono omologate.

Questo sembra molto chiaro ed è stato ribadito, se ancora ce ne fosse stato bisogno,  in un parere del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti n° 3805 del 28/07/15 (clicca QUI per scaricarlo e leggerlo) nel quale chiaramente risponde che le apparecchiature devono essere omologate e fintanto che non vengono rilasciate le omologazioni queste non possono essere installate.

Giovanni Paris

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SANZIONI PER TICKET SCADUTO NEI PARCHEGGI A PAGAMENTO

GRATTINO

Costituisce violazione delle prescrizioni della sosta regolamentata, ai sensi dell’art. 7/15 del C.d.S., il caso di protrazione della sosta oltre l’orario per il quale è stata corrisposta la tariffa.  La sosta protratta oltre l’orario indicato nel ticket costituisce illecito amministrativo e non inadempimento contrattuale, analogamente a quanto avviene nel caso di sosta effettuata senza l’acquisto del ticket. Di conseguenza anche la mancata contestazione della stessa da parte del soggetto affidatario del servizio, configura una ipotesi di danno erariale per il Comune.

Questo è quanto statuito dalla Corte di Cassazione con sentenza del 03/08/16 n° 16258 (leggi e scarica).

Giovanni Paris

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OBBLIGO ESIBIZIONE CERTIFICATO DI ASSICURAZIONE

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Ministero dell’Interno Circolare prot. n. 300/A/5931/16/106/15 del 01/09/16 “Esibizione del certificato di assicurazione ai sensi dell’art. 180, comma 1, lettera d), del Codice della Strada. Provvedimento IVASS n. 41 del 22 dicembre 2015”.

Circolare prot. n. 300/A/5931/16/106/15 del 01/09/16

REGOLAMENTO IVASS N. 34 DEL 19 MARZO 2010

PROVVEDIMENTO  IVASS °_N° 41 DEL 22/12/15

VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE E ATTIVITA’ DI POLIZIA STRADALE

Sappiamo tutti quanto sia importante ed essenziale la attività dei volontari della protezione civile, anche in occasioni non necessariamente tragiche e drammatiche di emergenza e calamità, quali manifestazioni e gare ciclistiche.

Ma qual è il loro ruolo in tali occasioni e che limiti hanno (anche per la loro tutela) nello svolgimento di attività di regolazione del traffico?

A tal proposito si segnala il chiarimento fornito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, con circolare n. 32320 del 24/06/16 (scarica e leggi).

Giovanni Paris

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MANCATA OTTEMPERANZA ALL’ALT DELLA POLIZIA: ART. 650 C.P. O ART. 192/1 C.D.S.?

Il mancato adempimento da parte del conducente di un veicolo all’obbligo di fermarsi imposto da funzionari, ufficiali e agenti cui spetta la prevenzione e l’accertamento dei reati in materia di circolazione stradale integra gli estremi anche del reato ex art. 650 c.p. o vi è solo la violazione dell’art. 192/1 C.d.S., costituente illecito amministrativo?

Sulla questione si è espressa la Corte di Cassazione che con sentenza del 14-10-16 N° 42591  (scarica e leggi) ha affermato che il comportamento determina la applicazione del solo art. 192/1 C.d.S., in quanto in tale caso opera la disciplina del concorso apparente di norme, e perciò il principio di specialità, di cui all’art. 9 della L. 689/81 quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa,

Giovanni Paris

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SANZIONI PER TICKET SCADUTO NEI PARCHEGGI A PAGAMENTO

TICKET SCADUTO

Devo, purtroppo, ritornare sull’argomento della sanzionabilità o meno della presenza del ticket di pagamento scaduto nelle aree “blu” e ciò a seguito della recente pronuncia da parte del Tribunale di Treviso che ha concluso per la non sanzionabilità del comportamento.

Ebbi occasione di pubblicare sulla questione un approfondimento a cui rinvio, cliccare QUI per leggerlo.

Intendo porre un richiamo ad un esame giuridico asettico ed approfondito della normativa, perchè la soluzione prospettata dal giudice è sicuramente quella che il cittadino auspica e che lo stesso vede come sua “tutela” da vessazioni e abusi da parte delle pubbliche amministrazioni comunali che invece adottano provvedimenti sanzionatori di fronte a ticket scaduti, ma non necessariamente è quella corretta giuridicamente.

