LIBERTA’ E DIRITTO DI RIUNIONE

I Sindaci non possono limitare il diritto di riunione garantito ai cittadini dalla Costituzione.

IL NOSTRO ORDINAMENTO GIURIDICO PREVEDE LA LIBERTA’ ED IL DIRITTO DI RIUNIONE? SE SI’, COME VENGONO DISCIPLINATI E LIMITATI? ESISTONO SPECIFICHE DISPOSIZIONI CHE LI REGOLANO? 

L’ordinamento giuridico riconosce la libertà di riunione quale diritto costituzionalmente garantito.

ART. 17 COSTITUZIONE

“I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.

Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.

Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.”

Esso però non è assoluto e senza vincoli, difatti è sottoposto a particolari adempimenti, limitazioni e controlli.

Art. 18  T.U.L.P.S.

“I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico, devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.

E’ considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata.

I contravventori sono puniti con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da euro 103 (ire 200.000) a euro 413 (800.000). Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle riunioni predette prendono la parola.

Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.

I contravventori al divieto o alle prescrizioni dell’autorità sono puniti con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206 (lire 400.000) a euro 413 (800.000). Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle predette riunioni prendono la parola.

Non è punibile chi, prima dell’ingiunzione dell’autorità o per obbedire ad essa, si ritira dalla riunione.

Le disposizioni di questo articolo non si applicano alle riunioni elettorali.”

Esistono inoltre disposizioni normative speciali che disciplinano il diritto di riunione, quali, ad esempio:

– divieto di manifestazioni di discriminazione razziale,
– divieto di portare armi durante le riunioni L. 18 Aprile 1985, n° 110,
– prevenzione e repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni sportive (L. 13 Dicembre 1989, n° 401) con particolare attenzione alle competizioni calcistiche (L. 4 Aprile 2007, n. 41),
– disturbo dei comizi elettorali e delle pubbliche riunioni,
– blocco della circolazione durante manifestazioni (D. Lgs. 30 Dicembre 1999, n° 507),
– direttiva Maroni sulla «disciplina delle manifestazioni nei centri urbani nelle aree sensibili».

Questi argomenti sono trattati in maniera puntuale nella tesi di laurea della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa “Libertà di riunione e ruolo delle forze di polizia” del Dott. Giovanni Cimino.

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