ABUSO EDILIZIO

NATURA GIURIDICA DELL’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE DI COSTRUZIONE ABUSIVA: CASS. PEN., III, 06/09/22 N° 32753

L’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE DI UN MANUFATTO ABUSIVO HA NATURA PENALE?

La risposta è negativa, come stabilito dal pronunciamento della Cass. Pen., III, 06/09/22 n°32753 (scarica e leggi) per il quale “…l’ordine di demolizione non riveste, nel nostro ordinamento, una funzione punitiva, quale elemento di pena da irrogare al colpevole, ma, diversamente, una funzione RIPRISTINATORIA del bene interesse tutelato. La ratio della previsione, infatti, non è quella di sanzionare ulteriormente (rispetto alla pena irrogata) l’autore dell’illecito, ma quella di eliminare le conseguenze dannose della condotta medesima, rimuovendo la lesione del territorio così verificatasi e ripristinando quell’equilibrio urbanistico-edilizio che i vari enti preposti – ciascuno per la propria competenza – hanno voluto stabilire, al punto che tale ordine, quando imposto dall’Autorità giudiziaria in uno con la sentenza di condanna, non si pone in rapporto alternativo con l’omologo ordine emesso dall’autorità amministrativa, ferma restando la necessità di un coordinamento tra le due disposizioni in sede esecutiva. …”.

L’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE E’ SOTTOPOSTA A PRESCRIZIONE?

Ugualmente il medesimo consesso stabilisce che “…Proprio perché privo di finalità punitive, l’ordine di demolizione non è soggetto dunque alla prescrizione stabilita dall’art. 173 cod. pen. per le sanzioni penali, né alla prescrizione stabilita dall’art. 28 della legge n. 689 del 1981, che riguarda soltanto le sanzioni pecuniarie con finalità punitiva (cfr. Sez. 3, n. 41475 del 03/05/2016, Rv. 267977), per cui il decorso del tempo tra la condanna della ricorrente e l’esecuzione della demolizione non è elemento di per sé decisivo. …”.

Si vedano, tra le decisioni più recenti e nel medesimo senso, per cui è costantemente affermata, infatti, la natura amministrativa di detta sanzione, che persegue una funzione ripristinatoria e non punitiva, imposta per ragioni di tutela del territorio, come tale sottratta, sia alla disciplina dell’estinzione della sanzione per il decorso del tempo ex art. 173 cod. pen., dal momento che tale norma si riferisce alle sole pene principali e non alle sanzioni amministrative, sia all’estinzione per prescrizione quinquennale ex art. 28 legge n. 689 del 1981 propria delle sanzioni amministrative, riguardante le sole sanzioni pecuniarie con finalità punitiva, anche:

Cass. Pen, III, 31/08/22 n° 31929

Cass. Pen., III, 03/08/22 n° 30601

Cass. Pen, III, 14/04/22 n° 14554

Cass. Pen., III, 13/04/22 n° 14225

Cass. Pen. , VII, 16/03/22 n° 8785

Giovanni Paris

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Abuso edilizio: è reato se il permesso edilizio c’è ma è illegittimo?

L’art. 31 del T.U. Edilizia “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali” recita:

“1. Sono interventi eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire quelli che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto del permesso stesso, ovvero l’esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile.
2. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, accertata l’esecuzione di interventi in assenza di permesso, in totale difformità dal medesimo, ovvero con variazioni essenziali, determinate ai sensi dell’articolo 32, ingiunge al proprietario e al responsabile dell’abuso la rimozione o la demolizione, indicando nel provvedimento l’area che viene acquisita di diritto, ai sensi del comma 3.
3. Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.
4. Laccertamento dell’inottemperanza alla ingiunzione a demolire, nel termine di cui al comma 3, previa notifica all’interessato, costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, che deve essere eseguita gratuitamente.
OMISSIS

 

L’accertamento di inottemperanza, che legittima l’effetto di legge di costituire titolo per l’immissione in possesso e la trascrizione nei registri immobiliari, coincide con il verbale di constatazione dell’inadempimento redatto dalla Polizia Locale?

Verrebbe da rispondere in maniera affermativa, ma così non è, i due atti sono diversi, provengono da soggetti diversi e producono effetti diversi, il primo è prodromico del secondo e con valore solo endoprocedimentale.

In cosa consiste “l’accertamento di inottemperanza” viene chiarito dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. II, 22/06/22 n° 5132 nella quale si afferma che “…seppure è vero che l’acquisizione gratuita opera di diritto a seguito dell’inottemperanza dell’ordine di demolizione – in via generale ai sensi dell’art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, e nel caso di specie ex art. art. 1, comma 1104, L. n. 296/2006 trattandosi di area naturale protetta, il titolo per l’immissione in possesso del bene e per la trascrizione nei RR.II. è costituito dall’accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione a demolire un manufatto abusivo. 

Per tale atto deve intendersi non il mero verbale di constatazione di inadempienza, atteso il suo carattere endoprocedimentale, ma solo il formale accertamento compiuto dall’organo dell’ente dotato della relativa potestà provvedimentale. 

In generale, mentre il mero verbale di accertamento redatto dai vigili ha valenza endoprocedimentale ed efficacia meramente dichiarativa delle operazioni effettuate durante l’accesso ai luoghi, dal ricorso, al contrario è il formale atto di accertamento adottato dalla competente autorità amministrativa, ai sensi dell’art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001, che, facendo propri gli esiti del mero verbale, sancisce l’effetto acquisitivo e costituisce, previo notifica all’interessato, titolo per l’immissione in possesso del bene e per la trascrizione nei RR.II..

Solo a seguito di quest’ultimo atto formale di accertamento di inottemperanza ed acquisizione dell’area avviene il trasferimento della proprietà dell’area. …”.

Di seguito esempio di atto di accertamento di inottemperanza: CITTA’ DI GIUGLIANO IN CAMPANIA

Giovanni Paris