Alla sentenza è stato dato ampio risalto, ma bisogna ricordare che a livello giurisprudenziale, con esiti opposti, della questione si sono occupate:

• la Corte di Cassazione, la quale in diverse sentenze ha confermato che il comportamento in discussione costituisce violazione alle norme del C.d.S. ed ha affermato la legittimità dei provvedimenti sanzionatori opposti, si vedano:

– Cass. , II, 05/11/09 n° 23543,

– Cass., II, 04/10/11 n° 20308,

tra l’altro dichiarando chiaramente che subordinare la sosta al pagamento di una somma di denaro ai sensi dell’art. 7/1 lett. f) C.d.S. costituisce attività di “regolamentazione”.

la Corte dei Conti Lazio del 19/09/12 n° 888 ha affermato che gli ausiliari che controllano le aree di sosta e parcheggio a pagamento non possono sanzionare solo i trasgressori totali invitando quelli con tagliando scaduto a regolarizzare il pagamento senza incorrere in sanzioni. E’ stata evidenziata l’irregolarità dell’attività di accertamento delle infrazioni. In particolare la pubblica accusa ha censurato il comportamento degli ausiliari che elevavano sanzioni stradali solo in caso di mancata esposizione del tagliando limitandosi a invitare a regolarizzare il pagamento entro 24 ore gli automobilisti muniti di ticket scaduto. Il collegio ha accolto le doglianze della procura condannando la società concessionaria per danno erariale. In pratica dal tenore dell’art. 7 del codice stradale “non è dato evincere la possibilità di una distinzione e/o una diversa graduazione delle violazioni (di ticket scaduto e di completa assenza di ticket) che consenta, ai fini sanzionatori di cui trattasi, la preventiva regolarizzazione nell’un caso e l’accertamento immediato della violazione nell’altro”. In buona sostanza rinunciare al potere-dovere sanzionatorio comporta una evidente responsabilità contabile che a parere della corte dei conti determina l’obbligo di risarcimento a favore delle casse comunali delle sanzioni non riscosse.

Sarà un caso ma sta di fatto che dopo la pubblicizzazione della sentenza del Tribunale di Treviso sono cresciuti a livello esponenziale i casi di riscontro di esposizione di ticket scaduto, denotando che il “cittadino” si adegua molto facilmente a soluzioni a lui comode con buona pace della correttezza ed evidenziando in tal modo un comportamento improntato alla mala fede.

P.S. Non ci si può lamentare degli “altri” che delinquono, abusano, ecc. quando alla prima occasione si adottano comportamenti che rivelano un medesimo modo di pensare ed agire proprio di coloro che si criticano e cioè approfittare della situazione, con comportamenti non leali e privi di senso civico.

Giovanni Paris

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I.V.ASS. E COPERTURA ASSICURATIVA

IVASS

VALE PIU’ LA “CARTA” CHE L'”INFORMATICA”

L’I.V.ASS. – ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI con la circolare N° 111471 del 01-06-16 (scarica e leggi) afferma che ai fini della verifica della copertura assicurativa dei veicoli a motore circolanti vale il “…principio di prevalenza delle risultanze cartacee rispetto a quelle della banca dati, …”

L’ente osserva che “…la banca dati delle coperture risulta essere alimentata massivamente da parte delle imprese di assicurazione e purtuttavia è possibile che possano verificarsi ritardi nella alimentazione o disfunzioni sul caricamento dei dati. …”

Per quanto sopra si sottolinea “…l’opportunità di articolare i controlli secondo lo schema operativo insito nelle disposizioni vigenti, a partire dalla verifica del possesso a bordo del veicolo della documentazione prevista dalla legge (Certificato di assicurazione). Qualora la documentazione esibita non sia suffragata dalla corrispondente annotazione presente nel portale dell’Automobilista, prima di procedere al sequestro del veicolo è opportuno invitare il proprietario del veicolo a fornire prova dell’esistenza della polizza. Solo all’esito della verifica presso la Compagnia intestataria del contratto esibito, procedere al sequestro del veicolo ove non risulti coperto da assicurazione. …”.

