RINVENIMENTO DI CARCASSE DI ANIMALI MORTI IN AREE PUBBLICHE E PRIVATE SOGGETTE AD USO PUBBLICO

Smaltimento Carcasse Animali Morti - Domestici e in Strada

In caso di rinvenimento da parte di Organi di Polizia, ovvero, a seguito di segnalazione da parte di cittadini, di carcasse di animali morti come ci si deve comportare?

Le carcasse degli animali morti per cause diverse dalla macellazione per consumo umano debbono essere raccolte da Ditte specializzate, debitamente autorizzate dal Servizio Veterinario dell’ASUR territorialmente competente alla sede legale del titolare della Ditta esercente questo tipo di attività ai sensi del Regolamento Comunitario 1069/2009.
La successiva destinazione potrà essere solo ed esclusivamente la “termodistruzione” presso impianti d’incenerimento debitamente autorizzati dalla Regione e/o dalla Provincia se espressamente delegata.
Per il vero, esistono delle deroghe per gli animali d’affezione di piccola taglia (cani, gatti, uccelli, ecc) per i quali, se il proprietario è in possesso di un giardino e/o di un terreno agricolo, questi animali deceduti possono essere interrati in questi siti a condizione che ci sia un’autorizzazione espressamente rilasciata, in forma scritta, da parte del Veterinario dell’ASUR il quale ha anche l’onere di impartire le dovute prescrizioni (esclusione nei paraggi di fonti di approvvigionamento di acque destinate al consumo umano, profondità della buca, utilizzo di sostanze disinfettanti quali calce, ecc).
Altra deroga può essere concessa dal Veterinario dell’ASUR territorialmente competente quando i costi per le operazioni di recupero potrebbero essere troppo esosi ovvero le condizioni di recupero siano proibitive; si pensi al capo di bestiame, bovino, equino, caprino, ovino il quale scivola in un burrone di montagna e non è possibile procede, come detto, al recupero del medesimo. In queste circostanze, seguendo quelle prescrizioni già dette per gli animali d’affezione (esclusione di fonti di approvigionamento di acque destinate al consumo umano, modalità di scavo e dimensione della buca, disinfettante, ecc.
In tutti gli altri casi valgono le disposizioni generali.
Inoltre, il Regolamento comunitario 1069/2009, detta altresì anche le regole per la gestione delle parti derivanti dalle operazioni di macellazione di capi di bestiame i quali, per la loro natura non sono commestibili.
Questi materiali definiti “il quinto quarto” dell’animale (considerato che l’animale macellato viene suddiviso in quattro parti due mezzene a sua volta divisibili per due – parte anteriore e parte superiore), vengono trasformati per la realizzazione di beni di consumo. 
Si allegano alla presente due casistiche documentate.

Dott. Alberto CasoniAlberto Casoni - Perito Industriale - ex responsabile ...

Docente APL Marche “Ambiente”

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