DECESSO DELL’AUTORE DELLA VIOLAZIONE E RESPONSABILE IN SOLIDO: CASS. CIV., SEZ. LAVORO, 27/09/22 N° 28101

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IN CASO DI VIOLAZIONE COSTITUENTE ILLECITO AMMINISTRATIVO LA MORTE DELL’AUTORE DELLA STESSA DETERMINA L’ESTINZIONE DELL’OBBLIGAZIONE DI PAGARE LA SANZIONE PECUNIARIA A CARICO DELL’OBBLIGATO SOLIDALE?

L’art. 7 “Non trasmissibilità dell’obbligazione” della L. 689/81 recita:

“L’obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si trasmette agli eredi.”.

La morte dell’autore della violazione, pertanto, comporta l’estinzione dell’obbligazione di pagare la sanzione pecuniaria, la quale, in forza dell’art. 7, non si trasmette agli eredi, ma nulla si dice in merito alla permanenza dell’obbligazione a carico dell’eventuale responsabile in solido.

La conseguenza è la medesima, come risulta da  Cass. Civ., Sez. Lavoro, 27/09/22 n° 28101  (scarica e leggi) per la quale “…In tema di sanzioni amministrative, la morte dell’autore della violazione determina non solo l’intrasmissibilità ai suoi eredi dell’obbligazione di pagare la somma dovuta per la sanzione, ma altresì l’estinzione dell’obbligazione a carico dell’obbligato solidale. …”.

Si veda anche Cass. Civ, II, 07/02/22, n° 3696 (scarica e leggi) laddove viene “…ribadito che, in tema di sanzioni amministrative, la morte dell’autore della violazione determina non solo l’intrasmissibilità ai suoi eredi dell’obbligazione di pagare la somma dovuta per la sanzione ex art. 7 della legge n. 689 del 1981, ma altresì l’estinzione dell’obbligazione a carico dell’obbligato solidale ex art. 6 della stessa legge e l’impossibilità per quest’ultimo, ove abbia pagato la sanzione, di esercitare nei confronti degli eredi del trasgressore il regresso…”.

Tale sentenza rileva anche perché viene espresso il principio della autonomia della posizione dell’obbligato solidale rispetto a quella del trasgressore, difatti si afferma in essa che “…l’identificazione del trasgressore non è un requisito di legittimità dell’ordinanza – ingiunzione emessa nei confronti dell’obbligato solidale, ancorché necessaria ai fini dell’eventuale esperimento dell’azione di regresso ex art. 6 della legge n. 689 del 1981 ovvero ai fini della prova dell’illecito o dei presupposti della solidarietà o ancora della valutazione della motivazione del provvedimento sanzionatorio nel giudizio di opposizione…”,

continuando che “…In funzione dell’autonomia della posizione dell’obbligato solidale, rispetto a quella del trasgressore, l’amministrazione conserva quindi la possibilità di agire nei confronti di uno soltanto di detti soggetti, e non inevitabilmente nei confronti di entrambi. …”,

concludendo che ambedue i suddetti principi erano stati affermati nel 2017 “…dalle Sezioni Unite di questa Corte, le quali hanno ribadito, da un lato, che la morte del trasgressore implica anche l’estinzione dell’obbligazione a carico del responsabile solidale…e, dall’altro lato, l’autonomia delle posizioni del trasgressore e dell’obbligato solidale per il pagamento della sanzione amministrativa, precisando che quando l’obbligazione del primo viene meno ai sensi dell’art. 14, ultimo comma, della Legge n. 689 del 1981, per mancata tempestiva notificazione del provvedimento sanzionatorio, l’autonoma obbligazione del secondo permane, con l’ulteriore conseguenza che costui, ove abbia pagato la sanzione, conserva l’azione di regresso per l’intero verso l’autore della violazione, il quale non può eccepire, all’interno di tale ultimo rapporto, che è invece di sola rilevanza privatistica, l’estinzione del suo obbligo verso l’Amministrazione. …”.

Questa la sentenza del 2017: Cass. Sez. Unite Civ., 22/09/17 n° 22082.

Giovanni Paris

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