COMPETENZA ALLA EMISSIONE DI ORDINANZA SANZIONATORIA

poliziamunicipale

Nel caso di violazione amministrativa in materia per la quale è devoluta la competenza sanzionatoria al Comune qual è l’organo comunale competente a conoscere della stessa e quindi ad emettere il provvedimento sanzionatorio, cioè l’ordinanza ingiunzione o, in caso di verifica negativa, di archiviazione?

Le diverse più datate normative nazionali facevano riferimento al Sindaco come autorità competente nel senso sopra indicato (si veda per esempio l’art. 22 del D.Lgs. 114/98 in materia di commercio).

Ora, tutte le disposizioni che disponevano in tal senso devono ritenersi implicitamente abrogate dal D.Lgs. 267/2000, l’art.107/1 del decreto suddetto prevede che i poteri di indirizzo e controllo appartengono agli organi di governo dell’ente, mentre i compiti gestionali sono attribuiti ai dirigenti e tra questi compiti gestionali vi rientra certamente la competenza ad irrogare sanzioni amministrative.

Quindi la competenza in materia è di un organo burocratico comunale, ma quale?

Istintivamente viene da individuarlo nella figura apicale appartenente alla Polizia Municipale/Locale, quindi nel Comandante il Corpo o nel Responsabile del Servizio.

E’ corretta tale individuazione? La risposta in effetti non è scontata.

Bisogna registrare due linee di pensiero:

  • la prima indica come competente la figura apicale appartenente alla Polizia Municipale/Locale e ciò per via della specifica competenza/conoscenza della materia sanzionatoria.

Tale tesi viene però criticata perchè la figura apicale appartenente alla Polizia Municipale/Locale in alcuni casi si troverebbe a conoscere di provvedimenti sanzionatori emessi da appartenenti alla stessa struttura che essa dirige, financo a dover decidere su situazioni che lo hanno visto esso stesso quale agente accertatore e soggetto che ha redatto il verbale di accertamento di violazione, con conseguenti critiche sul venir meno della caratteristica della “imparzialità” ed “indipendenza” che dovrebbe guidare un organo che si occupa di “sentenziare” se una violazione è stata commessa o meno e pronunciarsi anche su eventuali scritti difensivi presentati.

  • la seconda indica come competente la figura apicale appartenente al Settore o Servizio comunale che tratta della materia oggetto del provvedimento sanzionatorio, per capirci se l’infrazione a cui si riferisce il verbale di accertamento riguarda la materia commercio la competenza è dell’organo burocratico comunale che tratta della materia commercio, così per l’edilizia, ecc. .

Tale tesi se per certi aspetti potrebbe ritenersi condivisibile, per altra parte pone delle difficoltà pratiche perchè la competenza/conoscenza della materia sanzionatoria non appartiene a tutti gli organi burocratici comunali.

Registriamo sull’argomento il pronunciamento del Tribunale di Firenze che con sentenza n° 1870/16 ha concluso per la legittimità dell’ordinanza ingiunzione emessa dal Comandante della Polizia Municipale, affermando che “….nessun contrasto con l’art. 97 della Costituzione appare configurabile in quanto la dedotta terzietà dell’organo non è richiesta nei casi di richieste di riesame di atti in sede di autotutela. La terzietà è richiesta semmai nel caso di ricorsi giurisdizionali mentre nel caso dell’esercizio del potere sanzionatorio della P.A. l’autorità che rileva l’infrazione ben può essere la stessa chiamata ad esaminare le difese del trasgressore prima di emettere definitivamente la sanzione. …”

Giovanni Paris

http://www.corsidipolizialocale.it

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One comment

  1. Ottima sintesi.
    Aggiungo qualche spunto sullo stesso tema

    Sul “conflitto di interessi” fra Comandante e titolare di servizio:
    http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=20190.0

    ***********************
    NAC
    Orientamento n. 57 del 03 luglio 2014
    Parole chiave: ANTICORRUZIONE – funzioni svolte dal Comandante della Polizia locale – provvedimenti concessori e autorizzatori – svolgimento di funzioni di responsabilità – impossibilità – conflitto di interessi – sussistenza.

    Colui che riveste il ruolo di Comandante della Polizia locale non può svolgere funzioni di responsabilità nell’esercizio di servizi di un Comune per i quali è necessario emettere provvedimenti autorizzatori o concessori oggetto di attività di controllo in virtù della sua principale qualifica, sussistendo un’ipotesi di conflitto di interesse, anche potenziale.

