ATTIVITA’ DI INDAGINE E DENUNCE ANONIME

anonimo

Una denuncia anonima costituisce notitia criminis (notizia di reato)? E legittima lo svolgimento di attività investigativa, di indagine da parte del Pubblico Ministero e della Polizia Giudiziaria?

L’art. 333 del c.p.p. “Denuncia da parte di privati” recita al comma 3: “Delle denunce anonime non può essere fatto alcun uso, salvo quanto disposto dall’articolo 240.”, cioè salvo che costituiscano corpo o provengano comunque dall’imputato.

Riservandosi un maggior approfondimento sulla tematica in un successivo articolo, sull’argomento registriamo il pronunciamento della Cassazione Penale. Sez. III, 01/04/22, n. 11991 (scarica eleggi) nel quale il Supremo Consesso ricorda e afferma “…che costituisce ius receptum nella giurisprudenza di questa Corte l’affermazione secondo cui l’effetto legittimo, e dunque non contrastante col precetto richiamato, degli elementi contenuti nella denuncia anonima “può essere quello di stimolare l’attività di iniziativa del P.M. e della polizia giudiziaria al fine di assumere dati conoscitivi, diretti a verificare se dall’anonimo possono ricavarsi gli estremi utili per l’individuazione di una notitia criminis (in tal senso, Sez.6, n. 34450 del 22/04/2016, Morico, Rv. e Sez.6, n. 36003 del 21/09/2006, Macrì). Si è aggiunto che tali investigazioni, volte ad acquisire elementi di prova utilizzabili, si pongono, peraltro, fuori delle indagini preliminari, appunto in quanto sfornite di pregressa notitia criminis, mentre invece l’accusa non può procedere – sulla sola base di una denuncia anonima o confidenziale, appunto perchè non inseribile in atti ed inutilizzabile – a perquisizioni, sequestri, intercettazioni telefoniche, ovvero ad atti che implicano e presuppongono l’esistenza di indizi di reità. … In altri termini, dunque, non è vietato che l’anonimo, pur inutilizzabile, possa tuttavia fungere da stimolo per indagini volte a verificare che vi siano elementi per l’enucleazione di una notitia criminis, con conseguente simmetrica preclusione di tutti quegli atti investigativi che già presuppongano l’esistenza di una notizia di reato e, a maggior ragione, di indizi di colpevolezza. …”.

Giovanni Paris

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