Giovanni Paris

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LINEE OPERATIVE PROCURA VELLETRI SU OMICIDIO STRADALE

omicidio-stradale

La legge 23 marzo 2016 n°41 entrata in vigore il 25 marzo 2016 introduce la nuova disciplina dell’omicidio stradale e delle lesioni stradali innovando in modo significativo alcune disposizioni sia di carattere sostanziale che di carattere processuale. L’intervento del legislatore si ispira alla evidente finalità di perseguire un trattamento complessivo più rigoroso delle ipotesi di condotte colpose derivanti dalla circolazione stradale.

La Procura della Repubblica di Velletri ha emanato in data 11/05/16 “Linee guida sull’applicazione della legge n° 41/16 in materia di omicidio stradale, lesioni personali stradali e altro”.

Per leggere le linee operative cliccare QUI

Giovanni Paris

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PREAVVISO AL DIFENSORE PER LA EFFETTUAZIONE DI PROVA ETILOMETRO?

DIFENSORE

Sull’argomento ed altre questioni collegate si veda la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV, 16-05-16 N° 20132 (scarica e leggi).

Relativamente al diritto del difensore di assistere agli atti urgenti effettuati dalla P.G e, nel caso di specie, all’accertamento strumentale mediante etilometro, si è sempre affermato da parte della Corte di Cassazione che esso costituisce atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile cui il difensore può assistere senza diritto di essere previamente avvisato, dovendo la polizia giudiziaria unicamente avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere da difensore di fiducia.

Il legislatore nel contemperare le diverse esigenze, non escludendo il diritto del difensore di presenziare all’alcoltest, ha privilegiato la necessità di acquisire tempestivamente la prova del reato, che potrebbe andare dispersa se si dovesse attendere, non in un breve lasso di tempo, la presenza del difensore avvisato.

Inoltre il verbale contenente gli esiti del cosiddetto “alcooltest”, per l’accertamento della guida in stato di ebbrezza alcoolica, non è soggetto al deposito previsto dall’art. 366 comma primo cod. proc. pen., in quanto si tratta di un atto di polizia giudiziaria, urgente e indifferibile, al quale il difensore, ai sensi dell’art. 356 stesso codice, può assistere, senza che abbia il diritto di preventivo avviso.

La polizia giudiziaria quando procede ad un atto urgente ex art. 354 stesso codice ha solo l’obbligo, ai sensi dell’art. 114 disp. att. cod. proc. pen., di avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia, ma non è tenuta né a prendere notizia dell’eventuale nomina, nè a nominare un difensore d’ufficio, con conseguente inapplicabilità della procedura di deposito di cui al citato art. 366 cod. proc. pen..

Giovanni Paris

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DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA PER ACCERTAMENTO DI VIOLAZIONI

fotografia

Gli organi di vigilanza durante le operazioni di accertamento di violazioni costituenti illecito amministrativo possono procedere ad effettuare delle riprese fotografiche?

Il soggetto interessato deve essere presente alle operazioni di acquisizione fotografica e/o va avvisato?

Le apparecchiature utilizzate devono essere omologate?

Per le risposte cliccare QUI dove si potrà anche leggere sulla questione di cui in oggetto la nota prot. n° 4719 del 20/09/11 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Giovanni Paris

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AGENTE POLIZIA MUNICIPALE FUORI SERVIZIO E VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA

polizia-municipale

CON ARTICOLO PUBBLICATO IN DATA 22/10/14 FU SEGNALATA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI FERMO, N° 669 DEL 26/08/14, RELATIVA ALLA QUESTIONE DELLA POSSIBILITA’ O MENO DA PARTE DI UN APPARTENENTE ALLA POLIZIA MUNICIPALE FUORI SERVIZIO DI PROCEDERE ALL’ACCERTAMENTO ED ALLA VERBALIZZAZIONE DI UNA VIOLAZIONE AL CODICE DELLA STRADA.

PER IL TRIBUNALE L’UNICO LIMITE PER LA POLIZIA MUNICIPALE NELL’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI POLIZIA STRADALE E’ QUELLO TERRITORIALE.

SI SEGNALA ORA LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI TRENTO DEL 02-05-16 N° 470 (scarica e leggi) CON LA QUALE SI CONFERMA LA VALIDITA’ ED EFFICACIA DI UN VERBALE DI ACCERTAMENTO DI VIOLAZIONE A NORMA DEL CODICE DELLA STRADA ACCERTATA DA AGENTE FUORI SERVIZIO.

