RUMORI DEI CLIENTI E RESPONSABILITA’ DEL GESTORE DI ESERCIZIO PUBBLICO

MOVIDA

 

IL GESTORE DI UN ESERCIZIO PUBBLICO E’ RESPONSABILE DEI RUMORI PRODOTTI DALLA CLIENTELA INTERNA ED ESTERNA DEL LOCALE?

LA CASSAZIONE CON SENTENZA N° 2985 DEL 03/07/14 PREVEDE CHE SI POSSA RICONOSCERE IN CAPO AL GESTORE DI UN ESERCIZIO PUBBLICO LA RESPONSABILITA’ DEL REATO PREVISTO DALL’ART. 659 C.P. PER I RUMORI PRODOTTI DALLA CLIENTELA INTERNA ED ESTERNA DEL LOCALE.

LA QUALITÀ DI TITOLARE DELLA GESTIONE DI UN ESERCIZIO PUBBLICO COMPORTA L´ASSUNZIONE DEL´OBBLIGO GIURIDICO DI CONTROLLARE CHE IL COMPORTAMENTO DEI CLIENTI NON SFOCI IN CONDOTTE CONTRASTANTI CON LE NORME CONCERNENTI LA POLIZIA DI SICUREZZA. PERCHÉ, PERÒ, L´EVENTO POSSA ESSERE ADDEBITATO AL GESTORE DELL´ESERCIZIO COMMERCIALE È NECESSARIO CHE ESSO SIA RICONDUCIBILE AL MANCATO ESERCIZIO DEL POTERE DI CONTROLLO AD EGLI SPETTANTE.

SE GLI SCHIAMAZZI O I RUMORI AVVENGANO ALL´INTERNO DELL´ESERCIZIO, NON C´È DUBBIO CHE IL GESTORE ABBIA LA POSSIBILITÀ DI ASSOLVERE L´OBBLIGO DI CONTROLLO DEGLI AVVENTORI, IMPEDENDO LORO COMPORTAMENTI CHE SI PONGANO IN CONTRASTO CON LE NORME DI POLIZIA DI SICUREZZA, RICORRENDO OVE NECESSARIO AL CD. IUS EXCLUDENDI (CIOÈ IL DIRITTO DI ESCLUDERE DALLE PRESTAZIONI IL SOGGETTO) O ALLA RICHIESTA DI INTERVENTO DA PARTE DELLE AUTORITA’.

SE INVECE IL DISTURBO RUMOROSO DA PARTE DEGLI AVVENTORI DELL´ESERCIZIO PUBBLICO AVVENGA ALL’ESTERNO DEL LOCALE, PER POTERE CONFIGURARE LA RESPONSABILITÀ DEL GESTORE È NECESSARIO PROVARE, RIGOROSAMENTE, CHE EGLI NON ABBIA ESERCITATO IL POTERE DI CONTROLLO E A CHE TALE OMISSIONE SIA RICONDUCIBILE LA VERIFICAZIONE DELL´EVENTO.

LA SUPREMA CORTE INOLTRE RIBADISCE QUALE SIA LA DIFFERENZA TRA LE IPOTESI DI REATO PREVISTE DAL PRIMO E DAL SECONDO COMMA DELL’ART. 659 C.P. .

PER LA REALIZZAZIONE DELLA VIOLAZIONE PREVISTA DAL PRIMO COMMA NECESSITA CHE I RUMORI SUPERINO LA NORMALE TOLLERABILITA’ E DEVONO INVESTIRE PIU’ PERSONE, CIOE’ DEVONO AVERE UNA TALE DIFFUSIVITA’ DA DETERMINARE UN DISTURBO CHE POSSA ESSERE RISENTITO DA UN NUMERO INDETERMINATO DI PERSONE, ANCHE SE SOLO QUALCUNA DI ESSE SE NE LAMENTI, O ADDIRITTURA NEANCHE UNA SE NE LAMENTI.

PER LA REALIZZAZIONE INVECE DELLA VIOLAZIONE PREVISTA DAL SECONDO COMMA DELL’ART. 659 C.P. RISULTA NECESSARIO E SUFFICIENTE CHE LA CONDOTTA TENUTA CONSISTA NEL SEMPLICE FATTO DEL MANCATO RISPETTO DELLE DISPOSIZIONI DI LEGGE O PRESCRIZIONI DELL’AUTORITA’ (SI HA QUINDI UNA PRESUNZIONE DI DISTURBO), ES. MANCATO RISPETTO DEI LIMITI ORARI O DEL DIVIETO DI UTILIZZO DI ALCUNI TIPI DI MACCHINARI NELL’ATTIVITA’ DI CANTIERE EDILE.

CLICCARE QUI PER LA SENTENZA.

GIOVANNI PARIS

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