FOGLIO DI VIA A PROSTITUTA? SOLO SE COMMETTE REATI.

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Le Questure sovente tentano di combattere il fenomeno della prostituzione su strada attraverso la emissione di fogli di via obbligatorio a carico di chi esercita tale attività, provvedimenti che a volta vengono impugnati direttamente di fronte alla magistratura amministrativa o indirettamente di fronte alla magistratura ordinaria quando vengono impugnate le sentenze di condanna per inottemperanza degli stessi (violazione all’art. 76, comma 3, del D.Lgs. 159/11).

Ma leggiamo la normativa in merito alla questione.

Il D.Lgs. 6-9-2011 n. 159, “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136.”, prevede:

Art. 1  Soggetti destinatari

I provvedimenti previsti dal presente capo si applicano a:

a)  coloro che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dediti a traffici delittuosi;

b)  coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose;

c)  coloro che per il loro comportamento debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, comprese le reiterate violazioni del foglio di via obbligatorio di cui all’articolo 2, nonché dei divieti di frequentazione di determinati luoghi previsti dalla vigente normativa, che sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.

Art. 2  Foglio di via obbligatorio

Qualora le persone indicate nell’articolo 1 siano pericolose per la sicurezza pubblica e si trovino fuori dei luoghi di residenza, il questore può rimandarvele con provvedimento motivato e con foglio di via obbligatorio, inibendo loro di ritornare, senza preventiva autorizzazione ovvero per un periodo non superiore a tre anni, nel comune dal quale sono allontanate.

La Corte di Cassazione con la sentenza del 23/02/18 n° 8811 (clicca e leggi) ritorna sulla questione riguardante la legittimità del foglio di via obbligatorio a carico di una prostituta, di cui ci siamo occupati poco tempo fa con un articolo del 30/01/18 dal titolo “FOGLIO DI VIA A PROSTITUTA”  (clicca e leggi).

La Suprema Corte afferma che “…l’esercizio della prostituzione in sé non rientra tra le categorie delle persone pericolose ai sensi della vigente normativa…”, dovendo il provvedimento amministrativo che dispone il foglio di via obbligatorio “…indicare gli elementi concreti in fatto, riferibili al soggetto interessato, sui quali si fonda l’inquadramento di quest’ultimo in una delle predette categorie…”.

Va disapplicato pertanto il “…provvedimento amministrativo motivato soltanto sulla base dell’esercizio della prostituzione da parte dell’imputato, e della astratta probabilità della commissione dei delitti di atti osceni e di atti sessuali in danno di minorenni, poiché l’ordine, alla cui violazione consegue l’illecito penale, deve essere fondato su indizi e non su illazioni, congetture o meri sospetti da cui desumere che il soggetto destinatario rientri in una delle categorie previste dall’art. 1 della legge n. 1423 del 1956, oggi art. 1 del D.Lgs. n. 159 del 2011…”.

Giovanni Paris

http://www.corsidipolizialocale.it

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