IL TRIBUNALE DI TRENTO RILEVA CHE:

…la normativa in vigore non pone alcun limite temporale quanto allo svolgimento delle funzioni degli agenti di Polizia Municipale impegnati nell’attività di polizia stradale. In particolare, nessun limite di tempo è previsto né dalla L. 65/86 né dall’art.l2 C.d.S .. Il limite di tempo previsto dall’art. 57 c.p.p., a cui fa riferimento il Giudice a quo in conformità all’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con la pronuncia n. 5771/2008, non opera, secondo il Tribunale, nel caso in esame, in quanto l’attività posta in essere dall’agente svolta in rilievo è attività di polizia stradale, che si distingue dall’attività di polizia giudiziaria e viene svolta a prescindere dalle qualifiche di polizia giudiziaria. ...

Giovanni Paris

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CENTRI DI TARATURA DI APPARECCHIATURE PER ACCERTAMENTO DELLE VIOLAZIONI AI LIMITI DI VELOCITA’

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Quali sono i soggetti, enti o organismi abilitati alle operazioni di verifica e taratura dei misuratori elettronici di velocità?

Come risaputo la sentenza n. 113/2015 della Corte Costituzionale (scarica e leggi) ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo Codice della Strada), nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”. 

Alla sentenza seguì la circolare del 26/06/15 del Ministero dell’Interno (scarica e leggi). 

La sentenza della Corte Costituzionale però non specifica, (ma non doveva in effetti farlo) quale sia il soggetto, ente o organismo a cui rivolgersi per procedere alle operazioni di verifica periodica di funzionalità e di taratura

Quali sono allora tali soggetti, enti o organismi?

Per la risposta ed un approfondimento cliccare QUI

N.B. Allegato all’approfondimento sopra citato un certificato di taratura dal quale emergono le tipologie di controlli e verifiche svolte ed i giudizi espressi dal centro di taratura.

Giovanni Paris

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LINEE OPERATIVE PROCURA SONDRIO SU OMICIDIO STRADALE

INCIDENTE

La legge 23 marzo 2016 n°41 entrata in vigore il 25 marzo 2016 introduce la nuova disciplina dell’omicidio stradale e delle lesioni stradali innovando in modo significativo alcune disposizioni sia di carattere sostanziale che di carattere processuale. L’intervento del legislatore si ispira alla evidente finalità di perseguire un trattamento complessivo più rigoroso delle ipotesi di condotte colpose derivanti dalla circolazione stradale.

La Procura della Repubblica di Sondrio ha emanato “Linee guida per l’applicazione della legge 23 marzo 2016 n°41 in materia di omicidio stradale, lesioni stradali e prime disposizioni operative alla Polizia Giudiziaria”.

Per leggere le linee operative cliccare QUI

Giovanni Paris

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VIOLAZIONE DI NORME DEL CODICE DELLA STRADA E ” STATO DI NECESSITA’ “

 

Capita a volte che l’utente della strada, destinatario di un provvedimento sanzionatorio per violazione ad una norma del Codice della Strada, specialmente quando viene violata una norma in materia di limite di velocità o avviene il transito in intersezione semaforizzata con lanterna proiettante luce rossa, adduca come fatto giustificativo del comportamento una situazione di “urgenza”, uno “stato di necessità”, per sè o per altri, che lo ha portato a violare la norma (es. necessità di recarsi urgentemente al pronto soccorso in quanto accusante un malore o per accompagnare una persona che avesse bisogno di cure, fretta per recarsi ad una visita medica programmata, ecc.).

Sono riconosciute dalla normativa situazioni di tale tipo in forza delle quali l’autorità competente a conoscere della violazione in sede di ricorso può decidere l’archiviazione del verbale di accertamento?

Per la risposta ed un approfondimento sulla questione cliccare QUI

Sull’argomento vedi la sentenza CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI, 13/04/16 N° 7198 (scarica e leggi)

Giovanni Paris

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CARTELLI DI AVVISO DI IMPIANTI ELETTRONICI DI RILEVAZIONE DI VIOLAZIONI SEMAFORICHE

CARTELLO

La presenza di impanti elettronici di rilevamento automatico di infrazioni semaforiche per violazioni all’art. 146 C.d.S. va presegnalata ai fini della validità dei verbali di accertamento elevati?

