PARCHEGGI A PAGAMENTO E DIRETTIVE MINISTERIALI

Risultati immagini per tariffe parcheggi a pagamento

L’art. 7  del Codice della Strada “Regolamentazione della circolazione nei centri abitati.” prevede:

“1.  Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco:

omissis

f)  stabilire, previa deliberazione della Giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le aree urbane;
omissis”.
Le direttive ministeriali sono state emanate? In effetti no. E allora sorge la conseguente domanda se possono comunque essere stabilite aree di sosta e parcheggio a pagamento pur mancando le suddette direttive o se tali determinazioni sono illegittime e con esse i conseguenti provvedimenti sanzionatori adottati.
Per il Ministero dei Trasporti la mancanza delle direttive non è ostativa alla adozione di provvedimenti istitutivi di aree di sosta e parcheggio a pagamento con determinazione di tariffe e condizioni, nè sono illegittimi i relativi verbali di accertamento di violazioni, queste le conclusioni a cui giunge nel parere del 18/02/10 n° 14298 (clicca e leggi).
 
I Ministero osserva, tra l’altro, che :
 
  • non è giuridicamente proponibile sostenere che la mancata emanazione di una “disposizione” secondaria possa produrre la inapplicabilità e la inefficacia di una “norma primaria”;
  • anche in assenza della emanazione delle specifiche direttive gli enti proprietari della strada sono comunque tenuti all’applicazione del dettato normativo con l’obbligo di conformarsi alle direttive solo qualora queste fossero emanate;
  • si ritiene che le direttive in discussione non possano essere più emanate in quanto la riforma costituzionale intervenuta con la Legge Costituzionale 18/10/01 n° 3 ha riconosciuto ai Comuni una piena autonomia in materia di  determinazione delle proprie entrate, tra le quali rientrano anche quelle derivanti dai parcheggi a pagamento, pertanto l’eventuale emanazione delle direttive in discussione potrebbe essere intesa come una ingerenza da parte dello Stato nei confronti delle autonomie locali;
  • la tesi relativa alla mancanza dei “criteri direttivi” non è corretta perchè questi si possono ricavare agevolmente dal complesso delle disposizioni contenute nella Direttiva del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/04/95 recante direttive per la redazione, adozione e attuazione dei piani urbani del traffico e precisamente nel paragrafo 3.2  .

Giovanni Paris

http://www.corsidipolizialocale.it

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