    **************************************

    IL COMANDANTE POLIZIA LOCALE NON PUO’ ESSERE RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO IN ATTIVITÀ CONCESSORIE/AUTORIZZATORIE
    Lo ha precisato, nel suo Orientamento n. 57/2014, l’Autorità Nazionale Anti Corruzione affermando che “Colui che riveste il ruolo di Comandante della Polizia locale non può svolgere funzioni di responsabilità nell’esercizio di servizi di un Comune per i quali è necessario emettere provvedimenti autorizzatori o concessori oggetto di attività di controllo in virtù della sua principale qualifica, sussistendo un’ipotesi di conflitto di interesse, anche potenziale”.
    In sostanza il Comandante Polizia Locale, o meglio gli appartenenti alla Polizia Locale, tenuto conto che il “motivo del contendere” era nato non tanto dalla qualifica di “Comandante” o “Responsabile del Servizio” (qualifica che cambia a seconda del concorso bandito e della presenza o meno, al momento dell’inquadramento, del Corpo – poco importa se poi dopo declassato a servizio, come precisato da qualificata giurisprudenza), bensì in ragione della qualifica di “polizia locale” collegata alla legge 65/1986 che, in considerazione dei compiti specifici di controllo/vigilanza, mal si concilia, dal punto di vista del rischio corruttivo, con quella del rilascio del titolo.
    Intervenendo sull’argomento, come anticipato, l’ANAC ha ritenuto sussistere ipotesi di conflitto di interesse.
    A solo titolo di esempio si ricordano, alla luce dell’orientamento ANAC, le responsabilità di procedimento in conflitto, col Funzionario o Comandante Polizia Locale che ha la responsabilità:
    – del SUAP
    – dell’ufficio tecnico comunale (lavori pubblici oppure urbanistica)
    oppure, ancora, nel rilascio di autorizzazioni transito mezzi pesanti, corse ciclistiche, pass disabili, spettacolo viaggiante, licenze PS spettacoli ed intrattenimenti

    **********************

    A norma dell’art. 107 del d.lgs. n. 267 del 2000, la competenza ad irrogare sanzioni amministrative, provvedimenti amministrativi consistenti in atti autoritativi posti in essere dalla P.A. nell’espletamento di una potestà amministrativa ed aventi rilevanza esterna, è stata devoluta ai dirigenti degli enti locali rimanendo spettanti agli organi di governo solo i poteri di indirizzo e controllo politico-amministrativo, mentre spettano ai dirigenti i compiti non compresi espressamente dalla legge o dallo statuto fra le funzioni degli organi di governo o fra quelle del segretario comunale o del direttore generale. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto legittima l’ordinanza-ingiunzione, con cui si contestava il ritardo nella comunicazione della cessazione di un’attività commerciale, sottoscritta dal dirigente del servizio tributi di un Comune anziché del Sindaco). (Cassa e decide nel merito, Giud. pace Udine, 19/03/2004)
    Cass. civ. Sez. II, 08-04-2009, n. 8560 (rv. 607831)

    *********************

    Dopo l’entrata in vigore del testo unico delle disposizioni sugli enti locali, approvato con D.Lgs. n. 267 del 2000, la competenza ad irrogare le sanzioni amministrative, che sono tipici provvedimenti amministrativi, trattandosi di atti autoritativi posti essere da una Pubblica Amministrazione nell’esplicazione di una potestà amministrativa ed aventi rilevanza esterna, è stata devoluta ai dirigenti degli enti locali dall’art. 107, il quale dispone che solo i poteri di indirizzo e di controllo politico-amministrativo spettano agli organi di governo, attribuendo ai dirigenti i compiti non ricompresi espressamente dalla legge o dallo statuto tra le funzioni degli organi di governo o non rientranti tra quelle del segretario o del direttore generale. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva annullato un’ordinanza ingiunzione emessa per violazione delle norme in materia di commercio dal comandante della polizia municipale e non dal sindaco, omettendo di prendere in considerazione le disposizioni del testo unico delle disposizioni legislative sugli enti locali che, con effetto anche sul riparto di attribuzioni previsto dal D.Lgs. n. 114 del 1998, ha attribuito la competenza alla adozione delle sanzioni amministrative ai dirigenti).
    Cass. civ. Sez. I, 01-04-2004, n. 6362 (rv. 571688)

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