Si segnala sull’argomento la sentenza CORTE DI CASSAZIONE DEL 27-04-16 N° 8415 (scarica e leggi).

Le conclusioni della Suprema Corte prevedono la validità dei verbali di accertamento di infrazione rilevate con impianti elettronici automatici in quanto, a differenza delle specifiche disposizioni previste in materia di accertamento delle violazioni ai limiti di velocità tramite sistemi elettronici di rilevamento, nella suddetta materia il Codice della Strada non impone alcun obbligo di presegnalamento.

E’ vero però che l’attività in questione va segnalata con appositi cartelli in ossequio a quanto previsto dal Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza del 08/04/10, che dedica all’argomento specifico PARAGRAFO 5.3 (scarica e leggi), la cui mancanza avrà effetti sul verificarsi della violazione all’art. 13 del D.L.gs 196/03 “Codice in materia di prtotezione dei dati personali” (obbligo di informativa) e sulla applicazione della conseguente sanzione, ma non sulla validità dei verbali di accertamento per le violazioni all’art. 146 C.d.S.

Giovanni Paris

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COLLOCAZIONE TICKET IN AREE DI SOSTA A PAGAMENTO

GRATTINO

Dove va collocato il ticket (“grattino” o ricevuta del parcometro) attestante il pagamento della sosta nelle “aree blu”? Va collocato obbligatoriamente sul parabrezza? Cosa prevede il Codice della Strada?

Purtroppo il C.d.S. sulla questione non prevede nulla, manca una norma che disciplini espressamente le modalità di esposizione del ticket e allora, anche se il buon senso vorrebbe che l’esposizione avvenisse in un luogo e in modo che sia immediato e facile il controllo da parte degli organi di vigilanza, si assiste, esperienza quotidiana vissuta, a collocazioni non ottimali per lo scopo esposto, fino ad arrivare a collocazioni poco probabili e inverosimili (sedile passeggero, piano appoggio cofano posteriore, ecc).

Si registra sull’argomento la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE DEL 27/04/16 N° 8282 (scarica e leggi), con la quale si afferma che la mancata esposizione del tagliando di pagamento sul parabrezza, causa appunto assenza di disposizioni normative in merito, non rende legittimo il verbale di accertamento di violazione che contesti il mancato pagamento se il tagliando è effettivamente collocato altrove e ciò anche se tale comportamento sia censurabile/criticabile (non sanzionabile), in quanto è evidentemente affidato al buon senso dei conducenti esporre in modo visibile il tagliando per agevolare l’attività di controllo e per evitare provvedimenti sanzionatori verso i quali poi dover presentare ricorso.

Giovanni Paris

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SEGNALETICA ORIZZONTALE DI CANALIZZAZIONE E SEMAFORO

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Si segnala la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE DEL 27/04/16 N° 8412 (scarica e leggi) con la quale si afferma che la segnaletica stradale orizzontale direzionale di corsia di marcia va sempre rispettata e ciò anche se il semaforo posto all’intersezione proietta luce verde, una volta che il veicolo si è posto in una corsia di canalizzazione non si può compiere una manovra di “salto” di corsia con svolta non consentita dalla propria posizione precedentemente scelta.

Giovanni Paris

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IL RIFIUTO DI SOTTOPORSI ALL’ACCERTAMENTO DEL TASSO ALCOOLIMETRICO

RassegnaPenale2015

Pubblichiamo uno stralcio della RASSEGNA DELLA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITA’ – GLI ORIENTAMENTI DELLE SEZIONI PENALI DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE – UFFICIO DEL MASSIMARIO – SERVIZIO PENALE relativa all’anno 2015 sull’argomento IL RIFIUTO DI SOTTOPORSI ALL’ACCERTAMENTO DEL TASSO ALCOOLIMETRICO (scarica e leggi).

Giovanni Paris

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MANCATA INDICAZIONE ORDINANZA SUL RETRO DI SEGNALE STRADALE

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L’art. 77/7 del Reg. di Esec. C.d.S. prevede che per i segnali di prescrizione sul retro dei segnali stradali devono essere riportati gli estremi dell’ordinanza di apposizione.

