AMBITO APPLICAZIONE ART. 672 C.P. “OMESSA CUSTODIA E MAL GOVERNO DI ANIMALI”

Il Codice Penale, tra le contravvenzioni concernenti l’incolumità pubblica, e precisamente quelle concernenti l’incolumità delle persone nei luoghi di pubblico transito o nelle abitazioni, prevede quella descritta dall’art 672, rubricato “Omessa custodia e mal governo di animali”, il quale così recita:

“Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da euro 25 a euro 258.

Alla stessa sanzione soggiace:

  1. chi, in luoghi aperti, abbandona a se stessi animali da tiro, da soma o da corsa, o li lascia comunque senza custodia, anche se non siano disciolti, o li attacca o conduce in modo da esporre a pericolo l’incolumità pubblica, ovvero li affida a persona inesperta;
  2. chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone.”

La contravvenzione prevista in questo articolo non costituisce più reato ed è soggetta ad una sanzione pecuniaria amministrativa, ai sensi dell’art. 33 della L. 24 novembre 1981, n. 689.

Questa disposizione trova sovente applicazione, anche se di certo non esaurisce il suo ambito di applicazione, nei confronti di colui che non custodisce con le debite cautele il proprio cane o comunque il cane di cui abbia il possesso.

Sorge la domanda se il cane, per il quale si contesta la mancata custodia, deve essere pericoloso in sè, in altre parole se la violazione può essere commessa solo in relazione ad un cane che abbia in sé determinate caratteristiche di pericolosità oppure si può configurare l’illecito in relazione a qualsiasi cane, anche “domestico”.

Sulla questione registriamo il pronunciamento della Corte di Cassazione, Sez. IV, 05/04/17 n° 17169, la quale afferma il più ampio ambito di applicazione dell’art. 672 c.p. e con riguardo a qualsiasi tipo di cane, anche domestico, affermando che “…la pericolosità degli animali non può essere ritenuta solo in relazione agli animali feroci, ma può sussistere anche per gli animali domestici che, in date circostanze, possono divenire pericolosi, ivi compreso il cane, animale normalmente mansueto, la cui pericolosità deve essere accertata in concreto, considerando la razza di appartenenza ed ogni altro elemento rilevante. Ne consegue che al proprietario del cane fa capo una posizione di garanzia per la quale egli è tenuto a controllare e custodire l’animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire possibili aggressioni a terzi, anche all’interno dell’abitazione (Sez. 4, sent. n. 6393 del 10 gennaio 2012, Rv. 251951; Sez. 4, sent. n. 18814 del 16 dicembre 2011, Rv. 253594).”.

Nel caso specifico il supremo consesso osserva che “…il cane non era stato adeguatamente custodito, perchè tenuto con un guinzaglio lungo che gli consentiva ampia libertà di movimento all’interno del negozio e privo di museruola, tanto che con un piccolo salto da terra aveva provocato alla S. le lesioni di cui si è detto. Del tutto irrilevante dunque il fatto che il cane fosse di piccola taglia ed avesse incontrato altre volte la commessa, in quanto la padrona avrebbe comunque dovuto adottare tutti gli accorgimenti idonei ad evitare, in un luogo frequentato come un grande magazzino, anche comportamenti imprevedibili dell’animale, dovuti ad un mero gesto o atteggiamento di una persona risultato sgradito o comunque negativamente percepito dall’animale.”

Giovanni Paris

http://www.corsidipolizialocale.it

 

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