ART. 126BIS C.D.S E PRESENTAZIONE DI RICORSO

Risultati immagini per modello comunicazione punti patente

L’art. 126bis “Patente a punti” del Codice della Strada prevede che all’atto del rilascio della patente viene attribuito un punteggio di venti punti e che tale punteggio, annotato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, subisce decurtazioni, nella misura indicata nella tabella allegata al medesimo art. 126bis, a seguito della comunicazione all’anagrafe di cui sopra della violazione di una delle norme per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente ovvero di una tra le norme di comportamento di cui al titolo V, indicate nella tabella medesima. La comunicazione all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida avviene da parte dell’organo da cui dipende l’agente che ha accertato la violazione che comporta la perdita di punteggio, entro trenta giorni dalla definizione della contestazione effettuata,

Il comma 2 dell’art. 126bis recita:

“…La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all’organo di polizia che procede. Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 286 ad euro 1.143 . …”.

La presentazione di un ricorso avverso il verbale di accertamento per la violazione che comporta la decurtazione dei punti dalla patente di guida determina la sospensione dei termini previsti dal comma 2 dell’art. 126 bis o un giustificato motivo per la omissione della prevista comunicazione?

La norma nulla dice.

Ecco però un caso, non l’ultimo, per il quale si assiste ad un contrasto interpretativo tra organi amministrativi e organi giurisdizionali, con conseguente incertezza operativa da parte degli organi di controllo e confusione per gli utenti cittadini.

Sulla questione il Ministero dell’Interno, nell’ambito dei poteri di coordinamento attribuiti allo stesso dall’art. 11, comma 3, del C.d.S. ha emanato la circolare n° 300/A/3971/11/109/16 del 29/04/11 (clicca e leggi) con la quale “…si ritiene che la presentazione di un ricorso avverso il verbale di contestazione costituisca un giustificato e documentato motivo di omissione dell’indicazione delle generalità del conducente. …”, avviso ribadito con ulteriore circolare n° 300/A/7157/11/109/16 del 05/09/11 (clicca e leggi).

Di diverso e contrario parere la giurisprudenza, in primis la Corte Costituzionale che con ordinanza del 13/07/11 n° 210 (clicca e leggi) sostanzialmente afferma che, nel caso di presentazione di ricorso, questo fatto non può determinare la conseguenza di non dover comunicare le generalità di chi si trovasse alla guida, con conferma interpretativa da parte della Corte di Cassazione con diversi pronunciamenti, da ultimo con ordinanza del 24/11/17 n° 28136 (clicca e leggi) laddove si osserva che:

  • la circolare ministeriale non è atto normativo e quindi non innova la disciplina in materia, essa costituisce atto amministrativo che offre una “interpretazione” della normativa esprimendo un parere dell’Amministrazione centrale che è privo di valore vincolante ed è inidoneo a fondare l’affidamento dell’utente della strada,
  • la giurisprudenza della Suprema Corte è orientata nel senso dell’autonomia delle due condotte sanzionabili, quella relativa all’infrazione presupposta e quella attinente all’omessa o ritardata comunicazione delle generalità del conducente,
  • l’obbligo di comunicazione sancito dalla norma in esame è indipendente dagli esiti di una concorrente impugnativa attinente alla legittimità dell’accertamento dell’illecito presupposto, con la conseguenza che il termine per la comunicazione delle generalità del conducente decorre dal momento della richiesta dell’autorità.

Dobbiamo registrare infine la recente presentazione del disegno di legge s 3017 (clicca e leggi) da parte del Senatore Remigio Ceroni e che ha per oggetto una serie di modifiche alle norme del Codice della Strada relative all’accertamento delle violazioni in tema di velocità mediante sistemi elettronici, il quale rileva, per quanto stiamo trattando, perché tra le varie modifiche proposte (vedi pag. 3) vi è quella di prevedere che l’obbligo di comunicazione dei dati del conducente regolato dall’art. 126 bis resti sospeso nei termini in caso di presentazione di ricorso, ipotesi modificativa avente portata ovviamente generale e non limitata alle violazioni in materia di velocità, e che rileva perchè con essa si riconosce indirettamente che la interpretazione giuridica corretta per ciò che ci occupa è quella giurisprudenziale e la soluzione opposta, auspicata, va perseguita mediante un espresso intervento legislativo.

Proprio un bel pasticcio……

Giovanni Paris

http://www.corsidipolizialocale.it

 

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