La mancanza di tali indicazioni rende illegittimo il segnale stradale e con esso il verbale di accertamento di violazione alla sua prescrizione?

La Corte di Cassazione e il Ministero Infrastrutture e Trasporti nel tempo hanno concluso che la mancanza costituisce una sola irregolarità non invalidante né il segnale stradale, né il verbale di accertamento di violazione.

Si vedano, in tal senso:

  • Cass. 23/03/94 n° 2763
  • Cass. 18/05/00 n° 6474
  • Cass. 22/02/06 n° 3962
  • Cass. 29/03/06 n° 7125
  • Cass. 13/04/06 n° 8650
  • Cass. 31/07/07 n° 16884
  • Cass. 06/03/08 n° 6127
  • Cass. 20/05/10 n° 12431

Ministero Infrastrutture e Trasporti:

  • n° 1104/ICS del 04/10/02
  • n° 2321/Segr./3427 del 10/12/02
  • n° 3773 del 09/12/04

La sentenza della Corte di Cassazione del 19-04-16 N° 7709 (scarica e leggi la sentenza) conferma che la mancata apposizione sul retro del segnale stradale della indicazione del relativo provvedimento amministrativo che disciplina la circolazione stradale, non determina di per sé la illegittimità del segnale stradale, ne la illegittimità del verbale di accertamento di violazione.

Di conseguenza l’utente della strada deve comunque e sempre rispettare la prescrizione contenuta nel segnale stradale.

Giovanni Paris

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OBBLIGO DI INDICAZIONE DEL NUMERO CIVICO NEL VERBALE DI ACCERTAMENTO

VERBALE VIOLAZIONE

La mancanza nel verbale di accertamento di violazione ad una norma del C.d.S. del numero civico della strada dove è avvenuta ed è stata riscontrata l’infrazione è causa di annullabilità dello stesso?

Si veda sull’argomento il recente pronunciamento avvenuto con sentenza  Corte di Cassazione del 14/01/16, n° 463

Cliccare QUI per un approfondimento.

Giovanni Paris

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L. 29/07/15 N° 115. MODIFICA DEGLI ARTICOLI 115, 116, 118-bis e 170 DEL CODICE DELLA STRADA

Young couple on motor scooter, low section (blurred motion)

La L. 29 luglio 2015, n. 115 “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea Legge europea 2014″ ha apportato modifiche agli articoli 115, 116, 118-bis e 170 del Codice della Strada.

Il Ministero dell’Interno ha emesso in proposito la Circolare n° 300/A/5718/15/149/2015/03 del 13/08/15 QUI allegata.

Tra le modifiche intervenute risalta la novità per cui dal 18/08/15 il conducente minore, ma di età superiore agli ani 16, potrà condurre veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie AM, A1 e B1, anche se trasporta un passeggero, a condizione di essere in possesso di una di tali patenti valida e che il certificato di circolazione del veicolo preveda tale possibilità.

Giovanni Paris

OMICIDIO STRADALE

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E’ ALL’ESAME DEL PARLAMENTO IL DISEGNO DI LEGGE PER LA INTRODUZIONE DEL REATO DI “OMICIDIO STRADALE”, DELITTO COLLEGATO AD INCIDENTI STRADALI. IL DISEGNO DI LEGGE OLTRE AL DELITTO CITATO PREVEDE UNA SERIE DI INTERVENTI AL CODICE PENALE CON LA IPOTESI DI INTRODUZIONE ALTRESI’ DEL REATO DI “LESIONI PERSONALI STRADALI” E MODIFICHE AL CODICE DI PROCEDURA PENALE IN TEMA DI ARRESTO IN FLAGRANZA DI REATO.

IL REATO DI “OMICIDIO STRADALE” ESISTE IN ALTRI STATI EUROPEI?

LEGGIAMO LA NOTA BREVE SERVIZIO STUDI SENATO – OMICIDIO STRADALE CENNI DIRITTO COMPARATO NELLA QUALE SI RIPORTA LA DISCIPLINA IN MATERIA PREVISTA IN ALCUNI STATI EUROPEI.

GIOVANNI PARIS

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